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Subsidenza nei fondali di Crotone, al via il confronto con l’Eni

Il colosso energetico ha assicurato risorse per estrarre il metano dal mare antistante la città. Al vaglio il monitoraggio delle attività estrattive

Pubblicato il: 21/03/2023 – 20:37
di Gaetano Megna
Subsidenza nei fondali di Crotone, al via il confronto con l’Eni

CROTONE È partito oggi pomeriggio il confronto tra l’Eni e gli enti interessati  per avviare il monitoraggio sul fenomeno della subsidenza. L’iniziativa fa parte del pacchetto di attività, che ha già avuto un risultato positivo: la convenzione sottoscritta tra il colosso energetico e il Comune di Crotone, che ha riconosciuto a quest’ultimo l’assegnazione di 16 milioni e mezzo di euro.
La prima parta della convenzione, quindi, è già operativa e impegna  l’amministrazione comunale pitagorica ad approvare i progetti relativi ad opere pubbliche da inserire nel piano triennale delle attività. L’Eni dal canto suo mette a disposizione i fondi necessari per realizzarli.
Si tratta di un riconoscimento legato all’estrazione del metano nel mare antistante Crotone. La somma totale (16.500.000 euro) va, però, distribuita in più annualità e può, infatti, essere impegnata per un massimo di cinque milioni all’anno.
Per quanto riguarda, invece, “il programma di monitoraggio integrato” sulla subsidenza (quello avviato oggi), l’Eni ha deciso di impegnare ulteriori 4.600.000 euro. Questo programma prevede la collaborazione tra il colosso energetico, la Regione Calabria, la Provincia e il Comune di Crotone e la Direzione dei Musei Calabria.

Il programma di investimenti


Le iniziative che saranno messi in campo, per lo studio della subsidenza, riguardano le seguenti attività: “Livellazione della dorsale Calabra per circa 300 chilometri lineari di costa, a cadenza triennale”; “livellazione di dettaglio dell’area archeologica di Capocolonna a cadenza annuale”; “Misure altimetriche mediante CGPS (Continuous global positioning system) e InSar (interferometria da satellite)”; “misure di microsismicità dell’area del crotonese, mediante una rete di stazioni installate di proprietà Eni”.
Queste metodiche erano state già impiegate in un precedente programma di monitoraggio, realizzato dall’Eni nel 1993, che si era concluso con “una relazione di fine attività” nella quale era stato evidenziato che “i fenomeni geodinamici riscontrati” fossero “correlati alla tettonica gravitativa dell’area” e “non imputabili all’estrazione di idrocarburi”.
La conclusione dell’indagine del 1993 aveva suscitato molte polemiche nella città pitagorica. Sempre nel passato, nel 2003, “è stato avviato un piano di monitoraggio del promontorio di Capocolonna”, finalizzato a valutare nel tempo la stabilità dei resti archeologici presenti sul promontorio.
Questo ultimo piano “è ancora in corso”. Rispetto agli studi avviati nel passato l’accordo, che dovrebbe partire con la nuova convenzione, prevede: “l’installazione di una nuova rete di capisaldi a livello locale, ed avvio delle misurazioni delle quote verticali ed integrazione del livello della dorsale Calabra e livellazione di dettaglio dell’area di Capocolonna”; “Installazione di una stazione CGPS di ultima generazione per un’ottimale calibrazione della rete di livellazione”; “monitoraggio almeno triennale attraverso immagini di remote sensing ad alta risoluzione della evoluzione della falesia di Capocolonna (con focus sull’area antistante il cluster C e il cluster Linda)”; “sostituzioni di due stazioni microsismiche a terra in diversa configurazione rispetto a quelle delle attuali stazioni”.
Sempre a spese dell’Eni sarà dato incarico all’Unical “per la realizzazione di studi ed iniziative di formazione volte a far comprendere il fenomeno geodinamico nella sua interezza per favorire l’individuazione di eventuali misure di salvaguardia che dovessero risultare  necessarie”. La Valutazione dei dati del nuovo monitoraggio, e di tutti i dati raccolti anche fuori dal monitoraggio, sarà effettuata da un Comitato tecnico scientifico, appositamente costituito su indicazione degli enti che partecipano alle attività (Eni, Regione Calabria,  Provincia, Comune e Direzione dei Musei Calabria).
Su questa nomina c’è stato una piccola divergenza di vedute su chi dovesse pagare i componenti del comitato tecnico. L’Eni avrebbe gradito che gli enti indicassero tecnici interni, mentre il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ha chiesto di potere nominare un tecnico esterno di fiducia e di alto livello, a spese dell’Eni. A questo punto la riunione è stata aggiornata, per valutare la richiesta, e le parti torneranno a discutere tra una decina di giorni. (redazione@corrierecal.it)

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