Ultimo aggiornamento alle 11:54
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

l’intervento

Picchia per anni la compagna e le figlie: 39enne arrestato, finisce l’incubo per le vittime

Intervento dei carabinieri di Montalto Uffugo. Strattoni e sculacciate anche per una bimba di due anni. La denuncia dopo le vessazioni

Pubblicato il: 04/12/2021 – 11:35
Picchia per anni la compagna e le figlie: 39enne arrestato, finisce l’incubo per le vittime

MONTALTO UFFUGO I carabinieri di Montalto Uffugo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere nei confronti di M. P. di 39 anni, di origini cosentine, indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata.
L’uomo avrebbe posto in essere con frequenza, ai danni della compagna e delle due figlie minori conviventi di 17 e 2 anni, comportamenti palesemente violenti e vessatori, che hanno provocato alle stesse sofferenze, prostrazione e un disagio incompatibili con le normali condizioni di vita. La donna sarebbe stata costantemente umiliata e vessata verbalmente, incolpata di non essere una buona madre e minacciata di perdere l’affidamento delle figlie nel caso in cui l’avesse lasciato. L’uomo l’avrebbe intimorita dicendole persino che la teneva sotto controllo tramite suoi “amici” incaricati di riferirgli i suoi comportamenti tenuti fuori casa.

La denuncia della donna dopo due anni di vessazioni

La vicenda trae origine dalla denuncia sporta dalla donna la quale, stanca ed esausta dei soprusi subiti, ha raccontato l’intollerabile situazione di maltrattamenti, violenze e vessazioni delle quali sarebbe stata vittima ormai da lungo tempo, da quando, nel 2018 aveva intrapreso una relazione sentimentale sfociata in stabile convivenza con il compagno. Dopo un primo anno di apparente serenità, la relazione si sarebbe trasformata ben presto in un incubo. Anziché rafforzare il vincolo nella coppia, la nascita della figlia più piccola avrebbe ancor più acuito il deteriorarsi del rapporto: il comportamento dell’uomo, infatti, sarebbe diventato progressivamente sempre più violento ed aggressivo. L’ubriachezza e lo stato di alterazione psicofisica conseguente all’uso sistematico di sostanze stupefacenti e alcoliche, assunte anche all’interno dell’abitazione, lo avrebbe indotto a tenere comportamenti aggressivi, spesso sfociati anche in gravi violenze fisiche oltre che verbali che determinavano paura e soggezione nelle vittime. 

Schiaffi e spintoni anche alla figlia più grande. Strattoni alla bimba di due anni

L’uomo era solito sferrare schiaffi e spintoni alla compagna e alla figlia più grande, lanciando contro le stesse qualsiasi oggetto gli capitasse sotto mano così procurando evidenti ematomi e lividi. In un’occasione, durante un’aggressione rivolta alla figlia più grande, spinse giù dalle scale la madre, intervenuta in difesa della 17enne, pur avendo la stessa in braccio l’altra figlia di pochi mesi. Il brutale comportamento dell’uomo non avrebbe risparmiato nemmeno la bambina di 2 anni che, quando piangeva o faceva i capricci, veniva strattonata e trascinata per un braccio per tutta la casa o sculacciata con violenza.

Violenza sessuale contro la compagna

La donna sarebbe stata anche costretta, molte volte, a subire atti e vere e proprie violenze sessuali estorti dietro minaccia di gravi conseguenze per le figlie. Terrorizzata da tali intimidazioni, la donna avrebbe subito gli spregevoli sfoghi dell’uomo, che le avrebbe imposto rapporti anche estremi, contro la propria volontà, senza desistere neppure a fronte delle implorazioni e segni di dolore causati dalla violenza in cui avvenivano. Il tutto accadeva accanto alla camera da letto delle bambine costrette a sentire le violenze subite dalla madre.

L’arresto dell’aguzzino. Le vittime ora sono in una struttura protetta

L’indagato, che per anni avrebbe inflitto sistematicamente alla donna continue e gravi violenze fisiche e sessuali, reiterate offese ed umiliazioni, prevaricando ed annullando i suoi bisogni e la sua dignità, facendo leva sul punto di maggiore vulnerabilità – il senso di protezione materna – è stato ristretto presso la casa circondariale di Cosenza a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Cosenza. Importante l’aiuto ricevuto dalle vittime, che, grazie all’aiuto dei militari dell’Arma e dei centri dedicati al supporto di forme di violenze di questo tipo, hanno trovato un’accogliente sistemazione in una struttura protetta ove possono sentirsi libere ed al sicuro.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria

Concessionario Basic Media Servizi Srl

Telefono: 0984-391711
Cellulare: 351 8568553
Email: info@basicms.it

Design: cfweb

x

x