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la festa

L’Arma dei carabinieri compie 209 anni, a Catanzaro cerimonia con autorità militari e civili – FOTO

Il generale Salsano ricorda l’importanza di cooperare. A Crotone discorso sentito del Comandate provinciale Giovinazzo

Pubblicato il: 05/06/2023 – 19:29
L’Arma dei carabinieri compie 209 anni, a Catanzaro cerimonia con autorità militari e civili – FOTO

CATANZARO L’Arma dei Carabinieri, festeggia 209 anni di storia celebrando chi ha dato la vita indossando la divisa e ricordando l’impegno di tutti i carabinieri impiegati quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini. È forte il legame che unisce l’Arma ai cittadini, grazie anche alla sua capillare presenza sul territorio.
Le celebrazioni sono iniziate già nella mattinata con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, presente all’interno della Caserma “Triggiani” nel centro storico di Catanzaro. Nella serata, invece, nel Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro, il Capitano Marco Colì, Comandante dello schieramento in armi composto dalla Bandiera di Guerra scortata da un gruppo di Carabinieri del 14° Battaglione “Calabria”, da un plotone di Carabinieri in Grande Uniforme Storica, un altro di Comandanti di Stazione, un terzo plotone composto da Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e, infine, un plotone misto costituito da Carabinieri Forestali, da militari dell’8° Nucleo Elicotteri, del 14° Battaglione “Calabria” e delle unità cinofile di Vibo Valentia, ha reso gli onori militari al Comandante della Legione “Calabria”, Generale di Divisione Pietro Salsano, che ha passato in rassegna i reparti schierati. A seguire, si è data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma. Il Generale Salsano si è poi rivolto a tutti i suoi Carabinieri e agli ospiti presenti, salutandoli calorosamente e rivolgendo anche un pensiero ai colleghi dell’Arma che, assieme a tutte le altre Istituzioni, stanno lavorando incessantemente per aiutare e sostenere le popolazioni dell’Emilia Romagna colpite da una terribile alluvione. Il Generale Salsano ha poi sottolineato come l’Arma dei Carabinieri, grazie alla sua capillarità sul territorio che assieme alla militarità costituiscono gli elementi fondamentali senza sui perderebbe l’identità istituzionale, permetta di prendere coscienza di un’inquietudine sociale di fondo che è trasversale e viene percepita anche negli angoli più lontani del Paese e della Calabria. È questo il motivo che spinge i Carabinieri ad affiancare all’attività di prevenzione e repressione anche un impegno quotidiano dedicato all’ascolto e a recepire i problemi e le ansie della gente.
Il generale Salsano ha anche posto l’attenzione sull’importanza di avere incrementato le interazioni con le altre Istituzioni, con Associazioni e Enti, con l’Ufficio Scolastico Regionale e con le Università in particolare con l’Università Mediterranea e con la Unical, per sviluppare il concetto di squadra nella certezza che nessun attore, da solo, può vincere la guerra contro la subcultura e il malaffare, né tantomeno contro la ‘ndrangheta che può essere affrontata molto più efficacemente sotto il profilo culturale e investendo sull’educazione civica, percorso che l’Arma assieme anche alle diocesi sta affrontando per aumentare nei giovani la conoscenza dei valori più importanti sviluppandone il senso civico.
Nel corso della cerimonia, le massime Autorità presenti, accompagnate dal Generale Salsano, hanno premiato alcuni Carabinieri distintosi in servizio e, tra questi, è stata concessa una Medaglia di Bronzo al Merito Civile al Brig. Francesco Berardino Miraglia, perché nel gennaio del 2015 a Nocera Terinese (CZ), dopo essere scesi lungo un impervio dirupo, hanno salvato un uomo che era rimasto incastrato nella propria autovettura precipitata lungo la scarpata del fiume Torbido, rimasta in bilico tra la fitta vegetazione rischiando di precipitare da un momento all’altro.
Concessa la Medaglia di Bronzo al Merito Civile al Brig. Ca. Q.S. Regnate Mario Cavallo e all’ App. Sc. (ora in congedo) Carmine ACRI, perché nell’ aprile del 2015 a Corigliano Calabro (CS), durante il servizio, senza esitare, interveniva sul luogo di un incendio all’interno di un edificio, traendo in salvo otto persone rimaste bloccate a causa del fumo e delle fiamme che avevano invaso le scale.
Al Mar. Ca. Michele Fiorentino e all’App. Sc. Alberto Pascarelli è stato consegnato un encomio semplice del Comandante Interregionale “Culqualber”, i quali nell’ambito dell’operazione “Transilvania” da aprile 2018 a maggio 2022 nella provincia di Reggio Calabria e nel territorio nazionale ed estero, hanno evidenziato spiccata professionalità ed elevato intuito investigativo, che consentiva di disvelare l’operatività di un’organizzazione criminale transnazionale dedita all’adescamento e alla circonvenzione di persone anziane e vulnerabili, indotte, mediante collaudate tecniche di raggiro, a elargire cospicue e continue somme di denaro in favore del sodalizio. L’operazione si concluse con l’esecuzione di 16 misure cautelari restrittive e la cattura di 7 latitanti in ambito Schengen.
Un Encomio semplice del Comandante della Legione “Calabria” è stato consegnato al Magg. Ferdinando Angeletti, al Luogotenente C.S. Marcello Leone, al Luogotenente Angelo RAFFAELE, al Mar. Ord. Salvatore ALESSIO, al Brig. Girolamo RAGONA, al V. Brig. Luca MARIANO e all’App. Sc. Marco MOLINARO, i quali nell’ambito dell’operazione “Drug Family” da gennaio 2020 a ottobre 2021 nelle province di Catanzaro e Reggio Calabria, hanno evidenziato esemplare abnegazione ed elevato intuito investigativo, nello sviluppo di un’articolata indagine nei confronti di un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti nell’area sud del capoluogo. L’operazione si concluse con l’esecuzione di 31 misure cautelari ed il deferimento in stato di libertà di 26 indagati.
