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Pnrr, «la Calabria non è ancora pronta»

L’analisi di Domenico Cersosimo, docente all’Unical e relatore del seminario organizzato a Rende dal consigliere comunale, Domenico Talarico

Pubblicato il: 15/12/2021 – 19:24
Pnrr, «la Calabria non è ancora pronta»

COSENZA La Calabria è pronta a sfruttare l’opportunità offerta dal Pnrr? «Assolutamente no». E’ lapidario nella risposta, Domenico Cersosimo, docente all’Unical e relatore del seminario organizzato nella sala Tokyo del Museo del Presente di Rende dal consigliere comunale, Domenico Talarico. Sul perché la nostra regione sia in ritardo rispetto alle altre, il prof. non usa particolari giri di parole e individua il principale responsabile: la pubblica amministrazione. «La Pa è la leva determinante per il successo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma senza capacità progettuale, realizzativa e senza la capacità di rendicontare, il Pnrr avrà scarso successo». «Rispetto agli altri piani – aggiunge Cersosimo – ha una condizionalità rafforzata, una mission diversa. Non basta realizzare un’opera ma occorre dimostrare quanto sia realmente importante e determinante in termini di contributo economico e per garantire il miglioramento del benessere comune». «Se non ci sono competenze sofisticate come analisti, statistici, sociologi – continua il docente – non sarà possibile cogliere questa opportunità». Secondo Cersosimo, «città come Milano sono già al lavoro da un anno per raccogliere pareri e costruire progetti performanti, la Calabria – invece – è ferma e bisogna muoversi in fretta per non perdere ulteriore tempo». Dello stesso avviso, il consigliere comunale Talarico che sottolinea come «la Pubblica amministrazione in Calabria sia povera di risorse umane». «Abbiamo subito il calo del 30% del personale della Pa che come è noto è dotata di un vecchio precariato oggi stabilizzato – aggiunge – e poi c’è il problema della qualificazione del personale. Invocare aiuti serve a poco, è opportuno redigere un piano straordinario di assunzioni e di personale qualificato». Talarico pensa, ad esempio, «ai giovani ricercatori delle nostre Università». E sui tempi, il consigliere non ha dubbi: «sono strettissimi, quelli del Pnrr sono concentrati in cinque anni. Ecco perché bisogna dare una risposta immediata per spendere bene i fondi in arrivo». (f.b.)

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