Ultimo aggiornamento alle 15:06
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 9 minuti
Cambia colore:
 

Il diario della guerra

Mosca: «Parti vicine alla neutralità». Kiev smentisce

Secondo il mediatore russo Medinsky si sarebbe raggiunto un accordo. Ma il suo omologo ucraino: «Sono solo loro richieste»

Pubblicato il: 18/03/2022 – 19:05
Mosca: «Parti vicine alla neutralità». Kiev smentisce

KIEV Il ventitreesimo giorno dall’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Putin si è aperto con le sirene antiaereo in diverse città ucraine. E gli attacchi dell’esercito di Mosca proseguono su vari fronti. La battaglia più cruente si combatte a Mariupol città assediata da 16 giorni. Qui gli scontri armati avvengono ormai all’interno del centro urbano. Mosca fa sapere che si tratta di un’operazione congiunta dell’esercito russo con le milizie filorusse dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, nel Donbass. «A Mariupol, le unità della Repubblica popolare di Donetsk, con il sostegno delle forze armate russe, hanno stretto la morsa dell’accerchiamento e combattono ora contro i nazionalisti nel centro della città», ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov. La città portuale martire di Mariupol, dove nei giorni scorsi è stato colpito dai russi un teatro che ospitava centinaia di civili sfollati, si trova nella parte del Donbass che fino a poche settimane fa rientrava nel controllo di Kiev.
E durante la notta le forze russe hanno continuato i bombardamenti sulla provincia ucraina di Lugansk controllata dalle truppe di Kiev, nel tentativo di avanzare verso la località di Rubizhne. Mentre un incendio di vaste proporzioni, chiuso dopo l’inizio dell’invasione russa, è divampato in un mercato a Kharkiv, considerato il più grande dell’Europa orientale, dopo che i missili russi hanno colpito nuovi obiettivi nella città ucraina dell’est. Un soccorritore è morto e un altro è rimasto ferito dopo i bombardamenti russi che hanno colpito uno dei più grandi centri commerciali di Kharkiv, riferisce il Guardian online. I servizi di emergenza sono intervenuti dopo l’allarme scattato in seguito all’incendio divampato dopo i raid russi sulla città ucraina a due padiglioni del centro mentre altri due edifici residenziali sono rimasti parzialmente danneggiati.
Sotto bombardamento anche Leopoli dove alcuni missili sono caduti colpendo la zona dell’aeroporto internazionale della città. A confermarlo lo stesso sindaco Andriy Sadovyi. «Ma l’obiettivo non era l’aeroporto», ha spiegato secondo quanto riferisce il canale telegram Ukraina 24. Un briefing del governo dell’Oblast di Leopoli è atteso per questa mattina. L’obiettivo potrebbe essere una fabbrica di velivoli situata in prossimità dello scalo internazionale della città, spiegano fonti del governo dell’Oblast di Leopoli sui propri canali telegram. «Al momento non risulta alcuna vittima», ha affermato il sindaco sul suo canale Telegram. Il primo cittadino di Leopoli ha spiegato che l’attacco missilistico ha colpito una fabbrica per la riparazione degli aerei, la cui attività, tuttavia, era stata sospesa.


Ed anche Kiev è finita sotto attacco dei militari russi. «Il nemico continua ad attaccare la capitale. Stamane la zona residenziale nel distretto di Podolsk è stata bombardata dagli orchi che hanno colpito sei case, asili nido e una scuola. Una persona è morta, 19 sono rimaste ferite, inclusi quattro bambini. Sul posto stanno operando i soccorritori e i medici», ha detto il sindaco di Kiev Vitali Klitschko, che ha postato un video su Telegram nel quale, indossando un giubbotto antiproiettili, mostra i palazzi distrutti dagli attacchi. E proseguono le operazioni per evacuare civili della capitale ucraina. Oltre mille ucraini sono stati trasportati fuori dalla regione nella notte con autobus e macchine, riferiscono i funzionari del Servizio di emergenza, precisando che queste persone sono ora in un “posto sicuro”.

Putin: «Attueremo tutti i nostri piani»

«Abbiamo risollevato la Crimea dal degrado e dall’abbandono, dalle condizioni pessime in cui versavano». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo allo stadio Luzhniki di Mosca per celebrare l’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea. «Abbiamo fatto risorgere questi territori» della Crimea e «sappiamo esattamente cosa fare adesso, come, a spese di chi e attueremo tutti i nostri piani». Uno stadio gremito ha accolto con un’ovazione il presidente russo Vladimir Putin sventolando migliaia di bandiere russe e intonando cori di sostegno alla madre patria. Il mondo parallelo andato oggi in diretta sulle tv di tutto il mondo ha mostrato un Putin trionfante davanti a un pubblico in festa, con molte persone con la lettera ‘Z’, divenuta simbolo dell’invasione disegnata sulle giacche. Giaccone blu, golf a collo alto crema, il presidente russo è stato a lungo acclamato al termine del suo breve discorso. Dietro di lui un coro ha iniziato a cantare tra gli applausi e i fuochi di artificio. L’immagine che Mosca ha voluto rimandare è stata quella di un Paese felice e orgoglioso dell’operazione in corso.
«Sono gli abitanti della Crimea che hanno fatto la scelta giusta – ha proseguito – hanno messo un ostacolo al nazionalismo e al nazismo, che continua ad esserci nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio. Evitarlo è l’obiettivo della nostra operazione militare in Ucraina». Il presidente russo Vladimir Putin nel suo intervento allo stadio di Mosca, gremito di bandiere e inni in occasione dell’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea, ha citato anche la Bibbia: «Non c’è amore più grande di dare la propria vita per i propri amici».
E a proposito della guerra in Ucraina Putin ha affermato: «Abbiamo iniziato la nostra missione in Ucraina per evitare il genocidio nel Donbass». «Attueremo tutti i nostri piani», ha aggiunto.