Al Luogotenente C.S. Emiliano SPERANTI, al Maresciallo Maggiore Francesco PIEDIMONTE, al Brigadiere Angelo MAZZACANE, ai V. Brig. Pasquale FALCO e Salvatore IPPOLITO è stato consegnato un encomio semplice del Comandante della Legione “Calabria”, poiché nell’ambito dell’operazione “Orso” da dicembre 2016 a febbraio 2021 nelle province di Crotone e Catanzaro, hanno evidenziato elevato spirito di servizio e non comune acume investigativo, nel condurre una complessa indagine volta a disarticolare un agguerrito gruppo criminale di ‘ndrangheta dedito al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed alla ricettazione. L’operazione si concluse con l’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari restrittive nei confronti di 13 soggetti riscuotendo il plauso dell’intera cittadinanza.
Un Encomio semplice del Comandante della Legione “Calabria” è stato consegnato al V. Brig. Alfredo Nicola RAGOSTA e al Car. Francesco LUCIA, a Ricadi (VV) e a Vibo Valentia dal 16 febbraio al 7 aprile 2022, i quali evidenziando elevata professionalità e spiccato intuito investigativo, sviluppavano speditiva ed efficace indagine, avviata a seguito di un tentato omicidio per diatribe familiari e perpetrato mediante l’uso di arma da fuoco, che si concludeva con l’arresto dei due responsabili.
Un Encomio semplice del Comandante della Legione “Calabria” è stato consegnato al Luogotenente. C.S. Giacomo MAZZA, al Mar. Ca. Luca LOPRIENO, al Brig. Ca. Battista SPADAFORA e all’App. Sc. Guido CRITELLI, i quali nell’ambito di attività da novembre 2018 a marzo 2021, hanno evidenziando elevata professionalità, non comune senso del dovere e spiccato acume investigativo, sviluppavano una complessa indagine nei confronti di appartenenti ad agguerrite consorterie di ‘ndrangheta, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, nonché dei reati di usura, estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, tutti aggravati dal metodo mafioso. L’operazione, conclusasi con l’esecuzione di 13 misure cautelari restrittive ed il sequestro preventivo e per equivalente di beni per un valore complessivo di € 260.000.
La cerimonia è terminata, quindi, con la resa degli Onori militari alla Bandiera di Guerra del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria” a cui sono seguiti gli Onori tributati al Comandante della Legione che, dopo aver salutato i reparti schierati e le Autorità, ha lasciato il luogo della cerimonia.
Inizialmente la celebrazione sarebbe dovuta proseguire nell’incantevole cornice del Teatro Politeama di Catanzaro, con un concerto dell’Orchestra Sinfonica della Calabria diretta dal Maestro Alberto Veronesi, poi annullata a seguito dei tragici eventi alluvionali che hanno interessato i territori dell’Emilia Romagna e del centro Italia, in segno di vicinanza alle famiglie delle vittime, di solidarietà alle comunità colpite e di gratitudine ai tanti Carabinieri impegnati nelle operazioni di soccorso.
Una tragedia che accade a pochi mesi da quella che ha sconvolto la Calabria il 26 febbraio, quando una barca di migranti è naufragata in prossimità della costa di Cutro. Allora, proprio due Carabinieri, arrivati per primi, salvarono tante vite. Ancora una volta, la forza dell’Arma è stata la capillarità sul territorio delle Stazioni, presenti anche nei luoghi più isolati. Con questo spirito, i Carabinieri si occupano dei reati che toccano di più la gente comune, del contrasto alla criminalità organizzata, della tutela dell’ambiente, della salute e del patrimonio culturale. È questa la strategia adottata dal Generale Salsano, il quale fin dal suo arrivo in Calabria ha affermato la necessità di una costante sinergia tra tutte le articolazioni dell’Arma e le Istituzioni responsabili della tenuta sociale per creare una squadra capace di contrastare la pervicacia della criminalità. Il successo di tale approccio è provato dalle operazioni di polizia giudiziaria, condotte contro la ‘ndrangheta dall’Arma con il coordinamento delle Procure calabresi, che hanno portato all’arresto di centinaia di affiliati, nonché alla cattura dei più importanti latitanti. Ricordiamo le operazioni “Deep” con cui si sono controllati quasi 700 km di costa, ben 192 siti di depurazione, autolavaggi, cementifici e lavanderie industriali, denunciando più di 80 persone con un milione di euro di sanzioni amministrative elevate. La sinergia con la Regione Calabria ha portato alla stipula di un protocollo antincendio, che ha reso possibile l’arresto di piromani colti in flagranza e la riduzione del 79% delle aree boscate incendiate. Le iniziative intraprese con l’ufficio scolastico regionale e con le diocesi per contrastare l’uso di droga tra i giovani e diffondere la cultura della legalità, che hanno visto i Carabinieri incontrare gli studenti a scuola e questi ultimi visitare le caserme. Senza tralasciare gli incontri nelle parrocchie per spiegare agli anziani come difendersi dalle truffe. I Carabinieri sono andati nelle piazze e nei centri commerciali per parlare di violenza di genere e invitare le vittime a denunciare. Tra le iniziative anche una campagna di sensibilizzazione sugli effetti devastanti della ludopatia. Tutte azioni condotte insieme alla gente e per la gente che hanno portato anche ai protocolli con CONFAPI per contrastare l’infiltrazione della criminalità nell’imprenditoria e con l’UNICAL per la cura del mare chiamato “Educare per Amare”. L’impegno dei Carabinieri in Calabria è stato riconosciuto anche dalle Autorità nazionali. A dicembre, a poche settimane dal suo insediamento, il Ministro della Difesa, che ha scelto i Carabinieri in Calabria come sua prima visita istituzionale ai reparti militari, ha elogiato l’operato della Benemerita calabrese affermando in un’intervista “…dai Carabinieri e da quello che fanno in Calabria c’è da imparare…”. A Cutro, al termine del Consiglio dei Ministri, il Presidente ha stretto la mano ai Carabinieri per ringraziarli per l’impegno nelle operazioni di soccorso. Da più di due secoli, attraversando le varie forme di governo che ha avuto l’Italia ancor prima della sua unità, i Carabinieri lavorano in prima linea tra la gente per garantire serenità alla popolazione.

