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sanità e governance

“Dulbecco”, priorità alla ricomposizione del management. Ma restano diverse incognite

Il commissario dell’azienda di Catanzaro, Carbone, accelera per individuare il direttore amministrativo e poi il sanitario. Ma il futuro è a ostacoli

Pubblicato il: 10/10/2023 – 21:18
“Dulbecco”, priorità alla ricomposizione del management. Ma restano diverse incognite

CATANZARO Non ha perso tempo Simona Carbone, neo commissario straordinario dell’azienda universitaria Dulbecco di Catanzaro, l’azienda unica nata dalla fusione dell’ospedale Pugliese Ciaccio nel Policlinico Mater Domini. Nel giro praticamente di 24 ore l’insediamento e il suo primo atto ufficiale: l’avviso pubblico “finalizzato all’acquisizione delle manifestazioni di interesse per il conferimento dell’incarico di direttore amministrativo”. Passaggio diventato necessario alla luce delle dimissioni del precedente direttore amministrativo della Dulbecco, Francesco Procopio, che era stato nominato “in quota” azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio quasi contestualmente alla designazione di Vincenzo La Regina alla guida dell’azienda unica catanzarese. Le dimissioni di Procopio tra gli addetti ai lavori vengono definite quasi un atto dovuto, una scelta di opportunità essendo cambiate le condizioni iniziali dopo l’addio di La Regina, trasferito all’Asl 6 di Roma al fondo di una vicenda che tuttavia ha aperto una serie di interrogativi che riguardano il futuro della nascita reale della Dulbecco, interrogativi che restano ancora sul tavolo.

Simona Carbone

Il futuro della Dulbecco

Scelta con l’assenso dell’Università di Catanzaro dal governatore e commissario ad acta della sanità Roberto Occhiuto, dunque, Carbone, che proviene dall’Asp di Crotone, si è messa già all’opera per ripristinare la governance dell’azienda unica, pubblicando l’avviso per il direttore amministrativo (c’è già un favorito, Antonio Mantella, che ha solide esperienze manageriali soprattutto all’azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio) e, secondo quanto filtra da fonti aziendali, apprestandosi a pubblicare nei prossimi giorni anche l’avviso per l’individuazione del direttore sanitario, ruolo oggi rivestito da Giuseppe Panella, che a differenza di Procopio invece non si è dimesso. Quindi per Carbone, una volta ricomposto il management, a seguire  ci sarà la fase di piena operatività, caratterizzata dalla necessità di riprendere i dossier su cui stava lavorando La Regina ma rimasti aperti, quelli che peraltro, secondo i “bene informati”, avrebbero creato un vulnus nei rapporti tra l’ex commissario e il mondo universitario catanzarese accelerando l’addio di La Regina: attuazione dell’atto aziendale, piano di efficientamento,  nuovo pronto soccorso (l’ipotesi progettuale di La Regina era la localizzazione al piano terra del Mater Domini, ipotesi che però l’Università non gradirebbe), e infine appianamento delle resistenze e delle divergenze tra la componente accademica e quella ospedaliera.  Una sfida impegnativa attende Carbone e i suoi futuri “dioscuri” aziendali, perché in ballo c’è il futuro di un’azienda da oltre 800 posti letto, come non ce ne sono nel Mezzogiorno, un futuro oggi per la verità un po’ incerto. Anche perché in ogni caso, a meno che nel frattempo non intervengano novità anche su questo fronte dal lato Regione, Carbone è un manager a scadenza anche breve,  al 31 dicembre,  che è la deadline del Decreto Calabria: si ipotizza già una possibile ulteriore proroga del provvedimento speciale per la sanità calabrese ma questo non eliminerebbe il senso di precarietà che continua ad aleggiare sul management della Dulbecco.  (c. a.)

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