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Sgombero tendopoli San Ferdinando, Sapia: «Necessario fare rete, confronto e integrazione»

Così il segretario generale di Fai Cisl Calabria sulla decisione di bonificare l’area. «Apprezziamo la scelta politica del governatore»

Pubblicato il: 10/02/2022 – 18:29
Sgombero tendopoli San Ferdinando, Sapia: «Necessario fare rete, confronto e integrazione»

LAMEZIA TERME «Una buona notizia l’intenzione di finanziare lo sgombero e la bonifica della tendopoli di San Ferdinando. Apprezziamo la scelta politica del presidente della Regione Roberto Occhiuto, segno di un nuovo percorso per sostenere l’integrazione sociale e garantire dignità e diritti alla persona». È quanto afferma il segretario generale Fai Cisl Calabria Michele Sapia, commentando l’esito dell’incontro tra Regione, Comuni interessati e Prefetto di Reggio Calabria.
«In Calabria c’è molto da fare sul tema dei ghetti e il contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Per come emerso durante il VII Congresso regionale della Fai Cisl Calabria, saranno indispensabili azioni e strategie condivise, coinvolgendo anche le parti sindacali e datoriali per superare quei limiti infrastrutturali, logistici e sociali come la carenza alla cooperazione e la piaga del caporalato. La vera strategia – spiega il sindacalista – parallelamente a nuovi interventi sui trasporti e alloggi, sarà quella di sostenere il lavoro contrattualizzato e ben retribuito, ulteriori attività di prevenzione, formazione e informazione, incontro di domanda e offerta. Serviranno partecipazione, dialogo, progettazione e investimenti, sia per smantellare i ghetti in Calabria che per realizzare nuovi modelli di accoglienza ecocompatibili e funzionali alle attività lavorative, mettendo al centro persona e lavoro. In Calabria sostenere il lavoro agricolo di qualità significa anche sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, dignità delle persone, integrazione sociale e qualità delle produzioni».
All’umanità, accoglienza e generosità delle comunità calabresi, bisognerà sostenere momenti di confronto per coltivare l’idea di fare rete partendo insieme dalla legge 199 e dalle nuove norme sulla clausola sociale nella prossima Pac. È tempo di coltivare nuovi luoghi di confronto regionale – conclude Sapia – e cogliere tutte le opportunità previste dal Piano Triennale di contrasto al caporalato e sfruttamento lavorativo in agricoltura e dal Protocollo siglato con l’Anci e i Ministeri del Lavoro, dell’Agricoltura e dell’Interno».

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