COSENZA Questa mattina, a Cosenza, presso al Caserma “Paolo Grippo”, storica sede dell’Arma Bruzia, è stato celebrato il 209° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, ricorrenza che si celebra in tutta Italia e fissata il 5 giugno di ogni anno a perenne ricordo del conferimento della prima Medaglia d’oro al valor militare – avvenuto il 05 giugno 1920 – per il contributo fornito dall’Arma all’Italia durante la Prima Guerra Mondiale. La cerimonia è avvenuta al cospetto delle più alte autorità militari e civili cittadine e dei rappresentanti di tutte le associazioni militari e combattentistiche d’arma. Presenti, tra le autorità civili Sua Eccellenza il Prefetto Vittoria Ciaramella, il Procuratore della Repubblica di Cosenza, Mario Spagnuolo, il Procuratore della Repubblica di Paola, Ernesto Sassano, Antonino Iannotta, Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Giancarlo Lamensa in rappresentanza della presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, il sindaco della Città di Cosenza, Franz Caruso ed il Questore Michele Maria Spina. Tra le autorità militari il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza con la presenza del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco. È stato rivolto, inoltre, un deferente pensiero alle autorità religiose diocesane ed in particolare agli Arcivescovi di Cosenza-Bisignano, di San Marco Argentano, di Rossano-Cariati, di Cassano all’Ionio l’Arcivescovo di San Marco Argentano ed all’Eparca di Lungro. La cerimonia, presieduta dal Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Cosenza, Colonnello Agatino Saverio Spoto, ha preso il via alle 10.30 con lo schieramento di una formazione in armi, composta da un’aliquota di Carabinieri in Grande Uniforme Speciale e, in particolare, tre blocchi composti da una rappresentanza dei Comandanti di Stazione della linea Territoriale, dei Comandanti di Stazione del comparto Forestale, nonché un’aliquota di Carabinieri sciatori, artificieri, motociclisti ed effettivi al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale.

