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Il centrodestra si sgrana sulla ludopatia. La exit strategy è un emendamento che salva legge e coalizione

Schieramento diviso sul contestato testo dei capigruppo. La sconfessione di FdI. La mediazione di Mancuso. Si punta a ripristinare qualche limite. Ma la maggioranza ora non è più compatta come prima

Pubblicato il: 07/12/2022 – 18:14
Il centrodestra si sgrana sulla ludopatia. La exit strategy è un emendamento che salva legge e coalizione

CATANZARO Un emendamento che ripristina un limite di orario e di distanziamento dai luoghi “sensibili”, evitando di sovraccaricare i sindaci di responsabilità troppo gravose. Secondo quanto si apprende da fonti del centrodestra, è questo l’orientamento che sta prendendo corpo in queste ore nella maggioranza in Consiglio: una modifica al testo di legge sulla ludopatia che lunedì sarà in discussione in Consiglio regionale in modo da uscire dall’angolo nel quale lo schieramento è stato letteralmente ricacciato dopo la sollevazione popolare e sociale contro la norma che di fatto elimina, o comunque li allenta sensibilmente, i vincoli contro il gioco d’azzardo.

L’allarme politico e l’allarme sociale

Questa exit strategy in queste ore è al centro dei contatti e delle riflessioni all’interno del centrodestra, che su questa vicenda si è lacerato confermando di attraversare una fase estremamente fibrillante. Già la mancata approvazione nell’ultimo Consiglio regionale, dovuta sì all’abilità delle opposizioni di centrosinistra di far venir meno il numero legale ma anche alle tensioni nella maggioranza dopo lo stop alla legge sul “supplente”, era stata un segnale politico piuttosto significativo, ma questo segnale nelle ultime ore si è fatto ancora più profondo e preoccupante per la decisione di uno dei firmatari della proposta di legge, la capogruppo della Lega Simona Loizzo, di sfilarsi dal treno dei colleghi chiedendo il ritiro del provvedimento sia soprattutto per la nota della leader di Fratelli d’Italia, la sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che, sia pure in modo elegante, ha di fatto sconfessato la proposta di legge, da tanti definita un “colpo di spugna” alla lotta alla ludopatia. La presa di posizione dei meloniani, unitamente ad altri malumori che stanno affiorando nel centrodestra, ha insomma fatto scattare un campanello d’allarme nella maggioranza in vista del Consiglio regionale di lunedì, nel quale la coalizione di governo rischia davvero una spaccatura verticale – un’altra, dopo quella sul “supplente” – se su questo tema del gioco d’azzardo non si cambia rotta, anche alla luce di un centrosinistra che mai come stavolta appare unito. E il campanello di allarme si è fatto ancora più fragoroso dopo la dura reprimenda dei vescovi calabresi, che è stata un pugno nello stomaco di uno schieramento già parecchio teso.

Un emendamento per salvare capra e cavoli

Da qui dunque, con la mediazione del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso sempre più nei panni di “pontiere”, l’orientamento della maggioranza di procedere a un emendamento che – come suol dirsi “salvi capra e cavoli”, cioè migliori il testo, non dia più il senso di una “resa” sul fronte del contrasto al gioco d’azzardo ma al tempo stesso non sia una clamorosa auto-bocciatura. La proposta di legge intanto – com’era peraltro previsto e scontato – è stata inserita ufficialmente all’ordine del giorno del Consiglio regionale di lunedì e lì resterà: anche se da qui a lunedì – spiega un esponente di spicco del centrodestra – in realtà ancora tutto può succedere. In ogni caso, dalle Politiche a oggi, passando dalle divisioni sul “supplente” alle tossine della nuova composizione della Giunta e ora alla legge sulla ludopatia, si conferma il dato di una maggioranza che non è più così compatta e granitica e che ora mostra più di un punto debole: cosa impensabile fino a qualche mese fa.(c. a.)

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