Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 16:01
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

la requisitoria

Intralcio alla giustizia, chiesti un anno e 4 mesi per l’imprenditore Giuliano Caruso

Secondo la Procura di Lamezia Terme, l’imputato avrebbe avvicinato la parte offesa per indurla a ritrattare le accuse

Pubblicato il: 02/02/2022 – 13:19
di Alessia Truzzolillo
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Intralcio alla giustizia, chiesti un anno e 4 mesi per l’imprenditore Giuliano Caruso

LAMEZIA TERME Un anno e quattro mesi di reclusione sono stati chiesti dalla Procura di Lamezia Terme nei confronti dell’imprenditore Giuliano Caruso, accusato di intralcio alla giustizia perché avrebbe cercato di indurre, anche offrendo del denaro, una vittima di usura, Antonio Pettinato, a ritrattare le accuse.
Caruso è già stato condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per usura nei confronti di Pettinato.

La vicenda

Pettinato ha infatti denunciato ai finanzieri di Lamezia Terme che Caruso gli avrebbe offerto denaro per indurlo a ritrattare le accuse «ovvero – è scritto nel capo di imputazione – a dichiarare al giudice circostanze non corrispondenti al vero». In particolare Caruso avrebbe promesso a Pettinato, assistito dall’avvocato Michele Gigliotti, di annullargli il credito che riteneva di vantare nei suoi confronti per un importo di 180mila euro, di pagargli tutte le spese di viaggio che avrebbe dovuto affrontare per recarsi a Lamezia Terme a rendere testimonianza, di procurargli e pagargli un altro avvocato che si sarebbe occupato di seguire la vicenda processuale ed in cambio gli chiedeva di non costituirsi parte civile nel processo per usura e di riferire al giudice che il denaro versatogli in base al primo accordo usurario era stato scontato nel secondo contratto che avevano stipulato e di non aver mai riferito tale circostanza agli inquirenti per mera dimenticanza. Offerta che coraggiosamente Pettinato ha rifiutato.
Non riuscendo nell’intento Caruso avrebbe minacciato Pettinato «che se non avesse accettato l’offerta avrebbe avviato le necessarie azioni legali contro di lui e i suoi fratelli per ottenere il pagamento del credito asseritamente vantato nei loro confronti per un importo di 180mila euro».
Nel corso dell’udienza di questa mattina hanno discusso anche l’avvocato di parte civile, Michele Gigliotti, e gli avvocati della difesa, Francesco Gambardella e Antonio Larussa.
Nel pomeriggio è prevista la decisione del giudice monocratico.

Argomenti
Categorie collegate

x

x