A seguire, sulle note della “Marcia del Piave” e del “Silenzio d’Ordinanza”, il Comandante Provinciale dei Carabinieri unitamente al Prefetto di Cosenza, Vittoria Ciaramella ed ai Presidenti dell’Anc di Cosenza e dell’Anfor, ha officiato il toccante momento della deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti, a cui è conseguita la lettura solenne del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi. Al termine, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cosenza ha voluto rivolgere a tutti i Carabinieri in servizio, alle Autorità ed ai numerosi cittadini presenti, il proprio personale ringraziamento per le attestazioni di vicinanza all’Arma, richiamando l’indissolubile unione tra le comunità locali ed i presidi territoriali della Benemerita testimoniato, una volta ancora, dal concorso nelle operazioni di soccorso in occasione dei tragici eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia Romagna. Il Colonnello Spoto ha quindi tracciato un sintetico bilancio delle attività istituzionali svolte nell’ultimo anno. Sono stati evidenziati i successi sul fronte della lotta alla criminalità, nonché il prezioso e quotidiano rapporto con le autorità giudiziarie distrettuali ed ordinarie, con le quali si è saldato un rapporto di univocità e condivisione finalizzato al raggiungimento di obiettivi programmatici di contrasto al crimine organizzato e comune. Al di là dei significativi dati statistici riepilogati in chiave preventiva e repressiva, che affermano il pieno e costante impegno dei Carabinieri cosentini e la piena sinergia tra tutte le componenti territoriali e specialistiche, il Colonnello Spoto ha voluto sottolineare la rinnovata capacità dell’Arma dei Carabinieri di percepire ed analizzare le continue evoluzioni della delinquenza, adeguando il proprio modello ordinativo con flessibilità e duttilità, ponendo a caposaldo della struttura ordinativa la Stazione Carabinieri, sensore di prossimità e sensore incisivo nella comprensione dei mutevoli fenomeni sociali. Il Comandante Provinciale ha inteso sottolineare, inoltre, il significativo contributo offerto dalle componenti provinciali e regionali dell’Arma Specialistica (Nas, Nil, Noe, Carabinieri Forestali, Tpc) a tutela della salute, della tipicità e genuinità dei prodotti alimentari, del lavoro, della biodiversità e dell’intero patrimonio boschivo e naturale. Nell’anno in corso, ha proseguito il Colonnello Spoto, l’Arma è stata impegnata nella sua globalità a rendere al cittadino una preziosa funzione sociale a vantaggio delle fasce più deboli della popolazione in piena sinergia e coinvolgimento con tutte le componenti della società, famiglie, Scuola, Chiesa ed Enti Pubblici e Sociali. L’azione dell’Arma è stata particolarmente attenta alle fasce della popolazione più fragili ed esposte alla criminalità, anziani e ragazzi, aiutando i primi, con il supporto delle Diocesi e delle Parrocchie del territorio, a riconoscere le molteplici truffe realizzate a loro danno ed organizzando, in sinergia con gli istituti scolastici di tutti i livelli d’istruzione, mirati incontri con gli studenti finalizzati ad approfondire le molteplici tematiche connesse con il rispetto della legalità, avvicinare i giovani alle Istituzioni e diffondere principi ed ideali di libertà, uguaglianza e giustizia. Oggi erano presenti le rappresentanze, festose e colorate, degli alunni delle Scuole Primarie “Stancati” di Rende e “Aquilone” di Cosenza, cui il Comandante Provinciale ha rivolto il suo saluto, affermando che ogni Carabiniere sarà sempre al loro fianco per garantire la giusta sicurezza nel godimento dei diritti ed ogni contributo alla formazione di cittadini sempre più consapevoli dei propri doveri. Infine, prima degli onori finali, il Comandante Provinciale e le più alte cariche Istituzionali presenti, hanno conferito ai militari distintisi in alcune delle tante attività di Polizia Giudiziaria e nelle meritorie azioni di soccorso alla popolazione, le tradizionali ricompense, quale giusto riconoscimento per lo straordinario impegno, la dedizione ed il personale sacrificio evidenziati da alcuni militari in delicate e pericolose circostanze. Al termine della cerimonia, gli ospiti hanno potuto visitare una mostra, allestita nei locali della Caserma Grippo dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) di Cosenza, ove sono stati presentati alcuni tra i più importanti reperti archeologici illecitamente trafugati e recuperati. I bambini delle scuole, invece, hanno visitato alcuni stand organizzati dai Carabinieri Forestali all’esterno del plesso militare, ove sono state fornite informazioni relative alla tutela del patrimonio naturale italiano e della biodiversità. 

Occhiuto: «Buon compleanno all’Arma, grazie a Salsano per il suo lavoro in Calabria»

«Buon compleanno all’Arma dei Carabinieri, che oggi compie 209 anni dalla sua fondazione». Così il presidente della Regio Calabria Roberto Occhiuto. «Immensa gratitudine – afferma il governatore – alle donne e agli uomini che quotidianamente lavorano in prima linea, con grande dedizione e professionalità, per la nostra sicurezza e per la legalità. Un grazie particolare al comandante della Legione Carabinieri Calabria, Pietro Salsano, con il quale in questo anno e mezzo ho instaurato un proficuo rapporto di sinergia istituzionale utile a conseguire importanti risultati per il bene del nostro territorio, e al comandante del Comando Interregionale Carabinieri “Culqualber” e vicecomandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Riccardo Galletta, per l’ottimo coordinamento tra gli uomini in divisa di Calabria e Sicilia».

