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Le elezioni

Provinciali Crotone, si vota il 3 febbraio. Forza Italia divisa tra Torromino e Ferrari

Ufficializzata la data della tornata elettorale. Si prospetta uno scontro interno in FI tra due correnti. Intanto Voce incontra Manica

Pubblicato il: 30/11/2023 – 20:04
di Gaetano Megna
Provinciali Crotone, si vota il 3 febbraio. Forza Italia divisa tra Torromino e Ferrari

CROTONE C’è il decreto di convocazione elettorale del presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, per eleggere il nuovo Consiglio dell’ente intermedio. Si voterà sabato 3 febbraio e le liste dei candidati dovranno essere presentate sabato 13 gennaio e domenica 14 gennaio. È saltata, quindi, la data indicativa del 28 gennaio. La nuova data è stata scelta per evitare che la presentazione delle liste potesse ricadere durante le festività della befana. Meglio, quindi, fare slittare il voto di una settimana piuttosto che andare a “disturbare” consiglieri comunali e sindaci impegnati con le famiglie a festeggiare. Risolta la questione dell’indicazione della data del voto si lavora a mettere in piedi le liste e per trovare gli accordi e le alleanza. La scena è sempre dominata dalle divisioni interne a Forza Italia, dove si prospetta uno scontro “muscolare” tra la corrente che fa capo al coordinatore provinciale, Sergio Torromino, e quella che si riconosce nel presidente Ferrari. La corrente di Torromino si pone l’obiettivo di ridimensionare politicamente il ruolo di Ferrari, eleggendo un gruppo di consiglieri provinciali pronti a fare le barricate per ridimensionare il presidente e quella di Ferrai spera di mantenere l’attuale equilibrio di rappresentanza per potere continuare a gestire politicamente l’ente intermedio senza condizionamenti.

L’incontro tra Manica e Voce

Questa situazione spinge le due correnti a cercare alleati. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra il vice presidente della Provincia, Fabio Manica, fedelissimo di Ferrari, e il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce. Manica era accompagnato dalla consigliere comunale Dalila Venneri, che da qualche mese ha intrapreso un rapporto di “amicizia politica” con il gruppo consiliare di FI. Secondo quanto è stato riferito, nel corso dell’incontro Manica e Venneri avrebbero chiesto a Voce di stringere un accordo elettorale per sostenere Ferrari. Voce potrebbe essere interessato a questo accordo perché vede in Torromino il possibile antagonista alle prossime elezioni comunali, che si terranno tra meno di due anni. L’ipotesi prospettata è quella che non si farebbe un accordo organico, ma un patto di desistenza. Voce presenterebbe la sua lista di candidati con il logo del suo movimento “Crescere” e gli eventuali eletti potrebbero assumere un atteggiamento benevolo nei confronti di Ferrari, magari dichiarandosi all’opposizione. Un modello politico già ampiamente sperimentato al Comune, dove Voce gode dell’appoggio di diversi consiglieri comunali, che si dichiarano di opposizione, ma non fanno mancare il loro aiutino in caso di bisogno.

«Iniziativa presa a livello personale»

Il commissario cittadino di FI, Giuseppe Fiorino, commentando l’incontro tra Manica e Voce, ha detto che «l’iniziativa di Manica non trova la condivisione del partito ed è stata presa a livello personale; l’unico che può fare accordi elettorali per conto e per nome di FI è il coordinatore provinciale Torromino». In sostanza si attribuisce a Torromino il ruolo di rappresentanza di FI e, quindi, quello di riunire gli alleati di centrodestra e stabilire come eventualmente comporre la coalizione. Il messaggio che manda Fiorino è che né Ferrari e né Manica possono riunire il tavolo dei partiti del centrodestra. D’altra parte i partiti che, a livello nazionale e regionale, compongono la coalizione di centrodestra – soprattutto Fratelli d’Italia e Lega – non sono disponibili ad avventure elettorali nate al di fuori della coalizione. Sarà difficile che Ferrari possa stringere un accordo elettorale con i partiti che intendono presentarsi al voto con i simboli. Potrà stringere l’accordo con Voce, se riesce a trovare la quadra, e con i movimenti che si riconoscono nell’area culturale del centrodestra. Potrebbe insomma fare massa critica con i movimenti nati per fare politica in autonomia e in contrasto con i gruppi dirigente che rappresentano i partiti nella provincia pitagorica.

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