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La riflessione

«Quando la politica perde di credibilità»

Tra pochi giorni saranno due i mesi trascorsi da quando i cittadini di Catanzaro si sono recati alle urne per eleggere la Giunta e il Consiglio comunale. Due mesi durante i quali poco di concreto …

Pubblicato il: 08/08/2022 – 10:58
di Franco Scrima*
«Quando la politica perde di credibilità»

Tra pochi giorni saranno due i mesi trascorsi da quando i cittadini di Catanzaro si sono recati alle urne per eleggere la Giunta e il Consiglio comunale. Due mesi durante i quali poco di concreto è stato fatto, se si esclude l’elezione del Sindaco e degli assessori. Il resto è di là da venire e riguarda l’elezione del Presidente del Consiglio e le commissioni, per i quali continua a permanere il vuoto. Una realtà che trova ostacoli, stante il tentativo di voler prevalere ad ogni costo sugli “avversari” tentando di trovare sostegno nella “mensa” degli avversari, attraverso il ricorso alle solite promesse per rafforzare il proprio schieramento e “svilire” la consistenza degli avversari che, come si sa, detiene la maggioranza in aula. Ed è questo anche un motivo perché la politica continua a mettere a rischio la sua dignità, lasciando sul tappeto numeri sensibili.
C’è da dire, però, che anche l’elettorato ha le sue responsabilità; persino più consistenti di quelle attribuibili alle varie “sigle politiche” che cercano di allargare il consenso andando a pesca nel laghetto degli altri. Questo accade quando si va al voto senza un piano di sviluppo reale della Città che, per ciascun partito o “coalizione”, dovrebbe essere un “contratto” con l’elettorato su come si intenda migliorare la Città.
L’azzardo, considerata la storia politica, andrebbe evitato, proprio perché le conseguenze delle precedenti elezioni dovrebbero ricordare che “fatta la festa, gabbato lo santo”! massima, questa, che è “scritta” nella tradizione politico-amministrativa di questa Città. E il silenzio dei contendenti politici, circa il mancato rispetto delle promesse fatte, avrebbe dovuto servire per dare l’”allarme”.
L’elettorato evidentemente dimentica che nella classe politica – fatte salve rare eccezioni – prevale sempre il silenzio sulle cose non fatte. E dimentica anche che la credibilità circa l’osservanza delle promesse va sempre pesata e ponderata. Che sia tenuta in conto, almeno, in occasione dei prossimi appuntamenti elettorali e, perché no?, anche che si pretenda “extra legge” che sia regolamentata da un “contratto d’onore” stipulato tra candidati e cittadinanza. Una “carta” che contenga norme e indicazioni dal “valore” contrattuale soprattutto per coloro che hanno la memoria corta.
Si capisce che si tratta di una “forzatura” e che essa esula dalle norme previste dalla legislazione, ma che lascerebbe, tuttavia, una speranza perché le promesse fatte in campagna elettorale, siano finalmente mantenute. Il tempo di credere sulla “parola” data è scaduto.
La politica è nobile, ma i politici un po’ meno! Ecco perché sarebbe opportuno che si moderassero sempre le parole, i riferimenti e, soprattutto, le promesse, che possono essere fatte a condizione che siano mantenute.
Anche questo è un sistema per migliorare la società e, di conseguenza, la classe politica perché assuma un grado di credibilità reale.
*giornalista

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