Mosca: «Parti vicine alla neutralità». Kiev smentisce

Posizioni vicine tra Mosca e Kiev sulla neutralità dell’Ucraina, uno dei temi sul tavolo dei negoziati per porre fine alla guerra. Questa, almeno, la linea di Vladimir Medinsky, mediatore della Russia e consigliere del presidente Vladimir Putin. «Il tema dello status neutrale e della non adesione dell’Ucraina alla Nato è uno dei punti chiave dei colloqui, questo è il punto su cui le parti hanno avvicinato il più possibile le loro posizioni», dice Medinsky, secondo quanto si legge sul sito della Tass.
Sulla questione della smilitarizzazione dell’Ucraina i negoziati tra Kiev e Mosca sono «da qualche parte a metà strada», afferma. «Quanto alla smilitarizzazione, direi cinquanta e cinquanta», aggiunge, sottolineando di non essere «autorizzato a divulgare alcun dettaglio delle trattative e non lo farò, né le cifre specifiche, né le argomentazioni delle parti negoziali». Il consigliere di Vladimir Putin osserva che ci sono «sfumature relative alle garanzie di sicurezza che l’Ucraina riceve in aggiunta a quelle esistenti, in caso di rifiuto di aderire al blocco Nato».
Una posizione quella di un avvicinamento tra le parti che però sembra essere stata seccamente smentita dagli ucraini. «Per quanto riguarda lo stato dei negoziati, le dichiarazioni della parte russa sono solo loro richieste». Lo afferma, in un post sul suo canale Telegram Mykhailo Podolyak, capo negoziatore dell’Ucraina e consigliere del presidente Zelensky. «La nostra posizione rimane invariata – aggiunge – cessate il fuoco, ritiro completo delle truppe e severe garanzie di sicurezza con formule ben specifiche».

Biden a Xi Jinping: Mosca metta fine a questa orribile guerra

È durata quasi 2 ore la videotelefonata tra il presidente americano Biden e quello cinese Xi. Nel corso del colloquio il presidente cinese Xi Jinping al presidente americano Joe Biden ha detto che «un conflitto non è nell’interesse di nessuno».
Secondo il premier cinese, la crisi in Ucraina «è qualcosa che non vogliano vedere: gli eventi mostrano ancora una volta che le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro, perché il conflitto e il confronto non solo nell’interesse di nessuno».
Non solo, riferisce nel resoconto fornito dal Quotidiano del Popolo, per Xi Jinping  «dobbiamo guidare lo sviluppo delle relazioni Cina-Usa sulla strada giusta, ma dobbiamo anche assumerci le nostre dovute responsabilità internazionali per compiere gli sforzi per la pace e la tranquillità nel mondo». Dal canto suo Biden ha chiesto di usare la sua influenza con il presidente russo Vladimir Putin affinché Mosca «metta fine a questa orribile guerra». Citato da Bloomberg, poi il vice segretario di Stato Usa Wendy Sherman ha auspicato a proposito del colloquio tra i due premier, che la Cina scelga «il lato giusto della Storia».

Allarme dal Pentagono: «Putin potrebbe ricorrere alle armi nucleari»

Intanto, in attesa della telefonata tra il presidente americano Joe Biden e il collega cinese Xi Jinping, (la prima da quando ha avuto inizio l’invasione russa), il Pentagono ha avvertito che il leader del Cremlino, Vladimir Putin, potrebbe ricorrere alla minaccia nucleare se la guerra in Ucraina si trascina, secondo l’ultima valutazione della Dia, l’agenzia d’intelligence Usa. «Poiché questa guerra e le sue conseguenze diminuiscono lentamente la forza convenzionale della Russia» Mosca «probabilmente farà progressivamente affidamento sul suo deterrente nucleare per proiettare forza sul suo pubblico domestico e all’estero», ha spiegato il tenente generale Scott Berrier, capo della Dia, in un’audizione parlamentare. Tuttavia, l’Intelligence britannica sostiene che l’offensiva russa sta vacillando. «I continui contrattacchi ucraini – si legge in un rapporto – stanno costringendo la Russia a dirottare un gran numero di truppe per difendere le proprie linee di rifornimento sia di cibo che di carburante. Questo sta limitando gravemente il suo potenziale offensivo».

La Polonia presenterà alla Nato l’idea di una “missione di pace” in Ucraina

Il governo polacco si prepara a presentare l’idea di una missione di mantenimento della pace in Ucraina al vertice della Nato e al Consiglio europeo. Lo ha affermato il portavoce del governo polacco, Piotr Mueller, sottolineando che questa non è una missione che dovrebbe entrare in conflitto diretto con Mosca. «Deve essere installato in luoghi che non sono attualmente occupati dalla Russia per inviare un chiaro segnale che non siamo d’accordo con i crimini di guerra», ha detto Mueller.

Oltre due milioni di rifugiati arrivati in Polonia

Il numero di rifugiati ucraini arrivati in Polonia per fuggire dalla guerra ha superato i due milioni. Lo riferiscono le guardie di frontiera polacche. «Oggi alle 9 il numero di profughi ha superato i due milioni. La maggior parte di loro sono donne con bambini. I funzionari della guardia di frontiera sono i primi polacchi ad aiutarli dopo che hanno attraversato il confine», hanno scritto su Twitter.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x