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LE ELEZIONI DEL CAPOLUOGO

Catanzaro, primo confronto tra i quattro candidati sindaco: al centro i contenuti più che le polemiche

Di Lieto, Donato, Fiorita e Talerico si sottopongono alle sollecitazioni dei residenti del rione De Filippis, alle prese con tante problematiche

Pubblicato il: 16/04/2022 – 19:44
Catanzaro, primo confronto tra i quattro candidati sindaco: al centro i contenuti più che le polemiche

CATANZARO Polemiche politiche in secondo piano, giusto qualche schermaglia e nel finale qualche punzecchiatura più accentuata e qualche “messaggio” rimasti comunque sempre dentro il binario della fisiologica dialettica tra competitor. Il primo confronto tra i quattro candidati sindaco di Catanzaro al momento in campo – in rigoroso ordine alfabetico Francesco Di Lieto, Valerio Donato, Nicola Fiorita e Antonello Talerico – vira più sui contenuti programmatici e meno sugli aspetti politici e sulla rissa spicciola, che del resto difficilmente avrebbero trovato accoglienza visto il contesto nel quale il confronto è maturato: un quartiere non periferico ma non centralissimo della città – rione De Filippis, quello che ospitava il palazzo della Regione prima dell’era Cittadella – pieno zeppo delle problematiche che incidono sulla vivibilità dei cittadini. A organizzare il confronto e a pungolare gli aspiranti sindaco di Catanzaro la sigla “R.D.Q.”, i ragazzi del quartiere che ora vogliono dettare loro l’agenda mettendo sul tappeto temi come l’infrastrutturazione del loro rione, la scuola, l’ambiente, l’inclusione sociale, la rigenerazione urbana attraverso il recupero di alcune incompiute che campeggiano nel loro quotidiano.

Il confronto sui temi

Francesco Di Lieto, candidato sindaco sostenuto da una coalizione rappresentata da partiti e da forze della sinistra radicale: «Mi fa piacere che il primo confronto sia stato organizzato da ragazzi, è significativo perché noi vogliamo che i giovani diventino protagonisti e non più merce di scambio per favori elettorali. Noi puntiamo alla riqualificazione urbana, e in questa area abbiamo delle incompiute da tempi lontani: il centro sociale, l’ex cementificio che vorremmo ai cittadini per farli sentire protagonisti. Purtroppo – prosegue Di Lieto – questo quartiere è difficile, per quanto sia vicino al centro ne è separato e abbandonato a sé stesso a causa del solito insegnamento del “dividi et impera”».
Valerio Donato, candidato sindaco con una coalizione civica composta da forze di centrosinistra, moderate e centrodestra: «Un’occasione per iniziare a parlare di problemi partendo da un quartiere in cui ci sono problematiche, anche molto serie. Io finora ho sempre parlato di programmi: ho semplicemente replicato quando mi hanno attaccato, ma per me il terreno di confronto è quello dei programmi fin dal primo momento. Quanto a questo rione, viale de Filippis – afferma Donato – deve essere una zona di ingresso della città molto più qualificata che in passato perché c’è la progettazione risalente di una tangenziale che potrebbe collegare la Statale 280 all’area ex cementificio con una variante diretta ad una tangenziale che porta al nord della città. A ridosso di questa tangenziale, penso che potrebbe trovare spazio un’area delle emergenze che a Catanzaro non esiste, unitamente ad un centro congressi che – anche qui – a Catanzaro non c’è. Questo aiuterebbe a sgravare sul traffico che è presente su rione de Filippis che quindi potrebbe diventare un vialone alberato che dia anche un tocco di verde all’ingresso della città».
Nicola Fiorita, candidato sindaco del centrosinistra: «Un confronto molto utile anzitutto perché parte ed è proposto dal basso. Ciascuno di noi candidati ovviamente fa campagna elettorale e tenta di attrarre il consenso, ma penso che ci sia un valore superiore: è fondamentale, al di là di ciò che ciascuno voterà, che i cittadini di Catanzaro votino in maniera consapevole. Per troppo tempo questa città ha delegato il proprio futuro in modo troppo superficiale, affidandosi a false promesse o a scelte poco meditate, per cui la cosa migliore che possiamo augurarci è che stavolta i cittadini scelgano in modo consapevole. Ovviamente potrei aggiungere che se lo faranno ciò porterà alla nostra vittoria… Da parte mia – sostiene Fiorita – l’intenzione è parlare del futuro della città, e questo significa parlare dei programmi e della credibilità di chi propone questi programmi, che quanto quanto quello che si dice. Noi abbiamo messo in campo un progetto molto serio, molto trasparente, molto lineare, facilmente conoscibile e riconoscibile. C’è sicuramente una grande confusione da altre parti, ma questo è un problema di altri candidati e dovete chiedere a loro».
Antonello Talerico, candidato sindaco con una coalizione civica: «Finalmente ben vengano i confronti per far comprendere ai cittadini quali siano i reali contenuti di ciascuno dei candidati. Il confronto sarà utile a chiarire la visione di città: oggi si riflette sull’ambiente e sul diritto alla salute, due temi che richiedono l’illustrazione dei punti essenziali per programmare la città del futuro».

