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Reggio Calabria, il ritorno di Falcomatà e il difficile rapporto con il “suo” Pd

Una nuova Giunta nell’agenda del sindaco rientrato dopo la sospensione ma la trattativa con i dem è complicata. E il centrodestra mostra i muscoli

Pubblicato il: 22/11/2023 – 7:02
Reggio Calabria, il ritorno di Falcomatà e il difficile rapporto con il “suo” Pd

REGGIO CALABRIA Come in tutte le trattative politiche, alla fine si troverà la quadra, ma per il momento il rientro di Giuseppe Falcomatà alla guida del Comune di Reggio Calabria per quanto riguarda la coalizione di centrosinistra consegna pochissime certezze e pochissimi passi avanti. Soprattutto, consegna un ancora complicatissimo rapporto tra Falcomatà e il suo partito, il Pd, segno che ancora, probabilmente, non si sono eliminate le “tossine” nate all’indomani della vicissitudine giudiziaria che costrinse un paio di anni fa il primo cittadino a ricorrere a due facenti funzioni ma scelti al di fuori del Pd (Paolo Brunetti di Italia Viva al Comune e Carmelo Versace oggi di Azione alla Città Metropolitana). Falcomatà lunedì è ritornato in Consiglio comunale (nella foto in copertina) lanciando messaggi politici in vista della prossima configurazione della Giunta che probabilmente dovrà gestire l’ultimo scorcio di legislatura, messaggi anche di apertura ad altre forze politiche che non appartengono al perimetro classico della coalizione di centrosinistra. «La città non ha bisogno di conflitti. Il mondo non ne ha bisogno: ce ne sono già abbastanza», ha detto Falcomatà, e in tanti in realtà hanno colto anzitutto un evidente riferimento proprio alle difficoltà di interlocuzione che il sindaco sta avendo con il Pd, il suo Pd, con cui in questi giorni Falcomatà ha avviato un dialogo al momento – dicono fonti accreditate – tra sordi e alquanto improduttivo. Secondo i bene informati, l’intenzione di Falcomatà sarebbe quella di procedere se non a un azzeramento totale quantomeno a un profondissimo rinnovamento dell’esecutivo, nel quale al tirar delle somme resterebbero in carica uno o due degli attuali assessori (come lo stesso Brunetti), ma l’operazione com’è comprensibile si scontra con le esigenze degli alleati, soprattutto dei dem, che sembrano andare in direzione ostinata e contraria.

Falcomatà con il segretario dem Irto

Le trattative e le “grandi manovre”

In estrema sintesi, Falcomatà – a quanto risulta – vorrebbe riservare al Pd non più di due postazioni, in pratica la metà di quelle che i democrat avrebbero già, ma i primi sondaggi tra le parti avrebbero già registrato l’impraticabilità della soluzione: per il Pd nemmeno ci si siede a parlare se non si ragiona da due in sù… È dunque una impasse che si riverbera anche sulla riconfigurazione di altri organismi come le commissioni consiliari e che evidentemente allunga i tempi della quadratura del cerchio, che secondo fonti del centrosinistra potrebbe essere trovata anche tra una decina di giorni, non prima. In realtà, Falcomatà non sembra avere tutta questa ossessione di chiudere in fretta, ma certo la situazione si è ingarbugliata abbastanza, e per sbrogliarla si attende un confronto – dato per imminente – del sindaco con il segretario regionale del Pd Nicola Irto in raccordo con il gruppo consiliare dem. Il tutto in un contesto politico non facile, con un centrodestra che ancora ha anch’esso diversi problemi ma sta dando segnali di risveglio, che in prospettiva sanno di forza crescente. Segnali e prove muscolari come la piazza superpiena di qualche settimana fa per la presentazione del libro dell’ex sindaco (ed ex governatore) Peppe Scopelliti (che a ogni occasione ribadisce di «aver già dato», ma certi bagni di folla sono comunque un dato politico), l’attivismo a suon di annunci roboanti (il ritorno a Reggio della Scuola di pubblica amministrazione) del vicecapogruppo di Forza Italia Ciccio Cannizzaro, che sta scalando le posizioni nella galassia forzista, o la poderosa “campagna acquisti” della Lega benedetta dal leader Matteo Salvini, che ha salutato l’ingresso nel Carroccio oltre che del consigliere regionale ex Fi Giuseppe Mattiani anche dei due consiglieri comunali Mario Cardia e Armando Neri, ex della maggioranza cittadina. A Reggio si vota – si dovrebbe votare – nel 2025, ma l’impressione è che il centrodestra si stia preparando in largo anticipo. (a. c.)

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