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Estorsioni, violenza sulle donne, contrasto alla mala. Intervista al Questore di Cosenza Michele Spina

«Denunciate, le porte della Questura sono aperte», dice al Corriere della Calabria. «Partiamo dai pregiudicati per arrivare ai colletti bianchi». «Avvieremo il progetto “Zeus” a tutela delle donne»

Pubblicato il: 15/12/2022 – 7:00
di Fabio Benincasa
Estorsioni, violenza sulle donne, contrasto alla mala. Intervista al Questore di Cosenza Michele Spina

COSENZA E’ giunto a Cosenza solo un mese fa. Un tempo evidentemente breve per avere piena contezza del contesto criminale cosentino, ma sufficientemente utile ad organizzare una prima azione volta a garantire sicurezza ai cittadini. Michele Maria Spina, questore di Cosenza, illustra al Corriere della Calabria i dettagli dell’azione e dei progetti messi in campo per contrastare la criminalità organizzata. Notevoli i risultati investigativi ottenuti dal neo questore nella sua precedente esperienza: dalle indagini della Dda all’inchiesta sull’omicidio Moro, e poi una serie di interventi operativi contro la corruzione come quella relativa allo scandalo dei concorsi truccati all’Asl. A Cosenza resterà in carica solo un anno, poi il pensionamento e «proprio per questo lotterò centimetro dopo centimetro, giorno dopo giorno, per garantire i diritti dei cittadini onesti».

La realtà cosentina

Come accennato, in appena quattro settimane è evidentemente complicato conoscere ogni singolo tratto distintivo della mala che opera a Cosenza e nell’hinterland bruzio. «Considerando l’aspetto criminale della provincia posso dire che in ogni realtà è presente una grande maggioranza di persone oneste e poi vi è un sottoinsieme di delinquenti e criminali: piccoli pregiudicati, spacciatori, trafficanti che hanno un sistema di spaccio diversificato, dalla strada fino a sistemi più complessi come quelli mafiosi», sostiene Spina. «Dobbiamo occuparci di tutti gli strati della criminalità, fino ad arrivare alle connivenze con la società civile e con i colletti bianchi come avviene dappertutto anche in Europa». Secondo il Questore, il potere mafioso può e deve essere debellato partendo ad esempio da quanto fatto «con l’indagine “Reset” della Dda di Catanzaro alla quale ha partecipato anche la squadra mobile di Cosenza e che ha disvelato una grande fetta di malaffare».

Usura ed estorsioni

La citata inchiesta “Reset” ha disvelato la presenza di un’azione costante della mala cosentina impegnata a rafforzare il controllo del territorio ed esercitare il potere nei confronti di commercianti e imprenditori. In molti sono finiti nella rete degli usurai vicini ai clan, o piegati dall’imposizione del pizzo, la tassa non dovuta ma pretesa. In tanti, con coraggio, hanno sfidato la prepotenza dei malandrini contigui o vicini alle cosche, denunciando tutto alle forze dell’ordine. Altri, invece, hanno subìto e ceduto dinanzi alle minacciose e costanti richieste di danaro. «Le estorsioni sono da parte della criminalità, che le esercita come forma di controllo del territorio», sostiene il Questore Spina che aggiunge: «molto spesso si fanno estorsioni anche a piccoli bancarellari non per ottenere un pizzo sostanzioso ma per sottometterli, per far sì che il piccolo commerciante sappia di dover pagare. E’ una forma di intimidazione ed esercizio del potere criminale». Su questo annoso ed odioso reato, Spina promette massimo impegno. «Ci sarà grande attenzione a questo tipo di reati e speriamo che i cittadini acquistino fiducia nelle forze di polizia». Il Questore cita un esempio ricordando un’azione compiuta quando era in servizio a Latina. «Un gruppo di Casamonica di Roma vennero a Latina, dopo tanti arresti da noi eseguiti, a pretendere di non pagare il conto ad un ristoratore. Lo stesso ha denunciato tutto e i tre sono stati arrestati». Per Spina, quella denuncia ha permesso di «porre un argine affinché gli stessi fermati potessero tornare ad esercitare le estorsioni. Denunciare è fondamentale per creare rete e salvaguardare le persone oneste. Ci sarà attenzione soprattutto nel periodo natalizio». Nell’inchiesta “Reset” sono numerosi gli episodi di finiti nel mirino di chi ha svolto le indagini con al centro richieste estorsive danarose imposte agli imprenditori durante le festività.

