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la riflessione

«Se non possiamo dirci nemmeno padri»

Domani è la festa del papà. Che sarebbe anche peccato secondo una certa pubblicistica che vorrebbe evitare di traumatizzare i bambini (!) non creando diseguaglianze.In sostanza, il padre è morto d…

Pubblicato il: 18/03/2023 – 11:49
di Mario Campanella
«Se non possiamo dirci nemmeno padri»

Domani è la festa del papà. Che sarebbe anche peccato secondo una certa pubblicistica che vorrebbe evitare di traumatizzare i bambini (!) non creando diseguaglianze.
In sostanza, il padre è morto da almeno quarant’anni. Sostituito, come scrisse felicemente Massimo Recalcati, dal mito del narcisismo imperante.
Di fatto, siamo realmente come San Giuseppe senza avere i suoi innumerevoli pregi, padri putativi tra poco nemmeno più indispensabili biologicamente. Anzi, già ora tra maternità surrogata e utero in affitto si potrebbe derubricare la pater funzione a donazione  di “semina” in attesa che l’evoluzione scientifica possa portare a un’autodeterminazione.
A che serve oggi il padre? Se è sinonimo di autorevolezza, controllo, psicanaliticamente super Io, a tanto. Perché senza il freno della sua essenzialità, tracima l’anarchia di una comunità che pensa solo ad autoriflettersi.
Le trasformazioni della società hanno reso diversa l’intangibilita della famiglia nella sua concezione cristiano – liberale . Finanche pensatori illuministi come Fukuyama tendono a far risalire , giustamente, il cambiamento com l’ingresso  prepotente della donna nel mondo del lavoro. Ma ciò non è certo un problema (semmai le donne rivestono pochi ruoli apicali) giacche è indubbio che ogni grande cultura riconosce alla donna il merito di averla portata avanti questa baracca in disuso del pianeta. Lo si è visto in tutte le organizzazioni sistemiche, in economia, nel socialismo reale dove il lavoro sporco e drammatico era riservato al genere femminile. Il guaio è la frattura tra identità che avrebbero dovuto essere complementari.
E il padre, ancora più che l’uomo, figura come reperto arcaico e quasi inutile.
Un secolo di marxismo residuale ha assorbito teorie certo non conservatrici, come la stessa psicanalisi, che assegnano alla dimensione paterna una sorta di riequilibrio della personalità.
Arrendersi all’avanzata del nichilismo sarebbe sbagliato ma forse hanno ragione le maestrine arcobaleno che si premurano di non disturbare nessuno: non c’è niente da festeggiare. Purtroppo.

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