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Rende, l’affondo dell’opposizione: «Non si voti un Psc illegittimo»

La minoranza all’attacco: «Atto pregiudizievole per l’equilibrio urbanistico della città. Intervenga il prefetto»

Pubblicato il: 25/05/2023 – 17:51
Rende, l’affondo dell’opposizione: «Non si voti un Psc illegittimo»

RENDE «Assistiamo a dir poco attoniti innanzi a quanto continua ad accadere a Rende. Non sono bastate le vicende giudiziarie che ipotizzano infiltrazioni mafiose nell’amministrazione, non basta l’intervenuta condanna in primo grado per corruzione in atti giudiziari del sindaco e la sua sospensione dalla carica fino a fine mandato e non basta neppure il rischio (ormai imminente) che possa venire decretato dal Governo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, a ricondurre a ragione né la maggioranza e neppure l’ennesima reggente succedutasi al Comune in questi mesi, Assessora Marta Petrusewicz che (non eletta dai cittadini) è oggi Sindaca di Rende in nome e per conto di Manna e dei suoi soltanto». Lo affermano, in una nota congiunta, Francesco Beltrano del Partito democratico, Massimiliano De Rose, Enrico Monaco e Michele Morrone di “Rende per Rende”, Sandro Principe di “Federazione Riformista”, Annarita Pulicani “Rende al centro”, Luigi Superbo del “Gruppo misto” e Domenico Talarico di “Attiva Rende”.
«Uno scenario apocalittico sul piano politico amministrativo – sottolineano – che fa il paio con la grave situazione in cui versa la città intera, dal centro al borgo antico alle periferie.
Uno situazione tale che peggio non poteva immaginarsi ma al peggio non c’é fine.
Proprio in questi giorni i rendesi stanno assistendo a dimissioni di consiglieri di maggioranza (che per interessi diretti non possono votare il nuovo piano regolatore generale oggi PSC), allo scopo, fin troppo evidente, di far entrare in consiglio al posto loro consiglieri che sperano di sostituirli e votare il PSC senza battere ciglio.
Abbiamo percezione chiara di spregiudicati tentativi di dissuadere alcuni consiglieri di minoranza dal votare contro al PSC, magari invitandoli all’astensione o peggio a non venire in Consiglio il 30 maggio (adducendo malattie, impegni professionali e viaggi all’estero), il tutto per facilitarne l’approvazione che pare l’unica preoccupazione della maggioranza».
«Cosa accadrà lo sapremo martedì 30 – affermano ancora – e sapremo prima o poi chi e cosa avrà convinto qualche consigliere a cambiare idea sul PSC, a non venire in consiglio o ad astenersi, così di fatto a concorrere alla sua approvazione. Come le bugie anche queste “manovre sotto banco” hanno le gambe corte e capiremo. Pur di riuscire nell’intento di approvare il PSC (che vale diverse migliaia di nuovi appartamenti su Rende) è facile dar credito a chi ipotizza la disponibilità della maggioranza a promettere, quasi a chiunque, posti in Giunta, deleghe importanti e chissà cos’altro. Agli altri consiglieri di minoranza – quelli più saldi nelle proprie posizioni e più coerenti alle obiezioni sempre mosse al PSC – se non arrivano ammiccamenti arrivano consigli: è meglio non mettersi di traverso, che ci si perde di sicuro se non altro in termini elettorali o di sponsor politici».
«Il tutto si sta consumando in una frenetica ricorsa contro il tempo ad opera di un manipolo di consiglieri di maggioranza – sostengono gli esponenti di opposizione – con alla testa l’attuale Sindaca, con l’unico obiettivo di approvare il PSC prima che arrivi, la decisione del Governo e, dunque, prima di sapere se c’è stato o c’è ancora oppure no il rischio di un condizionamento della criminalità nella gestione della cosa pubblica in questi ultimi 5 anni a Rende. Eppure sul PSC l’attuale amministrazione si trastulla da ben nove anni, ma solo oggi diventa l’unica cosa che conta. L’unica priorità di questa maggioranza  è quella di approvarlo e farlo subito e non tra un mese o due, il che potrebbe consentire che la discussione in Consiglio possa avvenire senza ulteriormente avvelenare il clima, allontanando sospetti e timori di condizionamenti che danneggiano ulteriormente Rende».
«A questo si aggiunge – affermano ancora – che si tratta di un PSC illegittimo per diverse ragioni: 1. perché l’incarico all’arch. Francini andava revocato a seguito delle dimissioni di tre docenti universitari che, con la loro presenza, avevano assicurato al gruppo di progettisti il punteggio utile per vincere il bando; 2. perché cementifica in modo sconsiderato le aree destinate a servizi sul lato ovest del viale Principe e nell’area adiacente le piscine comunali, dove saranno realizzati oltre 1400 appartamenti (mentre le aree a servizi verranno spostate lontano dal centro urbano); 3. perché toglie ai poveri per dare ai ricchi». «Per far quadrare i conti – aggiungono – vengono sottratte le potenzialità edificatorie esistenti su aree appartenenti a piccoli proprietari, per incrementare enormemente le possibilità edificatorie su alcune specifiche zone e sulle aree indicate al punto 2 in particolare; 4. perché di fatto il tutto avviene in violazione e/o aggirando le norme sul “consumo di suolo zero” (tale violazione si concretizza anche a seguito di un importante incremento volumetrico su determinate aree); 5. perché nulla il PSC statuisce per l’attuazione dei PAU, provocando un danno enorme ai piccoli proprietari di aree in essi ubicati favorendo l’edificazione in altre zone della città così facendo perdere alle aree ex PAU ogni appetibilità edificatoria, per almeno i prossimi 20 anni. Dell’operazione a vantaggio di pochi e a discapito di tutti gli altri cittadini rendesi, aspettiamo di sapere uno per ciascuno i protagonisti in consiglio comunale e fuori, e crediamo di non essere gli unici interessati a Rende (e non soltanto) a capire quali siano le logiche e quali i retroscena di questa così tanto e frettolosa ostinazione, come pure dei repentini cambiamenti di opinione all’interno del consiglio».
«In considerazione di quanto sopra evidenziato – sostengono – i Consiglieri Comunali che esprimeranno voto favorevole e quelli che in qualunque altro modo (per assenza o astensione) favoriranno in questo contesto l’approvazione di questo PSC, devono sapere di assumere una grande responsabilità politica verso la comunità rendese e giuridica verso le Istituzioni deputate al controllo di legittimità».
«Sul piano politico meraviglia il silenzio su questa scandalosa vicenda del Presidente della Regione – concludono – e dei responsabili delle maggiori forze politiche, in particolare dei senatori Irto e Orsomarso. Infine, un appello accorato rivolgiamo a Sua Eccellenza il Prefetto, al quale chiediamo, con il massimo rispetto istituzionale, di esercitare la Sua alta moral suasion, per evitare il consumarsi di un atto pregiudizievole per l’equilibrio urbanistico della città di Rende, che, peraltro, si intende concretizzare mentre il Sindaco Manna e Assessore all’Urbanistica è sospeso dalla funzioni e la città attende con preoccupazione le decisioni del Ministro dell’Interno».       
 

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