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l’iniziativa

L’incontro tra arte e legalità. Gratteri: «Arroganza e cupidigia ci hanno fatto tornare indietro di 50 anni»

Al Museo di Pitagora a Crotone un evento che celebra lo spessore artistico di Affidato e l’impegno quotidiano nel contrasto alla ‘ndrangheta

Pubblicato il: 24/05/2023 – 22:26
di Gaetano Megna
L’incontro tra arte e legalità. Gratteri: «Arroganza e cupidigia ci hanno fatto tornare indietro di 50 anni»

CROTONE Una serata tra arte e impegno antimafia, tra lo spessore artistico di Antonio Affidato e la profondità delle analisi contenute nel nuovo libro – “Fuori dai confini” – scritto dal procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri e dallo scrittore Antonio Nicaso. Sono stati questi gli elementi che hanno caratterizzato  l’iniziativa  “Cultura e legalità nell’arte” che si è tenuta a Crotone presso il Museo di Pitagora a Parco Pignera. Ai microfoni, dopo un breve saluto di Santo Vazzano, presidente Jobel e del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, si sono susseguiti gli interventi di Gratteri, Affidato, il giornalista e scrittore Pino Aprile, il soprintendente Abap per le province di Catanzaro e Crotone, Stefania Argenti, il direttore del museo archeologico nazionale di Crotone, Gregorio Aversa, l’archeologo Daniele Castrizio e Roberto De Candia. Il dibattito è stato coordinato da Maria Teresa Ripolo, docente di filosofia. Prima di iniziare a parlare Gratteri ha risposto ad alcune domande dei giornalisti, ovviamente riguardanti il ruolo delle mafie, che «sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere e bisogna stare attenti per seguire le dinamiche e i flussi di denaro per fare in modo che le organizzazioni possano appropriarsi il meno possibile di territori ed economie». Gratteri non ha voluto, per il momento, dare un giudizio sul nuovo presidente della commissione parlamentare antimafia, Colosimo, «in quanto le valutazioni si devono fare dopo avere visto all’opera le persone».

Gli interventi al convegno

Chiusa questa fase è iniziato il convegno con gli interventi. E’ stato un dibattito molto vivace ed articolato reso piacevole dalle battute che sono state fatte, soprattutto da Gratteri,  mentre interveniva un altro relatore. Le battute sono iniziate quanto Gratteri ha interrotto la coordinatrice, Ripolo, che stava salutando uno per uno le numerose personalità presenti, tra il folto pubblico. «Le do un consiglio – ha chiosato il magistrato – quando deve salutare gli ospiti eviti di dire tutti i nomi per evitare che qualcuno se la possa prendere a male». «Non è la prima volta che me lo dice, avendo presentato altre iniziative dove c’era lei, adesso ne farò tesoro», ha replicato Ripolo. Ovviamente il clima delle battute era quello conviviale e il pubblico ha capito e apprezzato applaudendo.

Nicola Gratteri e Antonio Affidato

C’è stato un altro intervento di Gratteri che ha interrotto chi stava parlando, quando Stefania Argenti, rivolgendosi ad affidato, gli ha detto che le sue opere sarebbero rimaste per sempre nel museo. Il procuratore ha invitato il giovane artista crotonese a non cedere. Rivolgendosi alla soprintendente, ha detto: «Può prenderne solo una». «Le voglio tutte – ha replicato la donna – perché voglio fare una dichiarazione di bellezza assoluta, perché quando c’è una cosa bella, deve essere tutelata». Non ci sono state sbavature o battute quando i relatori hanno parlato della grandezza artistica del giovane Affidato. «Nella opere di Affidato – ha detto Gratteri nel suo primo intervento – ci sono secoli di cultura». I calabresi e gli italiani «siamo privilegiati perché abbiamo tanto di quella arte e cultura che basterebbe poco conservarla». L’arte e la bellezza che abbiamo sono dovute al fatto che «nei nostri territori ci sono state civiltà evolute, che hanno insegnato ai barbari come mangiare, come vestirsi e come comportarsi: hanno insegnato l’arte e la bellezza, che è il risultato di affinamento di secoli di cultura». Il nostro riferimento storico è di altissimo livello, ma «negli ultimi 50 anni abbiamo fatto grandi passi indietro». Arroganza, cupidigia e stupidaggine – ha sottolineato Gratteri – ci hanno portato a costruire le villette sulla spiaggia, su terreni demaniali. Il mare si è ripreso il territorio «e c’è chi ha la faccia tosta di farsi intervistare in Tv e ha la pretesa di pretendere di avere ricostruita la villetta con i soldi del contribuente». Non ha fatto nomi, né indicato luoghi, ma si è capito che si riferiva a fatti specifici che si sono consumati in Calabria. Affidato si è detto felice per la grande presenza di pubblico, che ha ringraziato. Ha detto che il tema trattato era a lui molto caro ed era felice che si potesse discutere di cultura «nella città che ama profondamente». Anche Pino Aprile ha voluto trattare il tema della bellezza che, a suo dire, «non può andare d’accordo con la mafia che è una cosa brutta». Aprile ha esaltato la presenza di tanti giovani all’iniziativa, che rappresentano la forza dell’antimafia. Una questione impensabile sino a qualche anno fa. Argenti ha illustrato il suo progetto di coinvolgere i giovani nelle attività di difesa dei beni culturali. Il suo progetto farà un primo passo coinvolgimento i giovani studenti del liceo classico per mettere un vincolo di salvaguardai al loro edificio scolastico, dove è in atto un intervento di riqualificazione. L’esperienza di Crotone sarà utilizzato per altre realtà calabresi. Aversa ha parlato del concetto di “bellezza ed armonia”. Castrizio, riprendendo un aspetto dell’intervento di Aversa, si è detto convinto che «occorre intensificare le pubblicazioni, perché solo in questo modo possono essere rese vane le vendite delle opere d’arte».  La seconda parte è stata dedicata all’analisi del libro “Fuori dai confini”. (La foto in copertina è tratta dalla pagina facebook di Michele Affidato)

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