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L’intervista

La Calabria e i suoi scali, Franchini: «Strategici per rilanciare il turismo» – VIDEO

L’amministratore unico della Sacal delinea il suo piano per valorizzare i tre scali: «Fare squadra con chi crede negli aeroporti come volano di sviluppo economico di questa regione»

Pubblicato il: 06/09/2022 – 18:32
di Roberto De Santo
La Calabria e i suoi scali, Franchini: «Strategici per rilanciare il turismo» – VIDEO

LAMEZIA TERME Obiettivo dichiarato è quello di valorizzare tutti e tre gli scali aeroportuali calabresi per incrementare l’accessibilità di tutti i territori. E così facendo contribuire alla crescita complessiva della regione. Puntando sullo sviluppo del turismo. La strategia messa in piedi da Marco Franchini, 65enne di Verona, amministratore unico della Sacal è chiara. Il manager, con alle spalle una lunga esperienza nel settore – è stato nel board delle società degli aeroporti di Verona, Brescia Montichiari, Bari, Brindisi, Foggia e Taranto nonché accountable manager del “Fontanarossa” di Catania – è da maggio alla guida della società che controlla gli scali di Lamezia, Reggio e Crotone.
Ed i primi numeri che provengono dai tre aeroporti per quest’estate sono più che incoraggianti. Tra l’8 e il 16 agosto negli scali calabresi si sono registrati circa 102mila passeggeri in transito e 692 voli in arrivo e in partenza. Un trend in crescita in entrambi i casi, che permette di guardare con un certo ottimismo al futuro.
Nonostante, come evidenzia lo stesso manager, il quadro complesso in cui versava la Sacal all’atto del suo insediamento.

Lei è da pochi mesi alla guida della società aeroportuale calabrese. Che situazione ha trovato?
«Ho trovato un bilancio con una perdita nel 2022 di oltre un milione di euro, difficoltà da un punto di vista dei processi organizzativi interni, scarsa qualità dei servizi erogati ai passeggeri, infrastrutture fatiscenti e collegamenti intermodali inesistenti. A fronte di tutto ciò è risultato fondamentale e indispensabile il supporto della Regione che ha contribuito con 6 milioni di euro per compensare le perdite dovute alla pandemia e ha stanziato circa 30 milioni di euro per gli oneri di servizio pubblico per gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria. Un provvedimento teso a distribuire valore su tutto il territorio calabrese. La felice intuizione di istituire un sistema aeroportuale regionale può costituire l’indispensabile base di accessibilità di un territorio con peculiarità diversificate, che può assurgere a un ruolo di protagonista nel panorama delle scelte turistiche esperienziali. Una caratteristica ultimamente molto ricercata dai passeggeri».

Marco Franchini, amministratore unico della Sacal

Quali sono state le sue prime azioni per rilanciare il sistema aeroportuale regionale?
«Pianificare dalla prossima estate 2023 un incremento di destinazioni soprattutto internazionali all’interno di una logica di diffusione e specializzazione di ogni singolo scalo e riprogrammare, secondo un crono programma ristretto, gli interventi che riguardano le infrastrutture dei tre scali».

C’è un primo bilancio delle attività avviate. I numeri che avete fornito sembrano andare nella direzione di una ripresa del traffico?
«È difficile parlare di bilancio quando si è appena avviato un percorso. Credo che l’indizione delle due Conferenze per gli oneri di servizio per gli scali di Reggio e Crotone, che auspichiamo siano di interesse per le compagnie aeree, sono senz’altro un elemento di positività a cui si aggiunge l’avvio delle attività propedeutiche relative alle penalizzazioni operative riguardanti l’aeroporto di Reggio Calabria».

L’aeroporto di Lamezia Terme, il principale hub calabrese

Lamezia resta sempre lo scalo centrale per la Calabria, ma ancora alcuni progetti come la nuova aerostazione e la fermata ferroviaria interna languono. Come recuperare il tempo perso su queste progettualità?
«Per quanto riguarda la nuova aerostazione e la realizzazione della zona a traffico limitato sono stati condivisi i primi progetti con Enac, con il quale abbiamo instaurato un proficuo e costruttivo rapporto. Questo potrà garantire uno sviluppo coordinato di tutte le attività previste all’interno dei masterplan aeroportuali. Per quanto riguarda il collegamento ferroviario, partendo dalla necessità di collegare il più velocemente possibile la stazione ferroviaria con l’aeroporto, ci stiamo orientando verso l’individuazione di un percorso viabilistico che possa ridurre al minimo il tempo del transfer».

Il “Tito Minniti” di Reggio Calabria

Il “Tito Minniti” di Reggio per troppo tempo è rimasto una potenzialità inespressa. Come rilanciarne il ruolo?
«È stato resettato il parco progetti e ottenute le necessarie autorizzazioni da parte di Enac, abbiamo consegnato i lavori per gli interventi per la sicurezza del volo per il controllo del traffico aereo e pubblicato il bando per il nuovo sistema di smistamento bagagli (BHS). Inoltre, a breve, sarà bandito l’adeguamento dell’aerostazione passeggeri con la riqualifica degli impianti e l’ampliamento della sala imbarchi della struttura. Il tema più importante però è quello riguardante la categoria dell’aeroporto e la riduzione delle criticità che limitano l’operatività. In questo senso è fondamentale il ruolo dell’Enac che sta individuando una procedura particolare».

È concreta l’ipotesi di un pontile per l’attracco dei mezzi veloci che riesca a collegare rapidamente Messina con Reggio?
«In questa fase non viene presa in considerazione la realizzazione del pontile dedicato. Mentre appare molto più concreta l’istituzione di un collegamento tra il porto di Reggio ed il “Tito Minniti”; tra la città di Messina, l’area tirrenica della Sicilia e le isole Eolie ed il porto di Reggio. Interventi da realizzare attraverso collegamenti veloci già esistenti e traghetti con frequenze già in essere».

L’aeroporto Sant’Anna di Crotone

Mentre quali azioni sono state avviate per il Sant’Anna di Crotone che resta strategico per rilanciare quella parte del territorio calabrese?
«È una parte del territorio molto importante soprattutto per l’attrattività turistica della stagione estiva. Il nostro impegno è rivolto all’adeguamento degli interventi per la sicurezza del volo dello scalo. Inoltre per la sua collocazione geografica e le favorevoli condizioni meteo del “Sant’Anna” puntiamo a concentrare qui attività industriali e manutentive aeronautiche, oltre a farne la base del Sud Italia per tutti gli interventi di Protezione Civile».

Quali interventi immagina per il futuro degli aeroporti calabresi?
«Mettere a bando e magari completare nei prossimi tre anni del mio mandato la maggior parte delle infrastrutture programmate. Inoltre puntiamo a raddoppiare i collegamenti aerei. Questo credo che sia un buon obiettivo che con determinazione vogliamo raggiungere. In una logica di squadra con la Regione, con l’Enac e con tutte le istituzione che possano individuare negli aeroporti di Calabria, il volano di sviluppo economico di questa regione». (r.desanto@corrierecal.it)

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