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«Dalla medicina Aeronautica e spaziale un contributo contro l’Alzheimer». Gli esperti a Reggio

Al convegno dell’Aimas gli studi sul disorientamento topografico evolutivo. Il dibattito sulla grande sfida del ritorno sulla Luna

Pubblicato il: 06/10/2022 – 8:45
«Dalla medicina Aeronautica e spaziale un contributo contro l’Alzheimer». Gli esperti a Reggio

REGGIO CALABRIA «Circa il 3% delle persone, pur non avendo alcun deficit cognitivo, è affetto da disorientamento topografico evolutivo (Dte). Nella navigazione sono coinvolti numerosi processi cognitivi come la capacità di spostarsi da un luogo all’altro, seguendo percorsi familiari ed evitando di perdersi in ambienti nuovi. Si tratta di processi che includono meccanismi come la memoria, le immagini mentali e l’attenzione alle caratteristiche dei luoghi. Una ricerca questa che, insieme allo studio delle modalità di orientamento dei piloti militari, potrebbe aiutare a comprendere ed a contrastare malattie come l’Alzheimer». Così alla Dire la Tenente colonnello medico, Paola Verde, dell’Aeronautica miliare e segretaria generale dell’Associazione italiana di medicina aeronautica e spaziale (Aimas) in occasione del XXXII Convegno nazionale in corso a Reggio Calabria, al Teatro Cilea. Un’occasione per riflettere anche sulle recenti ricerche effettuate da una equipe di studiosi sul fronte dell’orientamento spaziale tra i piloti, anche militari. E proprio un gruppo di ricercatori italiani – guidati dall’Università di Sapienza ma di cui fanno parte anche specialisti dell’Irccs San Raffaele di Roma, dell’Università dell’Aquila, del Rmas dell’Aeronautica militare, dell’Irccs Fondazione Santa Lucia, dell’Università di Catanzaro e di quella di Bologna – ha tratteggiato il Dte. Lo studio è stato condotto su 1.698 persone, di cui 1.063 uomini e 635 donne, senza disturbi neurologici, di età compresa tra 18 e 35 anni e con una media di 14,8 anni di istruzione a tempo pieno.

«Ci stiamo preparando per andare sulla Luna e rimanerci»

«Tutte le figure professionali sanitarie che si occupano di aeronautica e spazio possono finalmente confrontarsi e dibattere dal vivo, di casi clinici specifici, di nuovi regolamenti, di ricadute sul mondo aeronautico delle più recenti scoperte scientifiche». Sono parole del presidente nazionale dell’Associazione italiana di medicina aeronautica e spaziale (Aimas), Generale ispettore dell’Aeronautica militare Enrico Tomao, oggi a Reggio Calabria per il convegno. «Ci stiamo preparando per andare sulla Luna – ha aggiunto Tomao – e lo stiamo facendo non per atterrare e per rientrare sulla Terra, ma per rimanerci. Questo comporterà uno sforzo scientifico non solo di tipo medico, ma di tutte le altre scienze e della logistica. Rappresenta la più grande sfida, direi la sfida epocale. Ci saranno dei grandi cambiamenti – ha evidenziato – perché già da tutte le ricadute che vengono dallo spazio ne stiamo traendo dei vantaggi». Quello di Aimas per il suo presidente «è un appuntamento fondamentale». «Oggi – parole di Tomao – festeggia i suoi 70 anni di vita e resta unica nel panorama sanitario italiano, così come unica resta la medicina aerospaziale che rappresenta il solo anello di congiunzione tra la medicina tradizionale, con le sue tante discipline, ed il mondo del volo».

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