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Incendio bus Preite, la Cgil: «Si convochi un tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico»

«Necessario fare il punto per assicurare che il territorio sia attrezzato degli strumenti di contrasto ad ogni fenomeno criminale»

Pubblicato il: 24/01/2023 – 10:19
Incendio bus Preite, la Cgil: «Si convochi un tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico»

COSENZA «Il gravissimo incendio di Diamante a tre pullman di linea della ditta Preite arriva dopo l’attentato subito dalla stessa azienda nell’autunno scorso a Scalea e dentro una sfilza di episodi recenti disseminati lungo il Tirreno cosentino. Alla ditta Preite, ai lavoratori e alla comunità tutta di Diamante, la CGIL esprime vicinanza e solidarietà certi che le autorità preposte consegnino presto alla giustizia i responsabili del vile atto criminale. L’incendio ai pullman non è di per se il solo ingente danno alla Ditta Preite ma è una ferita ai dipendenti del trasporto pubblico locale, ai tanti lavoratori pendolari che quotidianamente utilizzano la storica impresa impegnata a collegare il Tirreno con il resto della provincia e della regione, per gli studenti che riempiono quei bus da generazioni per raggiungere scuole e Università, per i migranti che si spostano lungo la costa con i loro bagagli ambulanti, per i cittadini che si spostano per raggiungere ospedali o sedi provinciali della pubblica amministrazione.
La virulenza di quelle fiamme che hanno avvolto come torce i tre pullman di Preite riducendoli come scheletri di guerre a noi lontane, sono un danno inferto alla comunità del Tirreno tutta, sono la drammatica raffigurazione di un territorio che si vuole risucchiare in avvenimenti che lasciano intendere ad una regia che va oltre il racconto di estemporanei fatti delinquenziali. Quelle fiamme bruciano nella coscienza civile del territorio che ne condanna la gravità e chiede vengano prontamente spente.
Gli incendi, le bombe, i proiettili, i kalashnikov a bus, stabilimenti balneari, esercizi commerciali, palestre, macchine in sosta davanti il principale ospedale del territorio, barche, manomissione di impianti di video sorveglianza, strutture sanitarie private, sono i bersagli di un sommovimento criminale, non comune, che lascia sovraintendere ad un posizionamento ben più insidioso e strutturato per il controllo del territorio in cui muovono vecchi e nuovi interessi della ‘ndrangheta.
In questo quadro di accadimenti che turbano il vivere civile di una comunità già affannata a superare tempi difficili di carovita e precarietà occupazionale, la CGIL chiede che venga istituito dalla Prefettura un tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico aperto alle rappresentanze istituzionali, economiche e sociali per fare il punto sul fenomeno e per assicurare che il territorio sia attrezzato dei mezzi e degli strumenti di intelligence e di contrasto ad ogni fenomeno criminale che pregiudica lo sviluppo e la crescita armoniosa del territorio. Allo stesso tempo, la CGIL, in ogni sua articolazione, sollecita le amministrazioni locali tutte all’esercizio rigoroso e intransigente di ogni pratica amministrativa improntata alla trasparenza ed al rispetto delle leggi per impedire che, in un frangente di trasferimento di risorse pubbliche verso i territori su cui sono note le mire della ‘ndrangheta, possa incunearsi ogni forma, diretta o indiretta, d’interesse criminale». E’ quanto si legge in una nota di Giuseppe Guido, segretario generale CdLT Pollino-Sibaritide- Tirreno e Mimma Iannello Responsabile, Area Cgil Tirreno.

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