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L’intervento

Lavoro agricolo, Piscioneri: «Necessario un nuovo modello di fare impresa»

Appello del segretario generale Fai Cisl Reggio: «Priorità nei criteri di assegnazione dei finanziamenti, alle aziende in regola»

Pubblicato il: 14/07/2022 – 17:54
Lavoro agricolo, Piscioneri: «Necessario un nuovo modello di fare impresa»

REGGIO CALABRIA «Dall’incontro d’informazione sulla promozione e approfondimenti concernenti la sezione territoriale della ‘Rete del Lavoro Agricolo di Qualità” tenutosi presso la sede Inps di Reggio Calabria, giorno 8 luglio 2022, su iniziativa del direttore Angelo Maria Manna, emerge l’esigenza di rafforzare l’impegno verso il lavoro in agricoltura, in uno scenario globale che implica innovazione e sostenibilità». Lo afferma Romolo Piscioneri, segretario generale Fai Cisl Reggio Calabria che aggiunge: «Una visione macro dell’agricoltura i cui riflessi finiscono per condizionare le aziende e i lavoratori, con un’eccessiva precarizzazione del lavoro per la manodopera straniera, l’unica a crescere, ma solo tra i non comunitari».
«Un’incidenza, che lascia inalterata la specializzazione produttiva – dice ancora Piscioneri – chiamandoci a riflettere su come gestire e governare certi flussi stagionali che alterano gli equilibri locali, nei diversi ambiti, giacché si tratta di prestazioni lavorative svolte da manodopera extracomunitaria. La collaborazione dell’organizzazione Internazionale per le Migrazioni deve poter supportare eventuali vuoti normativi rendendosi interprete delle esigenze di legalità presenti in diverse realtà».
«Sicché – prosegue – s’invoca un rinnovato impegno comune; Parti imprenditoriali agricole, sindacato confederale settore agricoltura, Inps, Istituzioni locali, affinché si possa stabilire un’alleanza per la condivisione di percorsi da intraprendere tra Istituzioni, produzione, lavoro, consumo consapevole, utile a seguire le nuove regole, senza rischiare di perdere gli accessi agli aiuti finanziari di nuova destinazione per l’agricoltura. La nuova Politica Agricola Comunitaria, 2023/2027, si distingue dal passato a seguito della prevista “condizionalità rafforzata ambientale e sociale” e ci obbliga a lasciarci alle spalle quel retaggio mentale di approccio con superficialità, presente in tanti di noi, riguardante l’operato e I’agire, molte volte freno per la caratterizzazione e l’attribuzione di quel meritato valore aggiunto ai nostri prodotti di qualità».
«La nuova PAC, suggerisce una diversa via sul modo di fare impresa agricola – sostiene – per quanto possibile innovativa e moderna, nel pieno rispetto delle regole, oggi, che si annunciano stringenti e comunque non eludibili, vista la nuova clausola di condizionalità sociale, tendente al rispetto dei contratti e delle norme che regolano la condizione sociale e lavorativa, la sicurezza e la salute sul lavoro. Sono adempimenti obbligati per entrare a pieno nei benefici futuri degli aiuti comunitari. La via dell’iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, per alcuni versi, è anticipatoria di un percorso, anche se ancora deve essere migliorata, in termini di convenienza, per coloro i quali decidono di sottoscriverne l’adesione».
«Una possibile via premiale, da contestualizzare nell’articolato dei futuri bandi di apertura alla progettazione riferita al PSR – conclude – nonché ad altri fondi, mediante un indicatore di attribuzione di ulteriore punteggio, se a parità, passa l’azienda che vanta l’iscrizione, dimostrando così di rendersi protagonista sul piano degli adempimenti contrattuali e normativi a vantaggio dei lavoratori, delle comunità, nonché dei consumatori, visto il rispetto etico e ambientale, funzionali a una produzione di migliore qualità».

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