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«A Rende massacro sistematico dei pini, qualcuno fermi questa vergogna»

L’appello di Galasso (Federazione Riformista), Simonetti (AttivaRende) e dei consiglieri comunali Beltrano, Principe e Talarico

Pubblicato il: 11/02/2023 – 16:47
«A Rende massacro sistematico dei pini, qualcuno fermi questa vergogna»

RENDE «Fermare Attila! Fermare il massacro dei “pinus Pinea” della ex SS 19 bis e di piazza De Vincenti! Nonostante le denunce fatte dai nostri movimenti politici giorni fa, la cosiddetta amministrazione comunale di Rende continua imperterrita a perseguire il folle disegno di demolire e/o deturpare i punti più belli della nostra città». A sostenerlo in una nota sono Maria Galasso (segretario di Federazione Riformista), Marina Simonetti (presidente di AttivaRende) e i consiglieri comunali Sandro Principe, Francesco Beltrano e Domenico Talarico. «Dopo le facciate delle scuole – riporta ancora la nota – il Centro Sociale “Roberta Lanzino” di Saporito, imbrattati indecorosamente, dopo il Ponte ecomostro sul torrente Surdo, dopo la costruzione di innumerevoli cupole su quello che fu tra i più apprezzati impianti tennistici del Mezzogiorno d’Italia (una vera violenza al paesaggio e alla bellezza a fronte di pochi euro al mese di affitto), dopo le puzzolenti ed inguardabili isole ecologiche, dopo il sistematico massacro dei pini nell’era Manna, adesso tocca a quelli rimasti sulla SS 19 bis ed ai 15 esemplari di piazza De Vincenti. Per poter abbattere legittimamente alberi così maestosi si deve accertare, con una perizia eseguita da un professionista competente in materia, la pericolosità o la malattia di ogni singolo esemplare. A Rende, invece, si vorrebbe procedere approfittando di una perizia generica, assolutamente inadeguata ed insufficiente per autorizzare la strage. Ci rivolgiamo a tutte le Autorità Competenti, alle Associazioni Ambientaliste, ai Vigili Urbani, ai cittadini rendesi, affinché ognuno, per quanto di propria competenza, si attivi per impedire questa vergogna lesiva del legittimo interesse a preservare la salubrità dell’ambiente urbano. Con l’occasione denunciamo l’intenzione stravagante di deturpare piazza San Giovanni, pitturando con vernice lavabile bianca i muretti di mattoni a faccia vista e demolendo la pedana di tufo leccese bianco realizzata per l’esibizione di artisti e/o per la celebrazione della Santa Messa; questo scempio per costruire un inutile gradinata di accesso ad una piazza che di accessi ne ha attualmente quattro».

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