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«Torna l’autovelox della discordia a Simeri Crichi. Molte domande nessuna risposta»

Surreale! Perché deliberatamente vessatorio. Così era unanimemente percepito, per le decine di migliaia di multe irrogate ad automobilisti che, surclassando (nella direzione Catanzaro-Crotone e vi…

Pubblicato il: 06/11/2021 – 20:36
di Romano Pitaro
«Torna l’autovelox della discordia a Simeri Crichi. Molte domande nessuna risposta»

Surreale! Perché deliberatamente vessatorio. Così era unanimemente percepito, per le decine di migliaia di multe irrogate ad automobilisti che, surclassando (nella direzione Catanzaro-Crotone e viceversa) a tutte le ore col sole e la pioggia, su un rettilineo della famigerata “106”, i 70 km/h, venivano inesorabilmente salassati dal Comune di Simeri Crichi. Il cui Consiglio comunale (per la cronaca) è stato sciolto, ad agosto 2021, dal Consiglio dei Ministri «alla luce degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata». E provvidenziale venne considerata l’iniziativa di spegnerlo, assunta dal Prefetto di Catanzaro a febbraio 2021, dopo aver consultato Anas e Polizia Stradale e probabilmente anche a seguito delle vibrate proteste di delegazioni di cittadini e associazioni. Era sembrato, insomma, che le imboscate del Ghino di Tacco appostato al km 194+225 della Strada statale 106, le cui incongruenze erano state tra l’altro suggellate da più sentenze che davano ragione agli automobilisti ricorrenti in quanto l’autovelox avrebbe dovuto segnalare il superamento di velocità solo da un lato e non dall’altro come invece impunemente accadeva, potessero far parte delle malefatte del passato.
E invece, a quanto pare, l’agguato agli automobilisti riprenderà dal 15 novembre. Data in cui l’autovelox di Simeri Crichi tornerà a colpire, ma soltanto nel senso di marcia Catanzaro-Crotone. Cioè: se vai verso Crotone, in quel tratto della 106, per evitare la multa, devi procedere sotto i 70 km/h, al contrario se vai verso Catanzaro puoi sfracellarti di velocità. Ma dai! L’ammuina italica di competenze, senso e logica, anche in questo caso, nonostante l’autorevole sguardo di un Prefetto della Repubblica, finisce col dipanarsi sferrando calci nel deretano del solo cittadino. A questo punto, però, sarebbe bene che qualcuno si prendesse la briga di rispondere alla sfilza d’interrogativi fino a qui appesi nel vuoto. Per esempio: a quanto ammonta il bottino di contravvenzioni finora incassate dal Comune e quale destinazione ha avuto? Se è inequivocabilmente acquisito che l’autovelox della discordia in una delle due direzioni non era autorizzato a segnalare il superamento di velocità, è stata disposta la restituzione del quantum ai cittadini che, ignari, hanno pagato le multe? L’ubicazione dell’autovelox in quel tratto della “106” è motivata da quali rischi? C’è un report che ne giustifichi l’installazione? E, nel caso i rischi risultassero da dati certi, non sarebbe più equo porre come limite di velocità 90 km/h anziché i 70 km/h (che su un rettilineo si superano anche per una semplice distrazione), come avviene nel tratto della 106 Montepaone-Soverato?
Ad ogni domanda si possono dare molte risposte, chiare, brevi, prolisse, persino interlocutorie ed evanescenti. Ma qui ne basterebbe almeno una per ogni interrogativo. E alla velocità che si vuole, l’importante è che arrivi.

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