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«Scambio elettorale politico-mafioso». Le accuse della Dda per l’elezione di Flora Sculco nel 2014

Il padre della candidata alle Regionali si rivolse a Berardi e Siciliani. Il pentito Farao: «Anche i componenti della cosca “lavorarono” per loro»

Pubblicato il: 27/06/2023 – 15:01
di Francesco Veltri
«Scambio elettorale politico-mafioso». Le accuse della Dda per l’elezione di Flora Sculco nel 2014

COSENZA C’è anche una contestazione per un’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso nell’operazione di stamattina della Dda di Catanzaro che ha portato all’arresto di 34 persone (e 123 indagati, tra cui diversi esponenti di spicco del mondo politico regionale). L’evento sarebbe avvenuto in occasione delle elezioni regionali del 23 novembre 2014 nelle quali era candidata (nella circoscrizione Centro con la lista Calabria in Rete-Campo democratico), poi eletta, Flora Sculco figlia di Vincenzo. In quella circostanza Vincenzo Sculco si sarebbe rivolto a Giuseppe Berardi, consigliere comunale di Cirò Marina e al sindaco del comune Roberto Siciliani ottenendo la promessa di procurare voti per la figlia, grazie anche al «legame tra Berardi e la cosca Farao Marincola, appartenente al Crimine di Cirò». Lo scopo, secondo quanto riportato nell’ordinanza firmata dal gip Battaglia, sarebbe stato quello di «condizionare l’elettorato costringendolo a indicare la preferenza per la candidata, in cambio dell’appoggio del proprio movimento politico volto a far convergere le preferenze sul candidato a presidente della Provincia Roberto Siciliani». Il sostegno elettorale della cosca cirotana sarebbe emerso dalle dichiarazioni di Francesco Farao che, dopo l’operazione “Stige”, ha deciso di avviare un rapporto di collaborazione con la giustizia.

Le dichiarazioni di Francesco Farao

Francesco Farao: Si, poi, allora erano, ho detto prima, erano nello stesso partito nel PD, poi è entrato nel… ma questo qua è entrato nel 2011 in poi con i democratici Giuseppe Berardi.
Sost. Proc. Guarascio: Quali sono i democratici?

Francesco Farao: II partito di Enzo Sculco di Crotone e avevano fatto il partito pure a Cirò Marina, i Democratici.
Sost. Proc. Guarascio: E c’erano entrambi, Parrilla e … ?
Francesco Farao: No, Parrilla non c’era, Parrilla è rimasto sempre con il PD…c’era Siciliani, se non sbaglio, e Giuseppe Berardi che facevano riferimento ai democratici, diretto da Enzo Sculco da Crotone. Io avevo uno stretto rapporto con Berardi Giuseppe e vi ho già spiegato che lo stesso era si espressione politica della nostra consorteria, ma era anche un politico capace ed ambizioso. In diverse conversazioni BerardiI mi ha messo a conoscenza del suo progetto politico articolato anche in un accordo con un noto politico crotonese che si chiama Enzo Sculco. Per farvi capire questo accordo occorre considerare come Berardi Giuseppe dal 2006 al 2009 era iscritto nelle liste del PD. Successivamente, Berardi mi disse che venne raggiunto un accordo con la compagine politica di Enzo Sculco, denominata “I Democratici”. In pratica, seguendo tale accordo, Siciliani Roberto sarebbe dovuto diventare presidente della Provincia di Crotone, con il sostegno politico di Enzo Sculco; quale contropartita, la famiglia Siciliani, Giuseppe Berardie, in definitiva, i voti della consorteria, sarebbero dovuti confluire a Flora Sculco, figlia di Enzo, che, alle ultime regionali si è candidata»; «so per certo che Roberto Siciliani si candidò effettivamente alle provinciali crotonesi e non venne eletto per pochi voti»; «Sebbene Roberto Siciliani non sia stato eletto presidente della Provincia, l’accordo con Sculco è proseguito, nel senso che, alle ultime Regionali, a Cirò è stata fatta un’imponente campagna elettorale a favore di Flora Sculco, figlia di Enzo»; «Flora Sculco a Cirò ha preso tantissimi voti ed è stata sostenuta, col medesimo meccanismo di cui vi ho spiegato per le tornate elettorali comunali, sia da mio cugino Giuseppe Berardi, sia dalla famiglia Siciliani e sia dai componenti della cosca quali ad esempio Vittorio Farao di Silvio, che ricordo aver fatto attivo proselitismo a favore di Flora Sculco. Ricordo che Vittorio compulsò tutti i membri della famiglia Farao, tra cui me, dicendoci che dovevamo votare Flora Sculco, così come sono a conoscenza che lo stesso ha fatto con il metodo del cosiddetto “porta a porta”, nel comune di Cirò Marina. Anche Berardi Giuseppe si è prodigato nel medesimo modo. Risulta chiaro che allorquando Berardi o Vittorio Farao promuovono un candidato la questione è discussa tra tutti i dirigenti della cosca»; «Enzo Sculco era ed è a conoscenza della vicinanza di Berardi Giuseppe con la consorteria. Enzo Sculco è politico di vecchia data e sapeva benissimo che acquisire come sponsor politico Giuseppe Berardi significava ricevere “in dote” il bacino elettorale della famiglia Farao».

La contropartita per il sostegno elettorale

Dunque, secondo il collaboratore di giustizia, la contropartita per il sostegno elettorale «sarebbe consistita nell’appoggio alla nomina di presidente della provincia di Roberto Siciliani, uomo politico di riferimento della cosca cirotana». Va detto che già nella sentenza di primo grado “Stige” sarebbero stati «delineati i rapporti della cosca cirotana con gli esponenti politici di riferimento e, in particolare, con Giuseppe Berardi e Nicodemo Parrilla, oltre che con i componenti della famiglia Siciliani».
Le intercettazioni poste a disposizione dall’ufficio di Procura nell’ambito del procedimento di oggi, avrebbero fornito agli inquirenti un «ampio riscontro» alle dichiarazioni di Francesco Farao. Ciò sarebbe valorizzato da alcuni elementi come «i risultati notevoli che Flora Sculco ha ottenuto a Cirò Marina risultando la sua lista la terza in classifica con il 15,62%; il fatto che Sculco si sia lamentato con Devona in data 26 settembre 2018 (quindi qualche mese dopo l’operazione “Stige”), della situazione di debolezza per la sua compagine, in territori quali quelli di Cirò Marina, alludendo agli effetti nefasti cagionati dalla suddetta operazione giudiziaria; le risultanze della conversazione tra Scarpelli Filomena e Sculco Vincenzo in ordine all’assunzione della figlia, dopa che la stessa si era rivolta a Berardi, in quel momento (aprile 2019), a piede libero dopo la scarcerazione del tribunale del riesame; il legame a doppio filo tra i cirotani e Sculco in occasione delle consultazioni provinciali, dove è emerso, all’evidenza, che il predetto aveva effettuato non solo una operazione politica volta a far apparentare i mesorachesi con i cirotani per far convergere i voti su Parrilla Nicodemo, ma si è premurato di controllare che gli elettori rispettassero i patti, verificandone le intenzioni di voti nel seggio di Crotone; le reazioni di Devona e Pangallo acquisite all’indomani della esecuzione della operazione “Stige” nelle quali costoro, appresi i contorni degli arresti, subito pensavano alle conseguenze negative su Sculco; i commenti di Devona con Oliverio Mario che, con poche parole, faceva intendere al presidente come la figura di Berardi Giuseppe fosse problematica, accostandola ad “Enzo” ed alla vicenda delle elezioni della provincia di Crotone del 2017».

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