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La riflessione

Altro record dell’Italia: il prezzo del carburante

L’ennesimo record l’Italia l’ha raggiunto! È il prezzo del carburante che ha raggiunto cifre da capogiro, almeno per le tasche dei consumatori. Sì, perché a differenza di altri Paesi, in Italia è …

Pubblicato il: 21/08/2023 – 10:44
di Franco Scrima*
Altro record dell’Italia: il prezzo del carburante

L’ennesimo record l’Italia l’ha raggiunto! È il prezzo del carburante che ha raggiunto cifre da capogiro, almeno per le tasche dei consumatori. Sì, perché a differenza di altri Paesi, in Italia è sufficiente uno starnuto perché il prezzo di benzina e gasolio salga fino a pesare sulla “bilancia” familiare in modo pesante.
Si dice che il prezzo del petrolio vada al rialzo; il che può significare che nel nostro Paese le speranze per ridurre il prezzo del carburante per autotrazione non esistono proprio. Anzi è il contrario. La domanda di petrolio è nettamente in salita e se a tanto si aggiunge che la maggior parte dei prodotti messi in vendita sono trasportati su camion è facile prevedere che i prezzi al dettaglio andranno sempre più a crescere anche se il Governo sostiene che è possibile calmierarli.
A prescindere dalle iniziative che il Governo intenderà adottare per ristabilire equità tra stipendi e costi delle materie prime, c’è da augurarsi che il Paese si impegni a calmierare i prezzi almeno per quanto riguarda il carrello della spesa giornaliera, per poi intervenire sul prezzo del carburante e fermare la speculazione che sta raggiungendo mete impensabili. Il Governo è l’unico ad avere le condizioni per intervenire e lo deve fare il più in fretta possibile per fermare la speculazione, o se si vuole le “accise” sui prodotti, che sono quelle che colpiscono maggiormente le famiglie le quali, al contrario, hanno bisogno di essere tutelate, considerato che, pur essendo l’inflazione scesa al 5,9 per cento, gli aumenti sono superiori al dieci per cento.
In Francia le industrie hanno già firmato un accordo con il Governo; in Italia – come sempre – l’attesa è lunga. Chissà perché? Si dimentica che l’inflazione, purtroppo, frena il turismo e sono risorse in meno che entrano nel nostro Paese. Tra le regioni più colpite, ovviamente, c’è la Calabria dove la flessione è stimata intorno al venti per cento rispetto ai dati dello scorso anno.
La verità è che in Italia mancano le presenze dei nostri connazionali all’estero anche se, per una analisi attendibile, è opportuno conoscere i dati di fine agosto. Certo è, invece, che bisogna già pensare a come evitare gli errori compiuti in questa estate come le misure contro il caro carburante. Ma per il ministro Urso le misure contro il caro carburante, sono state un buco nell’acqua, mentre per Bocca «la verità è che se il reddito non cresce, ma la rata del mutuo si, la prima cosa che tagli sono i giorni di vacanza».
*giornalista

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