Mancuso: «Un pensiero ai carabinieri caduti nell’adempimento del dovere»

«La Festa dell’Arma dei carabinieri è un appuntamento importante per le nostre comunità. Rivolgo – a nome del Consiglio regionale della Calabria – alle donne e agli uomini dell’Arma dei Carabinieri i sentimenti di riconoscenza e sincero apprezzamento per il prezioso lavoro che quotidianamente svolgono per la sicurezza e la libertà dei cittadini. Un pensiero particolare va a tutti i carabinieri caduti nell’adempimento del dovere, a quelli feriti nell’esercizio della loro attività e a tutti i loro familiari». Così il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso.

Alcuni dati dell’impegno profuso in questi mesi dall’Arma dei carabinieri

Un impegno di assoluto spessore, rappresentato dall’aver perseguito oltre 13.600 fatti reato, pari a circa l’88% dei reati commessi su tutto il territorio provinciale, attraverso un dispositivo operativo, capillarmente diffuso sul territorio, che costituisce la vera essenza dell’azione dell’Arma. Un modello operativo in cui il principale presidio territoriale, la Stazione – soprattutto in quei Comuni ove l’Arma è l’unica Forza di Polizia operante – assume primaria importanza, venendo unanimemente considerato sensore di prossimità e strumento incisivo per tutte le Autorità e le Istituzioni dello Stato. Un modello operativo composto da Donne e Uomini animati da altissimo senso del dovere e spirito di sacrificio, profondamente consapevoli del proprio compito. Militari di elevata professionalità, la cui quotidiana attività di servizio ha consentito di deferire all’Autorità Giudiziaria oltre 5.100 persone, 711 delle quali in stato di arresto. I dati appena enunciati, esaminati in sistema con quelli della delittuosità di questa provincia, che mostrano una flessione del 9% dei reati complessivi commessi rispetto ai 12 mesi precedenti, testimoniano visibilmente l’efficacia del dispositivo di controllo del territorio. In tale quadro, l’azione dei reparti dell’Arma nell’attività di prevenzione, attraverso gli assetti delle Stazioni e dei Nuclei Radiomobili di Compagnia, è stata fortemente incisiva. Lo testimoniano gli oltre 52.500 servizi di pattuglia e perlustrazione espressi sul territorio provinciale, nel corso dei quali sono state identificate quasi 187.000 persone e sottoposti a controllo circa 142.000 mezzi. Significativi anche i dati relativi al concorso dell’Arma nei servizi di ordine pubblico predisposti in occasione di manifestazioni sportive, eventi culturali e sociali, che attestano un impegno, negli ultimi 12 mesi, pari a oltre 10.200 unità in 5.055 servizi di ordine pubblico, metà dei quali svolti al di fuori del capoluogo. Sul piano della prevenzione, si evidenzia, inoltre, l’importante contributo offerto dai militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, del Nucleo Antisofisticazione e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cosenza che, grazie alla loro qualificata e specialistica formazione, costituiscono, in autonomia e al fianco della linea territoriale, un importante strumento per la tutela della salute, della tipicità e genuinità dei prodotti alimentari, delle eccezionali testimonianze d’arte e dell’immensa bellezza del paesaggio naturale, nonché della regolare applicazione delle normative in materia giusvaloristica. E a proposito di assetti di specialità dell’Arma e di tutela dell’ambiente, non si può non citare la componente Forestale. Nel periodo di riferimento, i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza, i reparti Parco della Sila e del Pollino e il Reparto per la Tutela della Biodiversità in località Cupone, hanno eseguito complessivamente ben 16.200 controlli e ispezioni, accertando 758 illeciti in materia ambientale, elevato sanzioni in via amministrativa nei confronti di 355 soggetti e denunciato all’Autorità Giudiziaria 750 persone per violazioni di aree protette e del patrimonio naturale. Non è stata trascurata, ovviamente, l’azione di contrasto alle forme più complesse di