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Orgoglio, tenacia e intelligenza. La rivoluzione (giovane) di Lorica – FOTO

Tanti investono sul proprio futuro nel cuore della Sila. Nascono i presupposti per un “nuovo” turismo dopo anni di abbandono e marginalità

Pubblicato il: 16/07/2023 – 7:08
di Emiliano Morrone
Orgoglio, tenacia e intelligenza. La rivoluzione (giovane) di Lorica – FOTO

LORICA «A San Giovanni in Fiore – spiega un giovane artigiano locale – non trovi biciclette da affittare, ma a Lorica puoi recarti da Antonio, che ne ha comprate tante, compresa la mia». Perciò raggiungo il posto suggerito. Si chiama “Il chiosco rosso”, punto di noleggio di risciò e altri mezzi a pedali, anche con spinta elettrica. Insieme alla propria fidanzata Sabrina Bitonti, Antonio Guzzo lì gestisce pure un piccolo bar con due specialità: le crostate della mamma e i succhi, purissimi, di clementine della Sibaritide. Inoltre, organizza escursioni per i boschi ombrosi e freschi della zona. Gentile e sorridente, il ragazzo parla del territorio con orgoglio, poi ricontrolla i freni delle bici attese da due bimbi trepidanti. Il giovane mostra cortesia e premura alquanto rare, dà consigli su dove andare nei dintorni e si augura che il caldo prosegua, «perché – chiosa – Lorica è il posto migliore, in Calabria, per difendersi dall’afa, respirare e ritemprarsi». 

Dopo raccolgo gli elementi per un pezzo d’insieme. L’ipotesi è che i giovani stiano cambiando Lorica con intraprendenza, gioco di squadra, voglia di osare. Sono sul lago Arvo, a bordo di un battello elettrico che avanza lento e silenzioso in mezzo a due correnti. «Climatizzazione naturale, il caldo qui non esiste», dico ai colleghi del Corriere della Calabria nel fornire alcuni dati. «Vietato infierire», è la loro replica. Nella sede del giornale, a Lamezia Terme, i condizionatori della redazione aiutano chi “cucina” le notizie, ma appena fuori l’aria brucia e pesa. 
L’Arvo è navigabile in parte e lungo la riva nord è attrezzato a modo. Sullo stesso lato c’è il centro di canottaggio di Rossella Amelio, giovane imprenditrice che ha da poco ospitato il presidente della federazione nazionale – il celebre Giuseppe Abbagnale che col fratello Carmine sollecitò l’ugola e le pulsazioni del mitico Giampiero Galeazzi – e decine di campioni venuti ad allenarsi in questo specchio d’acqua che frutta milioni alla società lombarda A2A per la produzione di energia idroelettrica, da cui dipende il livello di riempimento dell’invaso. 

Più avanti, lungo la stessa sponda, c’è un maneggio di cavalli e pony di cui si occupano i tre germani Giuseppe, Giovanni e Aurora Scarcelli, tutti giovani, che per l’intera giornata accompagnano turisti e appassionati. Non lontano è invece ubicata un’attività di pesca sportiva sul lago, con escursioni guidate e noleggio kayak. L’hanno aperta i trentenni Noemi Guzzo, operativa anche con “Il chiosco rosso”, e Alfredo Martire. Entrambi hanno i titoli di guide Aigae e, a parte, del Parco nazionale della Sila. Soprattutto, sono due “autorità” di Lorica per le diverse imprese avviate, che coniugano escursionismo in bici e in barca, cibo e riposo di qualità, condotte senza un solo giorno di sosta: pratiche sportive; alloggi, in un’ottica di ospitalità diffusa, per il soggiorno di chi ama la montagna; chalet e baite in cui pernottare; “Il brillo parlante”, frequentatissimo ristorante tipico e pub innovativo che fa da terrazza sull’Arvo, nato per iniziativa di Alfredo e dei suoi soci, Antonio Morrone, Rita Martire e Maria Morrone, poi cresciuto a vista anche grazie al lavoro incessante del resto del gruppo: Noemi, Alessia Barca e Ivan Leonetti
Di recente, poi, Alfredo, che tra l’altro è sommelier, insieme a Noemi e al mastro birraio Antonio Morrone ha realizzato un birrificio artigianale collegato con “Il brillo parlante”, con tanto di ricerca di gusti e profumi e di ideazione di appuntamenti tematici di notevole richiamo. 

A poche decine di metri più avanti, da Francesco Lico si possono noleggiare le bici d’acqua, per un’esperienza emozionante, sull’Arvo, di natura e libertà. Ancora, dal battello elettrico, sempre di Lico e dei suoi giovani fratelli, si può tra l’altro ammirare il monte Botte Donato, il più alto della Sila con i suoi quasi 2000 metri. I fratelli Lico hanno anche il bob su rotaia, con pista a Cavaliere, alla partenza della cabinovia, ed un’altra per la pratica sciistica. Inoltre, noleggiano attrezzatura da sci o per la «connessione naturale» con il lago e la sua “spiaggia”. Ancora, da ultimo, sulla strada principale, hanno inaugurato un fast food che sforna panini con prodotti montani a chilometro zero. E, a proposito di tipicità silane, il giovane Tommaso Crogliano e la sua squadra sono prossimi a riaprire la paninoteca alle porte di Lorica, che con la vicina fontana pubblica rappresenta un’altra icona locale, specie per l’odore di salsiccia arrostita che, come l’acqua fresca, attrae migliaia di visitatori tra fine luglio e metà settembre. 

E poi sono giovani Emilio De Luca, che ha fondato il ricercato ristorante La Lorichella, Giuseppe Rizzuto del b&b Lorichiamo, Antonella Tarsitano dell’Hotel Park 108, storico albergo che affaccia sul lago Arvo e testimonia la passione d’impresa di un’intera famiglia. E giovani sono pure Liliana Zaffuto dell’Arvo Residence, Anna Stefanizzi del b&b La Perla della Sila e Danilo Foglia, che dirige il ristorante del centro di canottaggio. Senza dimenticare Fulvia Serra e Antonio Aquino, gli inventori di un parco avventura per minori e adulti in una magnifica pineta in faccia all’Arvo e dello spettacolare volo in sicurezza sullo stesso lago, lungo una fune d’acciaio che scatena adrenalina ed endorfine.

Insomma, il rilancio di Lorica è legato al carattere, all’intelligenza e alla tenacia di questi imprenditori, giovani per età, vedute e immaginazione. La loro è una scommessa forte: sono rimasti per contribuire a cambiare una mentalità diffusa, ancora radicata, indifferente alle risorse del territorio e votata all’assistenzialismo spicciolo, piuttosto che alla valorizzazione dei luoghi. Certo, a Lorica servono più servizi pubblici, a cominciare dai trasporti, una farmacia, la stabilità della Guardia medica e magari, data la presenza di piste per lo sci alpino, l’Ortopedia nell’ospedale di San Giovanni in Fiore, non prevista nel nuovo decreto commissariale sulla rete dell’assistenza ospedaliera. È però innegabile che Lorica stia vivendo una stagione di rinascita e fermento, dopo tanti anni di marginalità, abbandono politico e pigrizia imprenditoriale. (redazione@corrierecal.it)

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