Periferie e quartieri a rischio

Controllo del territorio e garanzia della sicurezza. Il Questore in poche settimane e con il coinvolgimento del Comitato di ordine e sicurezza pubblica ha dato il via ad una incisiva azione di contrasto nelle zone più a rischio della città di Cosenza. «Tagliamo l’erba per arrivare più facilmente in superficie e raggiungere il serpente che striscia sul terreno». Quali sono le azioni della Questura? «Prima la prevenzione, poi il controllo del territorio per conoscere l’humus della malavita locale e i singoli pregiudicati». A tal proposito, precisa Spina: «Irroghiamo avvisi orali a queste persone che in caso di violazione possono sfociare in misure più cospicue: dalla sorveglianza fino all’arresto». Infine, vi è il terzo livello di azione. «Le indagini che vanno in profondità e disvelano scenari criminali più elevati fino ad arrivare ai colletti bianchi». Nelle varie fasi, secondo il Questore «ci sono spunti che poi diventano investigativi e si allargano facendo scoprire situazioni inattese o sconosciute. Il controllo stimola i delinquenti a parlare, a dimenarsi se gli si impedisce di fare con comodo i loro traffici. Agiremo su tutti i livelli». Numerosi i controlli avviati dagli agenti di Polizia nei quartieri più periferici della città. «I pregiudicati sono tenaci perché devono assicurarsi lo stipendio e delinquono fino a quando non hanno i danari per la sopravvivenza. Non possiamo compiere azioni spot ma essere continui con interventi a rotazione, nei quartieri e nelle zone più difficili come avvenuto nella stazione dei bus come previsto dal comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica e in sinergia con il Prefetto Vittoria Ciaramella e le altre forze di polizia», dice Spina. Terminata l’azione massiva alle autolinee «ci sarà un momento in cui il decoro si manterrà da solo e in quel caso potremmo rivolgere la nostra attenzione altrove per poi tornare, con azioni mirate».

Organici risicati

Un’azione sinergica, costante e incisiva necessità di donne, uomini e mezzi adeguati. «Non sono abituato a lamentarmi e non ho mai cercato alibi, ho sempre lavorato con la metà della forza prevista in organico ed ho sempre fatto il massimo possibile. Lavorerò per rafforzare la Squadra mobile ma non dobbiamo discutere di agenti e mezzi, ma di donne e uomini preparati e competenti. Faccio affidamento sulle poliziotte e sui poliziotti e insieme proveremo a con il contributo di tutto per tentare di migliorare anche di un solo passo la sicurezza della città e della provincia», rassicura Spina.

«Ai Cosentini dico denunciate»

Il giorno del suo insediamento, il Questore di Cosenza Michele Maria Spina ha lanciato un messaggio ai cittadini cosentini. Un invito a denunciare rivolto a tutti coloro che ritengano di subire azioni lesive. Ai microfoni del Corriere della Calabria, lancia un nuovo appello. «Le strategie di prevenzione e i meccanismi di azione vanno condivisi con i cittadini che devono partecipare al processo di formazione delle decisioni. Io parlo con tutti, vivo la città e mi assenterò il meno possibile. Faccio appello ai cosentini a farsi avanti, anche riservatamente con delle lettere, per segnalare eventuali bisogni ed esigenze. Insieme alle altre forze di polizia siamo a loro completa disposizione».

La scuola e i giovani

Il Questore, in queste settimane, è stato sollecitato dagli studenti cosentini desiderosi di incontrare le donne e gli uomini della Polizia di Cosenza per avere maggiori dettagli sul loro impegno. «Vado nelle scuole e parlo con i ragazzi, poi lascio ai colleghi più esperti affrontare temi caldi come quello del cyberbullismo a cura degli agenti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica. Molti problemi nascono dalla cultura errata, parlare con i ragazzi è fondamentale per dare il senso del rispetto degli altri e per se stessi. Anche se dovessimo convincere pochi studenti, sarebbe già un successo».

La violenza di genere

“Questo non è amore” è lo slogan che campeggia sul camper della Questura di Cosenza, sempre presente per raccogliere ed accogliere le donne vittime di violenza. Il numero di femminicidi è drammaticamente in crescita, così come crescono le denunce di casi di violenza. «Si è vittime per mille motivi. Vi sono donne ancora innamorate del carnefice che concedono una seconda possibilità, spesso fatale. Sperano che i loro compagni o mariti possano redimersi. In altri casi, invece, si vive una situazione di soggezione psicologica per la paura di una recrudescenza del maltrattamento o per tutelare i figli da una eventuale aggressione», sottolinea il Questore. «Molte donne sono sole e si vergognano a confessare quanto accade, ma devono sapere che sono tanti gli strumenti a disposizione. Le associazioni che offrono sportelli di ascolto che supportano le vittime prima di arrivare in Questura». E’ un tema che sta a cuore a Spina che promette: «Parlerò di violenza sulle donne, non solo nelle date dell’8 marzo e del 25 novembre, perché è un problema culturale». Anche in questo caso, il Questore si rivolge ai giovani. «alle ragazze dobbiamo far capire che determinati comportamenti non possono definirsi affettuosi o di amore mentre ai ragazzi dobbiamo insegnare che il possesso non è amore, ma amore è rispetto». A tal proposito, il Questore Michele Spina annuncia al Corriere della Calabria la volontà di avviare il progetto “Zeus”. «Prevede che – in caso di ammonimento – il questore possa suggerire al maschio maltrattante un percorso di recupero psicologico. Il progetto offre garanzie di risultato, molti soggetti ammoniti vengono convocati dal questore e dopo cambiano atteggiamento. La violenza spesso si alimenta nel silenzio quando i maschi maltrattanti avvertono il senso di impunità e vedono la donna soccombere».

Il messaggio ai cosentini

A fine intervista, Michele Spina si rivolge ai cosentini. «Resterò solo un anno, ma spero di riuscire a sollecitare le indagini per ottenere risultati operativi e investigativi. Dico ai cosentini di non perdere la speranza. Affidatevi alle forze di polizia e denunciate perché solo ribellandoci riusciremo insieme a far arretrare i mafiosi. Non possono combattere contro tutta la società civile. Buon natale!»

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