criminalità, che ha visto impegnate le strutture investigative del Comando Provinciale e delle Compagnie dipendenti, sotto la direzione e il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro e delle competenti Procure Ordinarie, in articolate e importanti attività investigative che hanno consentito di fornire una incisiva risposta dello Stato alle consorterie criminali più agguerrite del territorio. Nel complesso, negli ultimi 12 mesi, i militari del Comando Provinciale di Cosenza hanno eseguito plurimi provvedimenti cautelari nei confronti di oltre 100 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di reati che vanno dall’Associazione di tipo mafioso, all’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, omicidi dolosi, tentati omicidi, estorsioni, danneggiamenti a seguito di incendio, detenzione illegale di armi ed esplosivi, detenzione di armi clandestine, molti dei quali aggravati dal metodo mafioso. Nell’ambito di tali attività d’indagine, inoltre, sono stati individuati preziosi elementi che hanno permesso di fare luce su alcuni efferati eventi omicidiari che avevano provocato notevole turbamento nell’opinione pubblica, assicurando alla giustizia i loro presunti responsabili. Si citano, tra le tante, l’operazione “Reset”, eseguita in sinergia con la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, che ha consentito di individuare per la prima volta nelle aree urbane della Città una confederazione di clan, e l’ultima in ordine di esecuzione, l’operazione “Affari di Famiglia”, che ha fatto emergere cointeressenze tra alcune cosche della fascia tirrenica e le ‘ndrine confederate operanti su Cosenza e Rende. Infine, a testimonianza della caparbietà e della memoria che i Carabinieri conservano nei confronti degli autori di efferati delitti sottrattisi alla giustizia, non si può non ricordare il rintraccio e la cattura del latitante Edgardo Greco, tratto in arresto a Sant’Etienne lo scorso 2 febbraio dai militari del Nucleo Investigativo, dopo 15 anni di latitanza, condannato in via definitiva alla pena dell’ergastolo per il reato di omicidio doloso aggravato, in concorso. Intensa anche la lotta allo spaccio di stupefacenti che ha portato all’arresto di ­­­88 persone, alla denuncia in stato di libertà di ulteriori 101 e al sequestro di circa 1.300 kg di stupefacente di varia tipologia. È un impegno di assoluto spessore, quello appena enunciato, che ci stimola a proseguire con sempre maggior vigore nello svolgimento delle nostre attività istituzionali. Tuttavia, tali risultati, sicuramente apprezzabili, richiedono un ulteriore sforzo. Il contrasto dell’illegalità, infatti, potrà essere pienamente efficace solo con il convinto coinvolgimento di tutte le componenti della società e, in primo luogo, delle famiglie, della Scuola, della Chiesa, degli Enti Pubblici e Sociali, a cui spetta il compito di fornire ai cittadini e, in particolare, ai giovani i mezzi culturali per apprezzare il valore delle norme, riconoscendole essenziali strumenti regolatori dei comportamenti umani. A questa fondamentale funzione l’Arma non si è sottratta, svolgendo centinaia di conferenze nelle scuole di ogni ordine e grado per trattare con gli studenti le diverse tematiche connesse con il rispetto della legalità. Al riguardo, si ringraziano la Dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale, gli Istituti di formazione e gli insegnanti che si sono prodigati in programmi per sviluppare e rafforzare la cultura della legalità, con il preciso scopo di avvicinare i giovani alle Istituzioni, allargando il perimetro delle aule e favorendo, nelle nuove generazioni, la crescita di principi e ideali di libertà, uguaglianza e giustizia. Importantissima anche la collaborazione con i Comuni, le Diocesi e le parrocchie di tutta la provincia, che ha permesso la capillare organizzazione di incontri dedicati agli anziani sul tema della prevenzione alle truffe, realizzando così quel modello di polizia di prossimità, da sempre cifra distintiva dei Carabinieri.

