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«Fasce deboli dimenticate dal governo». I sindacati fanno fronte comune su sanità, pensioni e fisco

Cgil, Cisl e Uil annunciano la manifestazione dell’11 dicembre. Puntano Draghi e i fondi Pnrr. Su Occhiuto: «Regione finalmente governata»

Pubblicato il: 06/12/2021 – 13:51
di Giorgio Curcio
«Fasce deboli dimenticate dal governo». I sindacati fanno fronte comune su sanità, pensioni e fisco

LAMEZIA TERME I sindacati, Cgil, Cisl e Uil fanno fronte comune, ancora una volta, e si preparano alla manifestazione unitaria dell’11 dicembre, a Catanzaro, per chiedere risposte concrete al governo Draghi, ma soprattutto un deciso cambio di passo rispetto alle scelte intraprese. Tanti i fronti aperti e sui quali i segretari regionali Angelo Sposato, Santo Biondo e Tonino Russo sono pronti a dare battaglia anche al governo regionale. Su questo fronte, però, arrivano segnali incoraggianti. «Dopo molti anni sentiamo finalmente che questa regione sia realmente governata. Occhiuto sembra aver capito quali sono le nostre preoccupazioni e sta dando indicazioni vere e serie». C’è però molto lavoro da fare per risolvere le criticità più urgenti e ormai “storiche” per la Calabria. La manovra fiscale non convince affatto e – per i sindacati – i veri punti cruciali vengono soltanto “sfiorati”. «Abbiamo portato correttivi – ha detto Tonino Russo – grazie alle mobilitazioni di questi ultimi giorni. Siamo riusciti a correggere alcuni aspetti ma molti altri andrebbero corretti come quelli sulla pensione: la maglia dell’uscita andrebbe allargata attraverso la volontà del lavoratore e non una costrizione e soprattutto vogliamo garantire pensioni dignitose per i giovani e le donne, quelle più martoriate».  

La riforma strutturale delle pensioni

L’idea comune, dunque, è quello di dare un segnale forte di presenza e di vicinanza alle fasce più deboli, giovani e pensionati. Ed è per questo che i tre sindacati spingono forte sulla riforma strutturale sulle pensioni e sulle politiche attive a sostegno dell’occupazione. «C’è da affrontare una manovra inadeguata e dobbiamo farlo unitariamente – ha detto Angelo Sposato della Cgil – non si può consentire a lavoratori di 67 anni che lavorano sulle gru, nelle acciaierie e sui ponteggio di continuare a rischiare la vita. Ci vuole una riforma delle pensioni vere perché quota 41 non è assolutamente sufficiente. Nel sud, e in Calabria, in quanti hanno alle spalle 41 anni di lavoro. Ai giovani poi bisogna dare prospettive, lavoro e politiche attive. Senza pensioni di garanzia non ci andranno mai». 

Fisco e sostegno

«Il fisco – ha detto ancora Sposato – non dà nulla alle fasce più deboli, è tutto perimetrato sulla fasce sociali più alte e poi va fatta una lotta seria all’evasione fiscale. Questa barzelletta del contributo di solidarietà per il caro bolletta, tolto all’ultimo minuto facendo saltare anche l’accordo per colpa di una parte del governo o addirittura mettere mano all’unico sostegno contro la povertà che è il reddito di cittadinanza, divide il paese. Il reddito di cittadinanza è uno strumento che va perfezionato, bisogna evitare gli abusi, ma ha dato grande sollievo alle famiglie in questo momento di crisi e chi pensa di metterlo in discussione sta sbagliando».  

Sanità e Pnrr

Il futuro della Calabria, secondo i tre sindacati, si snoda attraverso molte strade tra cui sanità e Pnrr. L’emergenza Covid non ha fatto altro che mettere a nudo tutte quelle criticità che da anni ormai vengono denunciate senza successo. «Sanità e Pnrr sono le priorità su cui questa regione deve puntare e su cui Occhiuto deve avviare il confronto». «Sulla sanità – ha detto infine Santo Biondo della Uil – abbiamo chiesto di aprire tre momenti: uno sulla medicina territoriale come investire nei prossimi anni  per ricostruire la medicina del territorio, assente durante la pandemia. E poi la verifica del fabbisogno del personale medico e infermieristico e socio sanitario. Si possono aprire gli ospedali ma se poi manca il personale non si va da nessuna parte, uno dei motivi perché non c’è risposta al fabbisogno dei calabresi. E infine abbiamo chiesto che sul piano di rientro e quello operativo ci sia un confronto con il sindacato. Sul Pnrr non possiamo accettare che in questa regione ci siano risorse che poi non vengono spese. Ci sono 15 miliardi per la Calabria che non possono rimanere nella scelta di poche persone, serve una cabina di regia che include il partneriato economico e sociale, anche perché quando si parla di risorse pubbliche in Calabria è necessario che ci sia un controllo sociale da parte di tutti. Abbiamo visto cosa è successo sulle misure “cura Italia” e “riparti Italia”, fondi che non si capisce che fine abbiano fatto». 

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