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Donato: «Non salirei sul palco con Salvini»

Il candidato sostenuto (anche) dalla Lega: «La mia proposta è civica, non ideologica». Poi corregge il tiro: «Massimo rispetto per tutti i partiti»

Pubblicato il: 23/04/2022 – 15:38
Donato: «Non salirei sul palco con Salvini»

CATANZARO «Ho fatto una proposta civica che non è intrisa di ideologia. Se nella campagna elettorale per le Amministrative a Catanzaro dovesse venire Salvini, certamente farà la sua attività politica ma non potrà vedere al suo fianco la mia persona». Nel corso di un confronto tra candidati alle Comunali nel capoluogo organizzato da La Nuova Calabria, Valerio Donato pronuncia una frase che accende la parte finale del dibattito. Donato, storico esponente del centrosinistra e del Pd, è sostenuto da diverse forze di centrodestra. Verso le quali, però, non fa aperture ideologiche. Questione che motiva in maniera chiara: «Le elezioni di capoluogo di regione vengono utilizzate dai partiti nazionali che interpretano la politica come un sistema feudatario. Questo succede perché c’è una catena di trasmissione di voto che parte dal livello locale e arriva a quello nazionale». Il docente universitario intende smarcarsi da questa logica e spiega: «Non ho voluto pensare alle ideologie, vorrei pensare alla città. Nessuna posizione ideale può vedermi investito, la mia azione sarà rivolta soltanto alla città». La coda dell’incontro diventa agitata per l’intervento di Antonello Talerico, candidato civico dell’area di centrodestra. Il presidente dell’Ordine degli avvocati vede una contraddizione nell’approccio di Donato: «Prima l’Italia è il nome che hanno le liste della Lega e questa lista sostiene Donato. Non può definirsi una coalizione civica quella che è composta da partiti politici. È una contraddizione accettare il sostegno della Lega e poi non andare sul palco assieme a Salvini». Per Donato non è così. Si tratta di «giudizi infondati: la proposta civica è indirizzata alla città ma non è detto che non possano esservi partiti nella coalizione». Nel ragionamento politico del professore, viene prima la proposta e poi il sostegno accordato dai movimenti, politici e non. «Io non ho accordi di nessun genere né cabine di regia – dice – le mie adesioni arrivano alla luce del sole». 

«Massimo rispetto per tutti i partiti, a iniziare da Lega e Forza Italia»

«E’ sbagliato, strumentale e provocatorio, attribuirmi frasi estrapolate da un ragionamento più complesso, volto a sottolineare la caratura squisitamente civica del governo che intendiamo assicurare alla città, in uno dei frangenti più difficili della sua storia, sia per la gravità della crisi economica che per la frammentazione della politica di sinistra e di destra che a Catanzaro presenta aspetti più acuti che altrove». Così, successivamente, il candidato sindaco Valerio Donato in una nota nella quale intende correggere il tiro e intende chiarire i contorni della sua dichiarazione. «Ho il massimo rispetto per tutti i partiti  nazionali, a partire dai leader della Lega e di Forza Italia che con i leader del Pd e dei Cinque Stelle, governano assieme il Paese, per fronteggiare gli effetti della pandemia e della grave crisi economica. Ma – afferma Donato – è mia intenzione sottolineare che la proposta civica che mi onoro di rappresentare, trova il suo fondamento nella necessità di costruire un governo di salute pubblica che sia in grado di far rinascere la città di Catanzaro dal declino a cui è stata consegnata in particolare negli ultimi anni.  Tengo, inoltre, a precisare che quanto riportato da alcune testate giornalistiche, in merito ai rapporti con i partiti politici che hanno aderito alla mia proposta di governo, non vuole in alcun modo rappresentare una presa di distanze nei confronti di alcun partito o alcun leader politico nazionale.Più semplicemente, ritengo che la competizione elettorale riguardi solo la città e non coinvolge gli orientamenti politici nazionali ai quali pur fanno legittimamente richiamo i partiti locali. In tale direzione, è prioritario concentrarsi, unitamente a tutta la coalizione, sul programma elettorale e sui progetti che i miei concittadini attendono per ridare lustro al capoluogo della Calabria.Considero infine – conclude Donato – i tentativi di mettere in contrapposizione i nostri programmi  e la mia storia personale con i contributi e le storie di chi ha inteso responsabilmente mettere a disposizione del bene comune energie e progettualità,  importanti per quantità e qualità, un chiaro segnale di debolezza e di marcato disorientamento politico e culturale».

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