Il discorso del Comandante provinciale dei carabinieri di Crotone

Così come in tutta la Calabria, anche a Crotone si è svolta la cerimonia per i 209 anni dell’Arma. Questo il disocrso del Comandate Provinciale dei carabinieri Raffaele Giovinazzo. «Gentili Autorità, cortesi ospiti, è con sincera riconoscenza che vi porgo un caloroso benvenuto alla celebrazione dell’Anniversario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, 209 anni vissuti sempre tra la gente e per la gente, al servizio del Paese. Desidero innanzitutto salutare ed esprimere la mia sentita gratitudine a Sua Eccellenza il Prefetto di Crotone, che con la sua autorevole presenza testimonia, ancora una volta, i sentimenti di considerazione e di vicinanza riservati all’Arma dei Carabinieri. Accolgo affettuosamente l’Arcivescovo di Santa Severina – Crotone, verso cui nutro una profonda affezione per l’impegno pastorale offerto, in tante occasioni, ai militari dell’Arma. Un sentito grazie al Presidente della Provincia ed a tutti i Sindaci che, con la loro partecipazione, hanno voluto simbolicamente sottolineare il forte legame che da sempre unisce i Carabinieri alle comunità locali. Un deferente omaggio al Presidente del Tribunale, al Procuratore della Repubblica di Crotone ed a tutti i rappresentanti della Magistratura inquirente e giudicante, ai quali mi accomuna la ferma volontà di ricercare ed affermare sempre la verità e la giustizia, a tutela soprattutto dei più deboli. Un caloroso saluto al Questore, ai Comandanti Provinciali della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, ed a tutti i responsabili delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, con cui condividiamo il quotidiano impegno a difesa della collettività e del bene comune. Un affettuoso benvenuto alle Associazioni combattentistiche e d’Arma ed agli amici dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che simboleggiano l’irrinunciabile elemento di congiunzione tra il passato ed il presente, tra il valore, il rispetto delle tradizioni e la naturale vocazione alla crescita ed al progresso. È proprio questa la vera forza della nostra Istituzione: saper coniugare l’innovazione alla tradizione con lo sguardo sempre proiettato al futuro. A tutti i Carabinieri dell’Organizzazione Territoriale, Forestale e delle altre specialità rinnovo – con l’orgoglio di essere uno di loro – il mio ringraziamento e la mia stima. Così come, con pari affetto, voglio rivolgere un caloroso pensiero a tutti i familiari dei militari dell’Arma, per la silenziosa ma concreta condivisione dei nostri quotidiani sacrifici.Ed infine, ma sempre in cima ai nostri pensieri, un deferente ricordo per tutti i nostri caduti che con fedele ed encomiabile spirito di servizio hanno onorato la nostra divisa, fino all’estremo sacrificio della vita. Permettetemi, al riguardo, di ricordare con sommessa e profonda commozione la figura del compianto Colonnello Gabriele Mambor, collega che questa provincia rimpiange per le sue indimenticate doti umane e professionali, sempre al servizio dei cittadini e difensore dei più deboli. Oggi, tutti insieme, nella splendida cornice di Piazza Duomo, vogliamo celebrare i 209 anni dell’Arma dei Carabinieri, una storia non certo poggiata su miti e leggende, ma fatta di tanti silenziosi sacrifici, scritta da tanti Carabinieri che, senza alcun calcolo, con generosità, hanno donato anche la loro vita, senza mai chiedere nulla. Un impegno, quello dei Carabinieri, che non vuole infatti essere vuota retorica delle parole, come troppo spesso avviene, ma che si sostanzia nella concretezza delle azioni poste in essere ogni giorno per intercettare sul nascere disagi e bisogni, per rendere possibile il libero esercizio dei diritti da parte di tutti i cittadini, specie di coloro che versano in una condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità. E la tutela della legalità nella logica dell’Arma si realizza innanzitutto attraverso un’attiva e concreta presenza in chiava preventiva in ogni centro urbano, in ogni remoto angolo della nostra provincia. La prevenzione è un’attività silente, difficilmente misurabile, non osservabile nella sua piena dimensione: un’azione certosina che quasi sempre non affiora all’onore delle cronache, ma i cui effetti si riverberano immediatamente sul piano della sicurezza percepita dal cittadino. A tal riguardo, il lavoro portato avanti negli ultimi dodici mesi è stato principalmente finalizzato a ricercare nuove soluzioni organizzative per raffittire il dispositivo di controllo del territorio, funzione questa connaturata alla struttura capillare dell’Arma, che opera per la sicurezza della collettività in questa provincia con 25 presidi, di cui 3 Compagnie, 1 Tenenza e 21 Stazioni. Questi reparti sono gli unici presidi di polizia in ben 20 Comuni sui 27 della nostra provincia e rappresentano fisicamente la presenza diffusa e forte dello Stato, operando in una prospettiva di autentica prossimità ai bisogni delle diverse comunità, allo scopo di rispondere con la dovuta efficacia e la necessaria tempestività alle richieste di aiuto della cittadinanza. In tale quadro, in un’azione di progressiva ottimizzazione dell’impiego delle risorse disponibili, è stato possibile conseguire un sensibile incremento delle attività di pattugliamento del territorio. Questa incisiva azione di controllo del territorio, che vede l’Arma dei Carabinieri operare all’unisono con gli uomini e le donne delle altre Forze di Polizia, vuole essere una risposta concreta, tangibile all’avvertita esigenza di rassicurazione sociale, perché i Carabinieri – come ho già avuto modo di dire in altre circostanze – devono essere tra la gente e con la gente, facendosi carico dei bisogni, delle ansie e delle preoccupazioni che i cittadini quotidianamente affrontano. È questa la vera essenza della prossimità, che, prima ancora di essere una metodologia operativa, deve essere una “filosofia” a cui ispirarsi nel quotidiano servizio. In tale più ampia chiave di lettura, il modello organizzativo dell’Arma, come detto, incardinato su una capillare struttura “presidiaria”, rappresenta da più di due secoli la più “moderna” espressione dì un articolato dispositivo di prossimità, in cui l’operatore in uniforme si pone quale punto