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Urgente una Rsa nel Cirotano

Il grido di aiuto delle famiglie, per la mancanza nel territorio del Cirotano di un supporto nella gestione del proprio familiare non autosufficiente perché affetto da gravi patologie come Alzheim…

Pubblicato il: 14/11/2023 – 18:45
di Franco Carluccio
Urgente una Rsa nel Cirotano

Il grido di aiuto delle famiglie, per la mancanza nel territorio del Cirotano di un supporto nella gestione del proprio familiare non autosufficiente perché affetto da gravi patologie come Alzheimer (o demenza) e morbo di Parkinson in fase avanzata.
La presenza di un numero sempre crescente di anziani affetti da malattie croniche che non possono essere assistiti a domicilio né ricoverati in strutture ospedaliere o centri di riabilitazione che forniscono assistenza extra ospedaliera per prevenire e curare le malattie e le loro eventuali riacutizzazioni, mette in evidenza l’urgente bisogno di avere sul nostro territorio una struttura accreditata dalla Regione Calabria.
Tale struttura aiuterebbe e supporterebbe tanti familiari che assistono con mille difficoltà anziani malati gravi cronici con problematiche sanitarie, assistenziali e riabilitative. Un’esigenza non più rinviabile perché capace di soddisfare bisogni primari fondamentali ed essenziali alla vita dell’individuo, bisogni che se soddisfatti ne garantiscono la sopravvivenza.
Allo stato attuale sono i familiari che sopperiscono all’ assenza di una struttura accreditata occupandosi quotidianamente dell’assistenza di un anziano non più autosufficiente, coinvolto in un percorso riabilitativo o che soffre di gravi patologie come Alzheimer (o demenza) e morbo di Parkinson in fase avanzata. Spesso i familiari sono costretti a gestire un carico assistenziale difficile da sostenere, perché significa occuparsi non solo delle attività domestiche, ma anche del percorso sanitario, della gestione delle medicine e dei bisogni primari dell’anziano come la vestizione, l’igiene personale, l’alimentazione e l’aiuto nei movimenti. Un carico enorme, dunque, che si ripercuote fortemente sulla vita privata e lavorativa del familiare.
Il familiare che assiste l’anziano non autosufficiente è sottoposto a un eccessivo carico non solo fisico, ma anche emotivo: perde il proprio ruolo di familiare rispetto all’assistito e da figlio, nipote o compagno diventa badante e “genitore”. Spesso la persona non riesce più a occuparsi delle attività quotidiane più semplici, schiacciato dalle responsabilità incombenti e dal dolore di assistere al declino del proprio caro. Oltretutto, non ha gli strumenti professionali e l’esperienza per gestire tutto questo. Il decadimento cognitivo, in particolare, è difficile da affrontare (talvolta anche da riconoscere) rispetto a quello fisico: in molti casi il familiare che assiste l’anziano, pensa di farcela e lo tiene a casa nella convinzione di riuscire a occuparsene, ma spesso sottovaluta la situazione.
Altre volte il familiare che presta assistenza non è il caregiver diretto, perché lavora oppure abita lontano. Di solito si affida a una badante, ma si trova comunque coinvolto in un carico organizzativo enorme: deve gestire l’assistente domiciliare, organizzare gli eventuali turni fra più badanti, coprire le assenze, seguire le visite. Un impegno che inizialmente può apparire gestibile e più o meno gravoso, ma che negli anni si rivela molto stressante.
Un carico assistenziale così marcato, impatta inevitabilmente sulla vita del familiare che assiste l’anziano, che spesso avrebbe bisogno di un supporto sul proprio territorio. Chi decide di chiedere supporto a una RSA lo fa perché ha la consapevolezza che il proprio caro starà bene e sa che è una scelta che migliorerà la qualità della vita dell’anziano, che sarà accudito, stimolato, curato e supportato in tutto e per tutto.
Sono queste numerose e incontestabili motivazioni, che spingono i familiari che assistono gli anziani non autosufficienti, a richiedere a gran voce, che venga al più presto autorizzata ed accreditata presso il sistema sanitario per il territorio del cirotano una residenza sanitaria assistenziale, altrimenti detta RSA, un servizio sanitario residenziale extra ospedaliero che manca e di cui necessita l’intero territorio del cirotano.
La Regione dovrebbe uniformare i livelli di assistenza su tutto il territorio, ci sono zone come quella di Cirò che sono prive di una struttura RSA.
