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La riflessione

«Se la politica fosse veramente solidale»

Forse il Sud avrebbe bisogno di “svegliarsi” e dimostrare di avere un po’ più di amor proprio per far capire al Paese che da queste parti vive una popolazione che non è seconda a nessun’altra sia …

Pubblicato il: 13/02/2023 – 9:38
di Franco Scrima*
«Se la politica fosse veramente solidale»

Forse il Sud avrebbe bisogno di “svegliarsi” e dimostrare di avere un po’ più di amor proprio per far capire al Paese che da queste parti vive una popolazione che non è seconda a nessun’altra sia per capacità intellettive, sia per operosità, sia per onestà. Il tutto sta nel ricordare che quel poco di cui dispone, purtroppo, non consente una vita migliore, tanto da “disturbare” quegli “altri italiani” che hanno di che vivere bene.
Se il territorio nazionale fosse stato più unito il Sud non avrebbe avuto bisogno del “Reddito di cittadinanza”, che poi è quell’idea di sussistenza presente anche in Europa con la differenza che al di là delle Alpi si chiama “Reddito minimo”, approvato anche con il voto dei deputati italiani, Lega compresa. Evidentemente oltre confine la povertà è considerata una “disgrazia sociale” e come tale è aiutata con sostegni alle persone riconosciute anche occupabili. Il contrario di quanto accade in Italia, dove il “reddito di cittadinanza” è in procinto di essere abolito sul presupposto che favorirebbe il disimpegno e quindi la mancata ricerca di un lavoro che, come è noto, abbonda specialmente nelle regioni del Sud, grazie alla “solidarietà” sempre dimostrata dalle popolazioni del Nord.
Si è appreso recentemente che l’Unione Europea non soltanto si impegna a sostenere i “bisogni minimi” di chi non ha un lavoro, quanto intende agevolare, con adeguate misure di sostegno, la ricerca sul mercato di un lavoro per chi non riesce a trovarlo. E non è tutto perché, nelle more, garantisce corsi remunerati per la formazione e l’istruzione di coloro che ne sono sprovvisti.
Una normativa che è stata approvata all’unanimità dal Parlamento Europeo, quindi anche con il voto degli italiani che, peraltro, sarebbero stati tra i fautori perché il “reddito” venga elargito con tempestività e senza limiti di tempo. L’opposto avviene in Italia dove i poveri, pur sapendo che rappresentano buona parte della cosiddetta classe media, dovrebbero essere lasciati al loro destino nonostante l’indigenza sia in agguato.
La “terapia” come si vede c’è ed è stata approvata dalla Comunità Europea all’unanimità (è bene ribadirlo: anche con il voto dei deputati italiani) Lega compresa, nonostante l’accordo poggi su un testo che è l’opposto di quanto Salvini e compagni sostengono a livello nazionale. Per dirla tutta, mentre in Italia il Governo ha stabilito che entro luglio prossimo verrà soppresso il “Reddito di cittadinanza”, in Europa la Lega si impegna a garantire sostegni contro la povertà. Questa la motivazione: «Si vuole così sostenere un sistema per rendere la società migliore, soprattutto partecipe e contenta di essere considerata nei momenti di bisogno».
Inutile aggiungere che si tratta di un impegno sociale che fa sentire utili alla società le fasce di popolazione bisognose.
Ecco come si costruisce un Paese civile. In Italia, invece, si vuole che siano le “autonomie differenziate” a garantire quel minimo di benessere, grazie al quale si vorrebbe dimostrare che le Regioni italiane sono tutte uguali e solidali. Nessuno dice, però, che l’idea è stata copiata dal “libro del sogni” trovabile soprattutto nelle librerie del Veneto!
*giornalista

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