di riferimento per le esigenze più diversificate della popolazione. Le Stazioni vivono in costante “simbiosi” con le comunità in cui sono collocate, avendo così modo di affrontare con la giusta misura le problematiche locali: tale modello esalta il valore sociale dell’attività di polizia che, lungi dall’esaurirsi nella sola capacità operativa, si realizza soprattutto attraverso il dialogo e il contatto continuo con il cittadino, come spesso succede in caso di dissidi in ambito familiare o, in senso lato, per contrasti insorti nelle diverse relazioni sociali. Mediare tra opposte ragioni laddove si manifesta una controversia; comporre posizioni tra loro divergenti ed apparentemente inconciliabili è talvolta un compito arduo, che i Carabinieri svolgono sulla base di quanto prescritto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, ove si fa riferimento a questo genere di operazioni come «bonaria composizione dei privati dissidi». È certamente meno tecnica, ma sicuramente molto più efficace la definizione che ne dà Andrea Camilleri in un suo famoso scritto del 2005, “Il medaglione”: «Mettere il buono: ossia dire la parola giusta, pacificare, risolvere, appianare, fare in modo che la bilancia non penda troppo da una parte o dall’altra». E in questo sforzo di bilanciamento non solo il Comandante di Stazione, ma ogni Carabiniere riconosce il suo vissuto quotidiano. È sufficiente trascorrere un’ora presso una Stazione Carabinieri per rendersi conto di quanto frequente e necessario sia l’esercizio di un efficace e sano convincimento, che spesso consente di risolvere con la persuasione problemi e conflitti che, in assenza di un’azione improntata alla ragionevolezza, potrebbero degenerare fino a produrre conseguenze irreparabili. I Carabinieri sono formati ad approcciare situazioni potenzialmente critiche con questo metodo di lavoro, senza per questo rinunciare al rigore professionale ed alla terzietà di giudizio. Per tutte queste ragioni, le nostre Stazioni sono percepite dalla popolazione come un “patrimonio” di ciascuna comunità e l’efficacia di questo modello è testimoniata anche dalle numerose richieste volte alla costituzione di nuovi presidi dell’Arma o al potenziamento di quelli già esistenti, istanze che, sempre più frequentemente, provengono dalle comunità locali attraverso i rappresentanti istituzionali. Noi siamo fieri di questa inesauribile interazione con il cittadino e con le municipalità, viviamo con sano orgoglio questo circuito virtuoso di fiducia e rispetto reciproco, perché siamo ben consci che in ciò si sostanzia il vero significato e la ragion d’essere della scelta professionale e di vita fatta da ciascun Carabiniere. Viene alla mente la felice espressione “alamari cuciti sulla pelle”, pronunciata dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per rappresentare plasticamente lo spirito che da sempre contraddistingue tutti i militari della Benemerita. Lo stesso spirito che quotidianamente anima l’azione dell’Arma contro ogni forma di illegalità. Soltanto pochi dati per riassumere l’ampiezza del lavoro sin qui svolto: nell’ultimo anno il Comando Provinciale di Crotone ha perseguito più di 3.000 (tremila) reati, che corrispondono al 76% delle denunce complessivamente presentate a tutti i reparti e uffici delle Forze di polizia operanti in questa provincia. Inoltre, i Reparti carabinieri hanno proceduto per circa il 60% del totale dei reati scoperti, deferendo più fi 1.000 (mille) persone e traendone in arresto ulteriori 300 (trecento). Questa alacre azione investigativa è stata condotta con l’efficace coordinamento delle Procure della Repubblica di Crotone e della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Autorità giudiziarie a cui, ancora una volta, sento di rivolgere il ringraziamento mio personale e di tutti i Carabinieri. Ma l’Arma è in prima linea anche nella prevenzione e nel contrasto di tutte quelle forme di illegalità che attentano alla nostra salute, all’ambiente in cui viviamo (operazione Deep), al nostro meraviglioso patrimonio culturale (operazione Achei) ed al complesso mondo del lavoro. Ne sono prova le ispezioni in materia di produzione alimentare eseguite dai Carabinieri del Nas di Cosenza, tra cui meritano una particolare citazione le attività svolte a tutela della salute dei più piccoli presso le mense scolastiche; o ancora l’attività compiuta in tema ambientale dal Gruppo Carabinieri Forestale ed infine i numerosi accessi ispettivi effettuati dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Crotone, che hanno tra l’altro evidenziato inumane forme di sfruttamento dei lavoratori, non più tollerabili in una società civile. I positivi risultati sin qui conseguiti ci sollecitano a proseguire in modo ancora più deciso in questa azione sinergica a tutela dei diritti, sentendo forte il dovere di assicurare ferme risposte alle crescenti sensibilità verso ambiti che hanno un forte impatto sulla qualità della vita di ogni cittadino. Nel concludere voglio rivolgermi ai Carabinieri qui schierati in rappresentanza dei 400 uomini e donne in servizio al Comando Provinciale di Crotone. Fiero di poter essere il vostro Comandante, desidero esprimerVi pubblicamente, davanti alle massime Autorità, il mio più vivo compiacimento per il Vostro “essere” autentici servitori dello Stato, sintesi della straordinaria combinazione di valori umani e capacità professionali! Sappiate proseguire lungo la strada del dovere e dell’onore percorsa da quanti ci hanno preceduto nei 209 anni di storia della nostra Istituzione, operando sempre con immutata serietà e passione. E nei momenti difficili o di amarezza, sappiate rimanere fedeli a voi stessi ed alla missione che vi è stata affidata; sappiate essere fedeli ai valori che da sempre ci animano, la cui sintesi risiede nell’incondizionata volontà di porsi al servizio delle comunità; sappiate essere fedeli all’uniforme che indossate, glorioso simbolo di rettitudine e di dedizione al prossimo. Sono sicuro che la luce che brilla nei vostri occhi continuerà ancora a risplendere con la medesima forza ed intensità, fedeli al giuramento prestato all’Italia ed agli Italiani. Viva i Carabinieri, Viva la provincia di Crotone, Viva l’Italia!»

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