Il confronto sui temi politici

Dalla platea una domanda su cosa accadrà al primo turno delle elezioni e su cosa i candidati sindaco faranno nell’eventuale ballottaggio. Di Lieto: «Stiamo assistendo a una politica gattopardesca che si nasconde. Sento dire che paghiamo scelte scellerate: allora chiedo a tutti e tre i candidati di prendere atto di queste scelte scellerate e prendere formalmente le distanze da chi ha amministrato la città in questa maniera orribile, perché è ipocrisia parlare di scelte scellerate e poi conquistare i voti da chi quelle scelte scellerate le ha compiute. Invito a dissociarsi da tutti coloro che hanno amministrato, maggioranza e opposizione, perché ricordo che l’opposizione è la custode della legalità degli atti. Dove siamo stati in questi 5 anni?».
Donato: «Non rispondo a quella domanda. Se si pone il problema su chi vince al primo turno si sta sbagliando obiettivo. La politica non è partitica o elezioni, questi sono i accessori della politica vera, che è invece un’azione destinata a soddisfare gli interessi dei cittadini in maniera equilibrata. Questo è il mio intento: fare una proposta – quella di costruire una comunità politica proattiva – sottoponendola a tutti, senza chiedere a nessuno di aderire, e chi ha aderito l’ha fatto spontaneamente. Ho fatto tutto alla luce del sole, non ho fatto patti sottobanco».
Fiorita: «Non ci soffermiamo sulla questione primo turno o meno, non è una questione che si può chiedere a noi, lo decideranno i cittadini. E a me interessa comunque poco, perché compito di una coalizione e di un candidato sindaco è vincere le elezioni, certo, ma soprattutto proporre alla città un progetto credibile di governo. Non basta vincere le elezioni, a me non interessa solo vincere ma costruire le condizioni per governare la città in maniera totalmente difforme, con una classe politica radicalmente diversa e capace davvero di incidere».
Talerico: «Se dovessimo affrontare il tema di chi vince o chi perde banalizzeremo la nostra stessa entrata in politica nell’interesse della città. Penso invece che ogni candidato abbia un dovere morale, quello di formare le liste con componenti che possano esprimere anche competenze specifiche, perché dobbiamo pensare che ogni candidato può diventare rappresentante del capoluogo di regione. Nella formazione delle liste si fanno, ovviamente, anche calcoli numerici, il problema è quando solo il criterio numerico diventa l’unico seguito. Noi abbiamo utilizzato un altro criterio, quello delle competenze. Ci saranno 5-6 liste, con partiti nazionali importanti che ufficializzeranno il sostegno alla mia candidatura entro una settimana». (c. a.)

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