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L’operazione

Assenteismo al poliambulatorio nel Cosentino, nei guai un dipendente

I finanzieri hanno provveduto a sequestrare le somme percepite dal dipendente pubblico. Si sarebbe assentato diverse volte senza giustificazione

Pubblicato il: 29/03/2023 – 11:38
Assenteismo al poliambulatorio nel Cosentino, nei guai un dipendente

CASTROVILLARI Truffa aggravata ai danni dello Stato e di fraudolenta attestazione della presenza in servizio. Con queste accuse le fiamme gialle del comando provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo a carico di un dipendente del poliambulatorio medico nel Cosentino.
In particolare nel corso delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Montegiordano sarebbe emerso che il dipendente pubblico si sarebbe assentato senza alcuna giustificazione e ripetutamente dal posto di lavoro.
I Finanzieri hanno ricostruito – nel corso delle giornate di osservazione – numerosi e circostanziati episodi di assenteismo, di illegittimo ed ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro e di falsa attestazione della presenza in servizio, da parte del pubblico dipendente, per un totale di circa 125 ore di servizio, di fatto mai effettuate.
Stando a quanto sarebbe emerso dalle indagini, l’indagato, infatti, era solito allontanarsi dall’ufficio senza alcuna valida ragione lavorativa per esigenze di carattere personale, come, ad esempio, per recarsi ad un vicino centro commerciale, al proprio istituto di credito o per rientrare deliberatamente nella propria abitazione nel corso dell’orario di servizio, spesso rimanendo alcune ore e, talvolta, emettendo di coprire l’intero turno pomeridiano di rientro.

Il sequestro

All’esito dell’attività investigativa, il gip ha disposto il sequestro delle somme, indebitamente percepite dal pubblico dipendente – principale indagato -, a titolo di retribuzione, per le prestazioni lavorative non effettivamente svolte, mentre altri sei soggetti, a vario titolo protagonisti delle condotte sopra descritte, risultano allo stato indagati a piede libero. I delitti contestati sono quelli di “truffa aggravata ai danni dello Stato” e di “fraudolenta attestazione della presenza in servizio”, reato che comporta, tra l’altro, il licenziamento per giusta causa per i responsabili delle condotte assenteistiche.

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