La RSA è una realtà qualificata e professionale, che si occupa del benessere psicofisico dell’anziano attraverso interventi assistenziali, educativi e riabilitativi pianificati e personalizzati che comprendono una sana alimentazione, attività motorie e ludico-ricreative, fisioterapia e, in generale, supporto per tutte le esigenze quotidiane dell’anziano.
Le RSA potrebbero fornire un aiuto a chi è impegnato in modo totalizzante e si occupa dell’assistenza, alleggerendo il peso di questa condizione.
Le RSA prendono in carico la persona non autosufficiente, la accudiscono e sollevano il familiare che assiste l’anziano dall’impegno assistenziale. Si occupano di tutti gli aspetti, dall’assistenza fisica e psicologica, a quella sanitaria, infermieristica e ricreativa. Le figure professionali di cui ha bisogno l’anziano sono tutte concentrate nella stessa struttura: medico, infermiere, fisioterapista, operatore socio-sanitario, animatore. Questo significa poter usufruire di visite ed esami, ma anche poter partecipare a uscite, svaghi e altre attività per le quali il familiare che assiste l’anziano, probabilmente, non avrebbe tempo ed energie. Le RSA, inoltre, permettono al familiare che assiste l’anziano di recuperare il proprio ruolo di familiare nei confronti dell’anziano, e di tornare a essere figlio, nipote o compagno, ne beneficia quindi anche la qualità della sua vita e il rapporto con il proprio caro.
Chi decide di chiedere supporto a una RSA lo fa perché ha la consapevolezza che il proprio caro starà bene e sa che è una scelta che migliorerà la qualità della vita, in primo luogo dell’anziano, che sarà accudito, stimolato, curato e supportato in tutto e per tutto grazie all’assistenza coordinata tra professionisti che contraddistingue queste strutture: non c’è dispersione di energie o diversità di vedute rispetto a quello che può avvenire in alcune realtà di assistenza domiciliare, dove spesso gli operatori coinvolti non lavorano secondo obiettivi comuni concordati. All’interno di una RSA i professionisti operano secondo Piani Assistenziali Individualizzati secondo le necessità del singolo ospite (anziano).
La RSA è la soluzione più adeguata all’anziano, quando le sue condizioni di salute sono fortemente compromesse e necessita di ricevere cure e assistenza continue da parte di professionisti esperti.
Le prime malattie degenerative sono indubbiamente l’Alzheimer e il Morbo di Parkinson. Queste malattie neurodegenerative danneggiano progressivamente il cervello e il sistema nervoso, portando alla perdita graduale di funzione, come: perdita di memoria, difficoltà con il linguaggio e la comunicazione, perdita delle capacità motorie e della coordinazione, tremori o scuotimenti, cambiamenti nel comportamento e nella personalità, difficoltà di equilibrio e deambulazione, affaticamento e debolezza, difficoltà a deglutire, problemi di visione, movimenti involontari o spasmi. Molte famiglie non conoscono bene la patologia, non intercettano per tempo i sintomi o li sottovalutano, non immaginando gli sviluppi degenerativi che invece comporta la malattia. Aspetti come aggressività, deliri o alterazione del ritmo sonno/veglia, solo per citarne alcuni, sono invece elementi molto complessi da gestire e comportano un sovraccarico fisico decisamente estenuante. In una RSA il personale è competente e preparato, sa prendersi cura di un ospite affetto da Alzheimer (o demenza) e morbo di Parkinson in fase avanzata o altre malattie degenerative, e ricorre con equilibrio e moderazione a terapie farmacologiche e terapie non farmacologiche per il benessere della persona.
Altra motivazione per la quale è indispensabile una struttura come la RSA è la riabilitazione. In questo caso gli anziani ospiti devono riacquistare autonomia, magari dopo un intervento o un lungo ricovero ospedaliero, e trovano nella RSA tutte le figure competenti, gli ambienti per la riabilitazione e il supporto necessario. Concentrando le risorse in un’unica struttura, il percorso riabilitativo sarà senza dubbio più agevole, sia per l’anziano che per i familiari.
Pertanto, è forte e crescente il bisogno di una struttura RSA in grado di occuparsi delle persone non autosufficiente in cerca di assistenza nel territorio del cirotano. La politica locale e Regionale deve far fronte all’elevata richiesta del territorio cirotano, dando una risposta immediata e concreta, con l’accreditamento presso il sistema sanitario di una RSA, Residenza Sanitaria Assistenziale, in considerazione che gli ospedali pubblici locali non sono in grado di adottare misure sufficienti ad assicurare un’adeguata ospitalità alla popolazione anziana bisognosa di cure in maniera costante in quanto affetta da malattie degenerative croniche.

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