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Indagine in corso

Tar Calabria sospende concorso di ostetricia e ginecologia svolto all’Ao di Cosenza

Lo scorso 14 luglio è arrivato il decreto del presidente della seconda sezione del Tribunale amministrativo su ricorso di una candidata

Pubblicato il: 14/07/2022 – 17:09
Tar Calabria sospende concorso di ostetricia e ginecologia svolto all’Ao di Cosenza

CATANZARO Il Tar Calabria ha sospeso la delibera di approvazione del concorso di ostetricia e ginecologia dell’Azienda ospedaliera “Annunziata” di Cosenza. Lo rende noto un comunicato dello studio legale “Ciambrone – Mascaro & Partners” di Catanzaro.
«Nei giorni scorsi – riferisce il comunicato – si era data notizia dell’intervento dei Carabinieri nel concorso in Ostetricia e ginecologia all’Azienda ospedaliera “Annunziata” di Cosenza a seguito di denuncia presentata dalla dottoressa Tiziana Russo che era stata esclusa dalla prova concorsuale».
«Ora si registra – informa il comunicato – un importante sviluppo della vicenda costituito dal decreto del presidente, Sezione II e datato 14 luglio 2022, per il Tar della Calabria, con cui è stata accolta l’istanza di misura cautelare monocratica e, per l’effetto, sospende la delibera numero 389 del 7 luglio 2022 del commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera “Annunziata – Mariano – Santa Barbara” di Cosenza, di approvazione della graduatoria impugnata, fino alla data della camera di consiglio fissata per il 7 settembre 2022 ore di rito».
«Insomma tutto bloccato – chiarisce lo studio legale – sino alla discussione di settembre e non potendo, quindi, procedere alla contrattualizzazione dei vincitori. La candidata, infatti, ha presentato, con il patrocinio dello Studio Legale Ciambrone – Mascaro & Partners di Catanzaro, un articolato ricorso al Tar per la Calabria notificandolo, oltre alle amministrazioni coinvolte, tra cui la Regione Calabria e il Commissari ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, anche ai due vincitori del concorso e alla prima idonea classificata».
«Ciò si è reso necessario – entra nel merito la nota – in quanto il commissario straordinario dell’Ao di Cosenza non ha tenuto in alcun conto le note stragiudiziali, ricevute dai legali Antonella Mascaro e Luigi Ciambrone della candidata illegittimamente esclusa dal concorso, con cui si sollecitava una sospensione in autotutela in attesa, anche, degli sviluppi dell’indagine avviata dai Carabinieri di Cosenza in concerto con la Procura della Repubblica. Infatti in data 7 luglio il commissario straordinario ha emesso la delibera numero 389 di approvazione della graduatoria, con sollecitazione alla contrattualizzazione dei vincitori, che la dottoressa Tiziana Russo aveva impugnato denunciando una serie di illegittimità, alcune, costituenti verosimilmente anche gravi ipotesi di reato».
«Si notificava in data 11 luglio – ricostruisce la nota – rituale ricorso con cui, fra l’altro, si rilevava inoltre che il presidente della Commissione, Michele Morelli, non è indifferente non solo nei confronti della dottoressa Tiziana Russo, ma neppure rispetto agli altri concorrenti, vincitori ed idonei, con i quali è legato da vincoli di collaborazione anche in data immediatamente antecedente al concorso. Già in sede stragiudiziale si era evidenziato al commissario straordinario dell’Ao di Cosenza, che i commissari si devono astenere ogni qual volta sia ipotizzabile anche solo un potenziale “conflitto di interessi” con uno dei candidati, al fine di garantire la par condicio nelle procedure concorsuali. Pertanto, la posizione rivestita del valutatore del concorso, deve essere di terzietà rispetto ai concorrenti e non di mera imparzialità. Il principio di “astensione”, deve essere applicato tutte le volte che possa manifestarsi un “sospetto”, consistente, di violazione dei principi di imparzialità, di trasparenza e di parità di trattamento». «
«L’Autorità nazionale anticorruzione con la delibera numero 25 del 15 gennaio 2020 ha fornito delle indicazioni, anche di carattere generale, in ordine alla gestione di situazioni di conflitto anche alla luce della giurisprudenza e dei propri pronunciamenti in materia. Stante l’insolita situazione, la dottoressa Tiziana Russo ha ritenuto di tutelarsi visto lo strano “clima” concorsuale e temendo la manomissione del suo elaborato che a tutt’oggi, nonostante una regolare richiesta di accesso agli atti, l’Ao di Cosenza non ha ottemperato alla produzione dell’elaborato, unitamente ai verbali e documenti del concorso, alla difesa della candidata esclusa».
«In ogni caso – prosegue lo studio legale –, nonostante la falcidia professionale e curriculare operata ai danni della candidata esclusa la stessa otteneva comunque punteggio totale più alto rispetto a tutti gli altri candidati nei titoli ma poi non si comprende come non abbia potuto superare la prima prova scritta anche se, nel frattempo, le avevano fatto svolgere anche la seconda! Si è, fra le molteplici censure, evidenziato al Tar per la Calabria come fosse affetta da eccesso di potere e di falsa applicazione delle norme che regolano la materia dei pubblici concorsi se non, addirittura, di violazione delle stesse, la modifica apportata dalla Commissione ai criteri di valutazione dei titoli, con cui si limitava temporalmente agli ultimi cinque anni la valutazione delle pubblicazioni e del curriculum, criterio mai previsto nella Lex specialis del bando».
«Insomma – evidenzia lo studio legale – con la sospensione odierna del Tar per la Calabria si fissa un primo importante tassello, in accoglimento della tesi della candidata esclusa, di una vicenda che ha un intreccio di radici che non è facile da districare e che all’udienza del 7 settembre vedrà impegnate tutte le parti processuali salvo contributi che dovessero emergere dall’indagine penale in corso operata con grande scrupolo e professionalità dall’Arma dei Carabinieri di Cosenza a presidio della legalità violata».
«Il ricorso della dottoressa Tiziana Russo – conclude la nota – mira anche ad affermare il principio di meritocrazia nei concorsi pubblici che devono essere vinti dai più meritevoli e non dai più forti o da coloro che, magari, conoscono gli “amici degli amici” e hanno più “santi in paradiso”».

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