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Crotone, si apre il dibattito in vista del congresso del Pd

Dodici dirigenti provinciali indicano le linee per porre fine agli scontri dell’ultimo periodo

Pubblicato il: 26/01/2023 – 19:28
di Gaetano Megna
Crotone, si apre il dibattito in vista del congresso del Pd

CROTONE Si apre il dibattito in vista del congresso del Partito democratico e arrivano le proposte per rilanciare l’attività politica nella provincia di Crotone.  Dodici dirigenti provinciali, in una nota diffusa oggi, tracciano le linee per porre fine agli scontri che hanno caratterizzato, nell’ultimo periodo, il dibattito all’interno dei dem. Iniziano il loro ragionamento partendo dagli accordi fatti nell’ultimo congresso, che si era concluso con l’elezione di Leo Barberio alla carica di segretario provinciale e di Annagiulia Caiazza a quella di segretario della città pitagorica. A questo proposito, scrivono: “La proposta congressuale unitaria, aveva trovato ampia convergenza nel gruppo dirigente provinciale. Da segnalare che una parte del gruppo dirigente, comprendendo le difficoltà iniziali, ha sempre evitato di evidenziare pubblicamente e per senso di responsabilità, diverse e palesi disfunzioni, emerse in questo periodo”. Nel congresso precedente era stato prospettato un percorso unitario nella gestione del partito, che evidentemente non c’è stato, ecco perché i dodici scrivono che “occorre fare una seria riflessione; perché “non convince come l’unità, pur sbandierata nel congresso è rimasta solo sulla carta”. “Constatiamo che diversi gruppi dirigenti, – scrivono – si sono allontanati dalla vita attiva del partito, scegliendo altre strade o lasciando gli incarichi congressuali, nell’assoluto silenzio del ristretto gruppo che dirige il partito”. Tra gli esponenti che hanno scelto la strada dell’Aventino ci sono da annoverare anche i dodici firmatari della nota stampa diffusa oggi. “Non convince il trattamento politico, verso i sindaci del Partito democratico”, scrivono e aggiungono: “Alcuni sono stati lasciati al loro destino, altri, invece, si sono allontanati o sono stati contrastati, senza alcuna valida motivazione, evitando anche di aprire una seria e valida attività di confronto con gli stessi. A questi sindaci, la nostra massima stima, non solo per il consenso ottenuto dai cittadini ma soprattutto per l’attività difficile e impegnativa, che è quella del sindaco”. In particolare si fa riferimento al sindaco di Isola Capo Rizzuto e a quello di Cotronei che, inizialmente, si erano presentati come rappresentanti del Pd e, poi, hanno scelto altre strade.  Anche i dodici dirigenti provinciali, come aveva fatto qualche giorno fa il dimissionario Marco Vallone, tirano in ballo la mancata presentazione della lista alle recenti elezioni comunali a Cutro. “Con la mancata presentazione della lista alle elezioni comunali di Cutro, – scrivono – il segretario provinciale ha evidenziato, non solo poca esperienza ma evidenti difficoltà al confronto. Si è scelto la strada della tifoseria. Non si è, invece, lavorato per rafforzare il dialogo e il confronto all’interno del partito”. In qualche modo rispondono anche ai dodici dirigenti di Cutro che avevano polemizzato con Vallone. “Non convince l’organizzazione del partito messa in campo – aggiungono – e i risultati ottenuti sono evidenti, a cominciare dallo stato dei circoli e del tesseramento. Gli iscritti non allineati, molte volte, non solo, sono rimasti esclusi, ma non si è mai messo in campo un’ attività per ricostruire un confronto civile e costruttivo”. Continuando, scrivono: “ Anzi, si è lavorato a ulteriori allontanamenti, favorendo un finto ricambio che non ha nessun collegamento all’appartenenza del partito. Si è voluto scegliere la strada per puntare a una leadership numerica, fatta di tessere e non di donne, uomini e idee”. A parere dei dodici “è  evidente che stiamo arrancando dappertutto, a cominciare dalla città capoluogo. Tale situazione, non ci proietta con positività ed entusiasmo, per le prossime scadenze elettorali che dovranno vedere il Pd protagonista”. E ancora: “Siamo consapevoli che siamo di fronte a una traversata nel deserto, impervia e difficile. Coscienti che sarà un percorso a ostacoli che dovrà vederci, non solo maggiormente organizzati e presenti sui territori ma soprattutto coesi fra noi”. La coesione e “la strada vincente non arriveranno dal congresso”. “Per l’ennesima volta, – scrivono – saranno i gruppi dirigenti a dimostrare se sono all’altezza della situazione, iniziando dall’autonomia territoriale del Pd, rispetto alle solite logiche regionali e nazionali”. Concludendo, scrivono: “Il nostro è un appello alla responsabilità, indirizzato a tutti coloro che hanno abbandonato o sono perplessi sul futuro del Pd. Lavoriamo a una fase organizzativa più incisiva del partito, senza trucchi ed evitando di indossare la maglietta del tifoso”. A firmare la nota stampa sono stati: Annibale Parise, Francesco Scarpelli, Gianpiero Amato, Sergio Arena, Sergio Contarino, Giuseppe Corigliano, Emilio Drago, Alessandro Giancotti, Francesco Greco, Angela Riolo, Manuela Vaccaro  e Domenico.

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