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Gualtieri: «Su Arrical si è fatta confusione, i sindaci aderiscano»

Il commissario dell’Autorità Rifiuti e Risorse idriche della Regione: non è corretto che si vada avanti così. Il punto sui settori rifiuti e idrico

Pubblicato il: 04/03/2023 – 12:43
Gualtieri: «Su Arrical si è fatta confusione, i sindaci aderiscano»

CATANZARO «I sindaci non devono rinunciare a sedersi in assemblea a discutere qual è la politica: oggi lo faccio io in qualità di commissario, ma non è corretto che si vada avanti in questa maniera perché è necessaria la compartecipazione delle amministrazioni». Così il commissario dell’autorità Rifiuti e Risorse idriche della Calabria (Arrical) Bruno Gualtieri, con riferimento alla scelta di diversi Comuni di non aderire all’Authority, il nuovo ente di governo nel settore ambientale. 

Il punto sul sistema dei rifiuti in Calabria

Parlando con i giornalisti nella sede della Regione a margine della presentazione del dossier “Comuni Ricicloni” di Legambiente, Gualtieri illustra lo stato dell’arte nei due segmenti dell’acqua e dei rifiuti. «Sull’idrico – ricorda – è stato già definito un primo percorso che è quello di individuare Sorical come soggetto unico, società in house che dovrà fare tutte le politiche in campo ambientale nel settore idrico, del ciclo integrato delle acque. Per quanto riguarda i rifiuti, a dicembre c’è stata l’approvazione del bilancio di massa, e sono state individuate le aree geografiche per quanto riguarda la gestione: l’ultimo step è quello di individuare sul mercato i gestori. Non è l’equivalente di Sorical perché quella è una società in house mentre qui bisogna andare sul mercato per individuare i quattro gestori: uno di area regionale, che sottende al termovalorizzatore, e poi tre gestori di area, area sud, nord e centro, quest’ultima che congloba le province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Individuato il gestore – riferisce il commissario di Arrical –  bisogna mettere una politica in campo affinché lo stesso provveda a fare tutte le politiche attuative nel settore dei rifiuti». Sempre in tema di rifiuti Gualtieri spiega che «l’impiantistica in Calabria purtroppo pesa perché ci troviamo un ventennio con un sistema ormai obsoleto, che è quello dei cosiddetti Tmb (termomeccanici biologici). Bisogna andare verso una nuova direttiva che è quella del recupero dei materiali. Le piattaforme che oggi sono in corso sono due: Catanzaro Alli e Reggio Sambatello, due piattaforme similari che hanno la linea di Remat, recupero materia, e poi c’è l’impianto anaerobico. Questo è lo schema che si sta portando avanti, per i due impianti si sta dando l’impulso per definirli il prima possibile, e contestualmente la progettazione delle altre arre che avrà sempre lo stesso meccanismo: la sostituzione del Tmb con le piattaforme ecologiche». Quanto alle discariche, per Gualtieri si punterà a quelle «strettamente necessarie per evitare il trasporto all’estero e quindi di pagare cifre astronomiche, quelle strettamente necessarie per uscire da questa situazione. L’augurio è che domani le discariche non superino il 10% del rifiuto prodotto. Cosa andrà al termovalorizzatore? Non è vero che viene bruciato il tal quale, nel termovalorizzatore va solo la frazione non recuperabile, altrimenti l’obiettivo è il recupero totale delle componenti che possono tornare in vita».

«Su Arrical si è fatta confusione»

Infine, il tema “caldo” del ruolo di Arrical, al centro delle polemiche tra l’amministrazione regionale e diversi Comuni calabresi. «Su Arrical – rimarca Gualtieri – si è fatta una confusione perché l’adesione è all’Autorità e l’Autorità controlla i due segmenti. Quindi quando il sindaco aderisce aderisce non a Sorical, aderisce ad Arrical per gestire Sorical. Sorical è uno dei gestori. Sull’idrico un gestore, sui rifiuti avremo quattro gestori. In futuro Arrical, quindi i sindaci, dovranno governare quattro contratti. C’è stata una confusione  di base: capisco che la fretta di fare ha portato alla sovrapposizione tra Arrical e Sorical, ma Sorical è un gestore, per cui sindaci  aderendo governano Sorical che è il gestore. Quindi non devono rinunciare a sedersi in assemblea a discutere qual è la politica: oggi lo faccio io in qualità di commissario, ma non è corretto che si vada avanti in questa maniera perché è necessaria la compartecipazione delle amministrazioni, dei 40 sindaci che dovranno governare il sistema.  Se ci sarà un’adesione  – ritengo il 70% in più – il presidente indirà le elezioni, dopodiché  i sindaci che non hanno aderito saranno obbligatoriamente commissariati, non c’è alternativa perché – conclude Gualtieri – sono i sindaci e non il commissario a dover governare i due cicli». (redazione@corrierecal.it)

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