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Potenziamento dei centri per l’impiego, Neri e Schipano (Fp Cgil): «Ritardo preoccupante»

Dal sindacato l’invito all’Assessorato al Lavoro e alla Dirigenza preposta «a convocare un tavolo di confronto costruttivo»

Pubblicato il: 31/05/2023 – 10:32
Potenziamento dei centri per l’impiego, Neri e Schipano (Fp Cgil): «Ritardo preoccupante»

«Un ritardo preoccupante caratterizza il Piano di Potenziamento dei Centri per l’Impiego calabresi. Riteniamo – asseriscono il Coordinatore CPI Alessandra Neri e il Segretario Ferdinando Schipano della FP CGIL Calabria – che l’attenzione che ha accompagnato la pubblicazione dei bandi di concorso, finalizzati al potenziamento dell’organico, e l’espletamento quasi completato degli stessi, debbano essere supportati da un reale investimento, elemento imprescindibile per il rilancio delle politiche attive e la valorizzazione dei CPI; difficile altrimenti il concretizzarsi di un effettivo Piano di Potenziamento». «Agli ormai atavici problemi, di sovente denunciati dalla nostra organizzazione sindacale – continuano – se ne aggiungono di nuovi, dovuti agli spazi insufficienti ai nuovi ingressi». «Denunciamo ancora una volta, – sottolineano – con forte preoccupazione, la situazione drammatica in cui versano i Centri a fronte delle ingenti risorse, milioni e milioni di euro stanziati a livello nazionale sin dal 2019 e incrementati fortemente, da ultimo, dal PNRR. Il Piano di Potenziamento prevede anche sostanziosi investimenti per la formazione degli operatori, non soltanto dei nuovi, anche di quelli già precedentemente in servizio e per i sistemi informativi, ancora in Calabria non aggiornati alla normativa vigente». «Inevitabile – affondano Neri e Schipano – pensando alle risorse, non puntare il nostro riflettore su quelle destinate all’ammodernamento delle infrastrutture, che non si è assolutamente attuato. Molteplici le sedi chiuse per inagibilità e per carenza di personale. Al valore della capillarità dei servizi al cittadino la Regione Calabria non presta interesse. Soltanto Vibo è stata riaperta dopo anni di chiusura e dopo molteplici solleciti e interventi da parte della FP CGIL. Altre sedi restano chiuse. In altri territori sussiste il disagio di non avere una sede idonea. Sedi di emergenza, provvisorie, diventate in realtà definitive, come nel caso del Centro per l’Impiego di Cosenza, allocato da anni ormai in uno stabile non adeguato a contenere il personale. I dipendenti si alternano in presenza e alle scrivanie per erogare un servizio pubblico, con compiti sempre maggiori. O ancora il CPI di Catanzaro in attesa di essere trasferito nella nuova sede individuata dal comune, in una zona disagevole, che non risponde ai bisogni dei lavoratori né dell’utenza, così come il CPI di Reggio Calabria a fine 2021 assegnato in un edificio provvisorio periferico divenuto definitivo, che si vocifera verrà diviso su due sedi in vista delle nuove assunzioni. Una scelta simile con trattative iniziate addirittura nel 2019 denota una evidente incapacità gestionale che arrecherà ulteriori nuovi disagi all’utenza». «Obiettivi sempre crescenti – dicevamo – in capo al personale, basti pensare alla gran mole di lavoro scaturita dal Programma GOL. Una corsa ai numeri, quella richiesta dalla dirigenza, che vede i lavoratori in affanno, impegnati senza sosta, senza, altresì, la possibilità di disporre di uno spazio adeguato spesso in due in una sola postazione informatica in attesa di occupare una scrivania in assenza del collega, come avviene a Paola o a Reggio Calabria. Una carenza di personale generalizzata in tutti i CPI, che pesa ovunque e in alcune sedi più di altre, come ad esempio a Locri o nella sede locale di Caulonia». Una realtà, dunque, difficile quella dei Centri per l’Impiego: risorse non utilizzate, spazi insufficienti in alcuni territori, carenza di personale, mancato riammodernamento e non incremento della strumentazione informatica e dei sistemi informativi, pc e software obsoleti che non consentono finanche in alcune sedi l’utilizzo della nuova piattaforma “Orienta”, zero formazione in materia lavoro e per i nuovi assunti solo affiancamento. «Auspichiamo – continuano – un cambio di passo per sfruttare al meglio il potenziale di questi uffici pubblici, dotati di personale all’altezza dei servizi richiesti, ma penalizzati dall’essere servizi periferici non ancora evidentemente considerati regionali a tutti gli effetti, nonostante ormai siano passati ben 5 anni dal loro trasferimento in capo alla Regione Calabria dalle Provincie». «Reiteriamo, – chiosa la FP CGIL – ancora una volta, l’invito all’Assessorato al Lavoro e alla Dirigenza preposta a convocare un tavolo di confronto costruttivo per dipanare le tante irrisolte di questi uffici, convinti che un servizio pubblico di qualità scaturisce anche dal benessere e dalla valorizzazione del personale».

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