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“Cosenza cresce insieme” chiede «una commissione d’accesso sugli ultimi dieci anni di amministrazione»

Introdotta dal consigliere comunale Francesco Luberto e conclusa dalla capogruppo in consiglio comunale, Bianca Rende, la discussione ha visto l’alternarsi di numerosi e stimolanti interventi

Pubblicato il: 08/09/2022 – 14:47
“Cosenza cresce insieme” chiede «una commissione d’accesso sugli ultimi dieci anni di amministrazione»

COSENZA Si è svolta ieri, presso la segreteria del gruppo politico “Cosenza cresce insieme”, un incontro molto partecipato, avente ad oggetto le imminenti elezioni politiche. Introdotta dal consigliere comunale Francesco Luberto e conclusa dalla capogruppo in consiglio comunale, Bianca Rende, la discussione ha visto l’alternarsi di numerosi e stimolanti interventi. Unanime è stato il rammarico per l’apertura della crisi nel momento meno propizio per l’Italia, nonchè per la mancata costruzione di un vero campo largo che, da “Azione” a Movimento 5 Stelle, includesse tutte le forze politiche che si oppongono a questa destra: tutte insieme, sarebbero state  in grado di competere efficacemente per fermarne l’avanzata, inarrestabile  secondo gli ultimi sondaggi. La conclusione del gruppo politico, costituitosi in occasione delle ultime amministrative a Cosenza, che si è comunque aggiornato a nuovi incontri prima della data interessata, è stata quella di esprimere preferenze elettorali tutte nel campo contrapposto alla destra illiberale e di scegliere una interpretazione univoca di salvaguardia della costituzione, ossia di ricostruire con il proprio voto quel campo largo che una Politica di veti e miopi contrapposizioni ha impedito di perseguire. Si ritiene, infatti, che sia questo l’unico modo per affermare la propria inalienabile posizione di difesa dei valori costituzionali, dei diritti civili, dell’agenda sociale, degli interessi del Mezzogiorno, e di un regionalismo che non può subire forme di pericolosa differenziazione. È stato in ogni caso sottolineata da tutti, senza eccezioni, la necessità di andare a votare, rifiutando qualsiasi forma di astensionismo nella assoluta convinzione dell’essenzialità della partecipazione attiva per la sopravvivenza stessa della democrazia. Alla fine della discussione, i partecipanti hanno inteso sottoscrivere un documento nel merito delle vicende giudiziarie che hanno interessato l’area urbana negli ultimi giorni e che hanno destato grande sconcerto nella comunità amministrata.

Il documento

«Con amarezza e preoccupazione istituzionale dobbiamo occuparci del “sistema Cosenza” che sembra emergere dalla vasta operazione anti‘ndrangheta in corso nell’area urbana», fanno sapere dal gruppo politico. «Nel cuore di una campagna elettorale ritenuta di valore storico -non solo per la scelta dei parlamentari e del centralismo poco democratico che li propone- lo scenario rappresentato dall’indagine della DDA di Catanzaro chiama in causa il nostro dovere partecipativo e propositivo. Ancora una volta il buon nome della città di Cosenza e dell’area urbana viene offuscato, fino a un ribaltamento di quella narrazione di eccezione nel campo delle società meridionali, che l’ha sempre contraddistinta, quale presunta “isola felice” nel mare magnum di una Calabria ad alta permeabilità criminale. In questo clima di surriscaldamento elettorale, nell’attesa di reazioni forti dei partiti, si commentano da sé le tentazioni di censure alla indipendenza della Magistratura, dotata di tre gradi di giudizio per emendarsi da sola su singole sentenze e casi, senza scavalcamento e invasione degli altri poteri costituzionali. Sempre elogiando il lavoro dei magistrati, si auspicano congrui tempi processuali, di tutte le fasi, per non lasciare nell’indeterminatezza sul proprio destino intere comunità di amministrati, ed i destinatari stessi delle indagini. In questi giorni si succedono note in cui si chiede la commissione prefettizia di accesso agli atti, che riteniamo utile a garanzia della comunità complessivamente sana, che va tranquillizzata attraverso gli accertamenti mirati allo scopo di verificare la sussistenza di eventuali forme di infiltrazione tali da determinare una alterazione del processo di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi. Chiunque scelga di fare politica alle nostre latitudini ne conosce esattamente le difficoltà ambientali, le false timidezze amministrative, quando si tratta di riconoscere un diritto; il piglio decisionista quando invece si tratti di favorire i propri sodali o accampare dietro grandi strategie le scelte al ribasso per accontentare gli appetiti locali. Sono sotto gli occhi di tutti. Eppure, si continua a fare politica e a candidarsi in migliaia per amministrare le nostre municipalità. Nonostante tutto si continua a pensare che le forze sane del nostro territorio siano prevalenti, che lo siano gli anticorpi nelle organizzazioni datoriali e sindacali, dell’associazionismo, nelle professioni, nella cosiddetta società civile. La Cosenza migliore può e deve prevalere a dispetto di quanti hanno interesse a raccontarla come una realtà ormai persa e da abbandonare a se stessa. Certamente molto aiuterebbe a svelenire il clima politico di questi giorni, l’auto determinazione a fare un passo indietro da parte di quanti si trovano in una posizione soggetta a indagine, sua o dei propri congiunti, così come una eventuale commissione di accesso, magari sugli ultimi dieci anni di amministrazione, potrebbe aiutare a fare quella chiarezza che la politica da sola non è in grado o non ha il coraggio di fare. Siamo convinti però che l’indipendenza della P.A. locale, la sua modernizzazione e terzietà si possono perseguire solo con una sana e forte PARTECIPAZIONE civica, che promuova un processo di autentica democratizzazione dei processi amministrativi che metta fine alle scelte soggette agli eterni giochi spartitori. Questo Movimento ha iniziato e continuerà a promuovere una libera partecipazione civica con numerose riunioni, interrogazioni e richieste di accesso agli atti, previsti dalla “legge Nigro “, assecondando le richieste dei cittadini. Questa rimane la vera base della democrazia rappresentativa».

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