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Bruni: «Sanibook e rilevatori non sono gli strumenti giusti per risolvere i problemi»

La vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale critica le scelte del governatore Roberto Occhiuto

Pubblicato il: 27/05/2023 – 9:32
Bruni: «Sanibook e rilevatori non sono gli strumenti giusti per risolvere i problemi»

REGGIO CALABRIA “Il sistema Sanibook ci era stato presentato come una svolta, in positivo, per la Sanità calabrese. Ma puntualmente, anche stavolta, si è fatto un buco nell’acqua con l’aggravante che il nuovo portale della Regione Calabria grazie al quale i pazienti calabresi possono inviare segnalazioni sulla propria struttura ospedaliera, si è rivelato non sono non utile ma addirittura controproducente”. Lo scrive Amalia Bruni, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Sanità. “Avevamo capito subito – sostiene la Bruni – che questo sistema nasconde molte insidie ma soprattutto criticità perché da strumento a tutela dei cittadini si sta trasformando in una sorta di processo sommario a carico dei sanitari. Anche la selezione da parte della Regione di 80 Rilevatori va in questo senso, qual è il loro compito? Rilevare le malefatte o la scarsa efficienza dei sanitari? Non è il modo giusto per risolvere una situazione complessa e articolata come la Sanità. Cosi, si riesce solo a eludere ancora una volta il vero problema, quello di dotare la Sanità calabrese di ciò che ha bisogno, vale a dire donne e uomini in numero adeguato, mezzi moderni e soprattutto manager competenti e capaci. Sanibook, così come ideato, è percepito come un segnale di sfiducia da parte degli operatori sanitari che vivono condizioni di lavoro molto preoccupanti e penalizzanti vista la pessima gestione delle Asp e delle Az. Ospedaliere. Appare di fatto (a meno che non sia questo il piano) come uno scaricabarile voluto da chi chiaramente non si sta dimostrando all’altezza del ruolo di Commissario per il piano di rientro. Sono trascorsi 18 mesi e nonostante i poteri straordinari, di cui nessun Commissario ha mai goduto, manca ancora un’idea strategica di ricostruzione del Servizio Sanitario Calabrese. Ogni giorno assistiamo ad annunci e proclami ma le emergenze sono sotto gli occhi di tutti i calabresi. Possiamo dire che l’unica decisione tangibile è stato l’arrivo di qualche decina di colleghi cubani che non hanno risolto, e non potevano farlo, nulla mentre tutti i gravissimi problemi strutturali restano intatti. Che cosa succederà in estate quando la popolazione aumenterà notevolmente e quei pochi colleghi oggi in servizio godranno del giusto riposo feriale? Quanto ancora dovranno aspettare i cittadini e tutto il personale per avere finalmente al comando delle Aziende sanitarie e ospedaliere direttori generali nel pieno esercizio delle loro funzioni legislative, quindidotati di capacità decisionale e con i requisiti previsti dalla legge? I cittadini – conclude la Bruni – potrebbero usare al meglio Sanibook lamentandosi nei confronti di chi non riesce a mettere i sanitari nelle condizioni di poter lavorare nel miglior modo possibile. E i risultati sarebbero diversi”.

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