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la confessione

Alleati: «Bergamini voleva sposarmi». Isabella Internò «lo stalkerizzava»

La testimonianza, in aula, di una ex fidanzata del calciatore del Cosenza. Una lettera inviata alla famiglia di Denis e l’annuncio della «relazione segreta»

Pubblicato il: 14/01/2022 – 14:07
di Fabio Benincasa
Alleati: «Bergamini voleva sposarmi». Isabella Internò «lo stalkerizzava»

COSENZA «In aula si respira un clima pesante e preoccupante», confessa l’avvocato di parte civile Fabio Anselmo in Corte d’Assise a Cosenza, nel corso dell’odierna udienza del processo sulla morte di Denis Bergamini. Uno degli avvocati di Isabella Internò, unica imputata nel procedimento, il legale Rossana Cribari solleva la questione prima dell’inizio dell’udienza richiamando le dichiarazioni rilasciate dal collega. La Corte invita le parti a mantenere «toni pacati ed adeguati nel corso del procedimento», annunciando interventi «in caso di interferenze di testimoni o delle parti».

La lettera di Roberta Alleati

Al banco dei testimoni siede Roberta Alleati, ex fidanzata di Denis Bergamini. Oggi infermiera, Alleati conosce Bergamini «quando giocava in provincia di Ravenna». «Prima amici e poi fidanzati, io avevo 17 anni ed era il 1983». La storia d’amore dura «cinque o sei mesi» poi si interrompe perché «osteggiata dalla società dove giocava Bergamini». «Denis – aggiunge Alleati – è stato il mio primo grande amore». Il nome dell’ex fidanzata del calciatore di Argenta, è legato però ad una lunga lettera che la testimone scrive qualche giorno dopo la morte di Denis. Era il 24 novembre 1989. Una missiva scritta ed inviata alla famiglia Bergamini e di cui vi proponiamo qualche stralcio: «So che quello sto per dirvi vi sconvolgerà, ero la ragazza di Denis e mi aveva chiesto di sposarlo. Perdemmo i contatti quando partì per Cosenza e poi ci siamo rivisti, quanto basta per riaccendere il sentimento. Mi diceva che mi amava moltissimo, come non aveva mai amato nessuna, ero la donna della sua vita. Mi chiese di sposarlo lasciandomi di stucco». «Doveva decidere se rimanere a Cosenza o cambiare squadra», aggiunge Alleati dopo aver finito di leggere la lunga missiva, segnata da qualche piccola interruzione e scandita dall’emozione di un ricordo ancora vivo. «Avere un figlio era il più grande sogno della sua vita, decidemmo che sarei scesa il 5 dicembre 1989 a Cosenza per il mio compleanno. Voleva farmi conoscere i compagni, in particolare Michele (Padovano)». Ma Bergamini avvertì Alleati: «Ti presenterò come un’amica, perché dobbiamo mantenere il nostro segreto». Dopo la missiva, Roberta Alleati sarà interrogata in procura a Castrovillari.

Denis «stalkerizzato» da Isabella

«Donato era solare, dolcissimo, tenero. Decidemmo insieme di lasciarci di comune accordo e ci siamo rivisti nel maggio del 1989». All’incontro casuale, seguì un ritorno di fiamma: «ci siamo frequentati, lui era a casa per infortunio. Ci siano visti non spessissimo nei primi tempi perché aveva perso il mio numero. Gli incontri avvenivano anche sotto casa mia, e poi andavano a cena fuori. Cose che fanno le coppie normali». La storia però rimase segreta: «nessuno, neanche i miei genitori, sapevano nulla anche se mi hanno vista spesso passeggiare in paese in compagnia di Denis».
Il volto sorridente del calciatore di Argenta diventava improvvisamente cupo, quando si parla di Isabella Internò. «Mi disse che l’aveva lasciata e che era finita perché si era disinnamorato. Lei era pressante e non lo lasciava vivere, per utilizzare un termine moderno lo stalkerizzava perché la trovava ovunque, anche a casa di amici. Lo teneva d’occhio». La storia tra Bergamini e Internò, nel racconto di Alleati finisce «per sfinimento, telefonava anche a casa di altri calciatori per informarsi sugli spostamenti di Bergamini». Il centrocampista emiliano confidò ad Alleati i suoi progetti per il futuro, partendo dal calcio, la sua più grande passione. «Mi parlò del Parma che era interessato al suo acquisto e anche della Fiorentina ma non aveva ancora preso una decisione definitiva, il Parma era la squadra che gli avrebbe permesso di avvicinarsi a casa. Rimase a Cosenza perché era profondamente legato al club rossoblù».

La proposta di matrimonio e l’ultimo saluto

Nel futuro di Denis però c’era la prospettiva di creare una famiglia. «Parlammo di matrimonio, lui mi chiese di sposarlo a cena a Cervia era fine agosto del 1989», confessa Alleati che aggiunge: «lo vidi a inizio maggio dell’89, cinque o sei volte. Poi a giugno altrettante volte, a luglio solo una volta e ad agosto in una sola occasione. Era fine mese». I due trascorsero «una mezza giornata insieme, perché doveva tornare giù. Denis era sereno come al solito, mi disse che voleva cambiare auto: la sua Mercedes aveva accumulato troppi chilometri. «Nel corso di una telefonata, successiva all’incontro, mi dirà di aver acquistato una Maserati». Il rapporto a distanza tra Alleati e Bergamini continua con qualche sporadica telefonata. «Dopo la gara contro il Monza, del 12 novembre 1989, sentii Denis al telefono, era sera». L’ultima chiamata è datata 16 novembre 1989. «Sentii Denis strano e mi disse che non c’era nulla di particolare, e dopo qualche insistenza mi confessò che c’era qualcuno che gli voleva male». “L’unico torto che posso aver fatto è quando ho lasciato Isabella, ricordati che siamo in meridione e sai come sono“, esclamò Denis che poi aggiunse “l’ho lasciata e per qualcuno forse è stato un brutto affronto“». Bergamini poi salutò Alleati promettendo di telefonarle dopo la partita, «voleva segnare per dedicarmi il gol». «Ti amo tanto, sono le ultime parole che ho ascoltato».

La morte di Bergamini

«Ho appreso della morte di Denis, dalla Tv, nell’edizione del Tg2 dell’una del giorno successivo al decesso». Dell’ipotesi del suicidio, invece, Alleati lo apprende sempre dalla Tv. «Ero disperata, soprattutto leggendo le notizie sul suicidio, pensando alla sua telefonata la trovavo una cosa assurda». Dopo l’invio della missiva alla famiglia Bergamini, Alleati viene contattata da Donata, la sorella di Denis. «Mi chiese se ero disponibile ad essere interrogata. Poi venni convocata dal Pm e andai in Calabria con Donata, che si offrì di accompagnarmi, insieme a suo marito ed al papà Domizio». Un legame solido quello di Denis con la famiglia, «amava molto sua nipote Alice, gli dispiaceva non vederla crescere».

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