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l’inchiesta

L’«anomala trattativa» del dirigente comunale di Catanzaro. Chiesto il processo per due persone – NOMI

Il funzionario e il proprietario di uno stabilimento balneare sono accusati di concussione. Avrebbero fatto pressioni illecite sui gestori del lido

Pubblicato il: 15/06/2022 – 18:12
di Alessia Truzzolillo
L’«anomala trattativa» del dirigente comunale di Catanzaro. Chiesto il processo per due persone – NOMI

CATANZARO Il sostituto procuratore di Catanzaro Graziella Viscomi ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Adelchi Ottaviano, 59 anni, in qualità di dirigente del settore Edilizia provata e Sue del Comune di Catanzaro, e di Giovanni Valentino, 67 anni, proprietario dello stabilimento balneare “Lo Jonio ce l’hai” che si trova a Catanzaro Lido. Entrambi sono accusati di concussione in concorso.
Secondo l’accusa, in seguito all’incendio doloso che aveva interessato lo stabilimento balneare (del quale sono gestori Matilde Talotta coadiuvata dal marito Aniello Grampone) era sorta una controversi tra i gestori e il proprietario Valentino il quale si sarebbe rifiutato di sostenere le spese di rimozione e bonifica dell’area interessata dall’incendio, pretendendone l’esecuzione a spese di Talotta ma sotto la sua supervisione e con una ditta da lui scelta.

Il lido Jonio dopo l’incendio

La convocazione dal dirigente Ottaviano

A questo punto della vicenda si inserisce la figura di Ottaviano il quale – nonostante i gestori avessero ottenuto dall’autorità giudiziaria un’autorizzazione al fine di provvedere alla bonifica – non solo contestava l’autorizzazione giudiziaria, ma si premuniva di convocare nel proprio ufficio Matilde Talotta e Valentino. Il giorno della convocazione la signora Talotta si è presentata insieme al marito Grampone e al proprio legale. Ottaviano perà chiese all’avvocato e al marito di allontanarsi perché, avrebbe detto, «il signor Valentino è venuto da solo quindi la signora Talotta sarà da sola».
A questo punto il dirigente comunale, secondo l’accusa avrebbe intavolato una «anomala trattativa tutta pendente a favorire Valentino».
«Allora, l’interesse del Valentino e non soltanto farsi il lido nuovo, manche recuperarsi quello che è possibile dal vecchio.. ergo le due cose sono quasi inconciliabili, che difficoltà avete voi a dire non faccio la pulizia e a questa cosa qua ci metto un paravento, una cerata». 
In parole povere Adelchi Ottaviano chiedeva a Talotta e al marito di non provvedere a eseguire i già autorizzati lavori di bonifica o di eseguirli a loro spese ma lasciando decidere a Valentino la ditta a cui rivolgersi e il modo in cui operare (ossia dare una mera copertura lasciando le cose come stavano). Così facendo il dirigente avrebbe procurato a Valentino un vantaggio patrimoniale. 

La telefonata al funzionario della Regione

Inoltre, secondo l’accusa, Ottaviano, facendo intendere ai gestori di poter incidere sulle vicende che riguardavano le loro istanze, ha contattato per telefono, davanti a Talotta e Grampone, il funzionario della Regione Alessandro Romeo: «Io vorrei se tu mi dai, mi dici di sì, farti parlare direttamente con il gestore, così ti spiega quali sono le problematiche del gestore e poi ci vediamo tu ed io vediamo da… come gestirla… martedì pomeriggio vengono loro e mercoledì vengo io».

L’invio dei Vigili urbani

I gestori Matilde Talotta e Aniello Grampone si sono sempre rifiutati di piegarsi alle pressioni e hanno strenuamente sporto querele.
Nonostante Ottaviano abbia inviato al lido, a lavori avviati, i Vigili urbani di Catanzaro segnalando la presenza di lavori abusivi «pur consapevole che la Talotta era stata autorizzata all’esecuzione della bonifica dall’autorità giudiziaria». Ottaviano è difeso dagli avvocati Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori, e Valentino dall’avvocato Nunzio Raimondi. Oggi si è tenuta la prima udienza preliminare rinviata al 20 luglio per difetti di notifica. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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