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Il “sottogoverno” della Regione, in atto «la rivisitazione complessiva» della Giunta

Il Defr approvato ieri in Consiglio delinea le criticità da superare e gli obiettivi da perseguire per il rilancio degli enti strumentali e delle partecipate

Pubblicato il: 06/12/2023 – 18:27
Il “sottogoverno” della Regione, in atto «la rivisitazione complessiva» della Giunta

CATANZARO I risultati raggiunti ma anche gli obiettivi per il futuro, da perseguire anche con operazioni “straordinarie”. Nel Defr, il Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria per il triennio 2024-26 approvato ieri dal Consiglio regionale a maggioranza, la Giunta Occhiuto traccia una linea sullo stato dell’arte nel “sottogoverno” dell’amministrazione: enti strumentali, società partecipate e fondazioni, soggetti attraverso i quali la Regione segue e, in alcuni casi, eroga servizi essenziali ai cittadini. Una “galassia” che presenta ancora diverse criticità e che è già al centro – si legge nel Defr – di un «percorso di rivisitazione complessiva». Il tema ieri ha suscitato un vivace dibattito in Consiglio regionale, con l’opposizione di centrosinistra che ha chiesto una approfondita riflessione sul “sottogoverno” e la Giunta che, attraverso l’assessore al Bilancio Marcello Minenna, ha evidenziato comunque già «un cambio di passo».

Le azioni messe in campo nel 2023

Nel Defr in premessa la Giunta rileva che «con riguardo alle società partecipate, si è avviato un processo di ottimizzazione e potenziamento su vari fronti. Si è anzitutto scongiurato il fallimento di Sorical, uscendo dalla fase di liquidazione e assicurando il via libera da parte di Bruxelles per un piano pluriennale di interventi, al fine di rilanciare l’azienda, che, nel frattempo, ha avviato la fase di transizione con i Comuni che la porterà a divenire il gestore del servizio idrico integrato in Calabria. Un altro esempio concreto a riguardo – prosegue il Documento di Economia e Finanza della Regione – è il recente piano di rilancio del settore aeroportuale valorizzando l’operatività della partecipata Sacal al fine di modernizzare gli hub aeroportuali calabresi e sviluppare nuove rotte e relazioni commerciali. È stata, infine, razionalizzata la rete dei Consorzi di Bonifica pervenendo ad un unico soggetto giuridico e superando così l’inefficiente e frammentaria operatività del passato. Il tutto senza mancare di avere un occhio di riguardo alla stabilizzazione del lavoro precario dato che gli operatori forestali dei consorzi sono stati stabilizzati nella partecipata Calabria Verde dando così omogeneità contrattuale a questo comparto».

L’assessore regionale al Bilancio Marcello Minenna

La “fotografia” della situazione

Questa la “fotografia” attuale del sottogoverno regionale nel Defr della Giunta. «La Regione Calabria possiede partecipazioni – talora minimali – in numerose entità, parte delle quali da tempo sottoposte a procedure fallimentari o di liquidazione. Tale eccessiva proliferazione di partecipazioni in società non strettamente necessarie – si annota – è stato da tempo riconosciuto anche dalla Regione medesima, come si evince dai numerosi interventi con cui, in passato, l’amministrazione ha tentato di contenere questo fenomeno ed effettuare processi di razionalizzazione. È necessario, pertanto, un immediato sforzo aggiuntivo sia di tipo quantitativo che qualitativo da parte della Regione Calabria, tanto in termini di trasparenza quanto in termini di governance, al fine di contribuire a migliorare l’efficacia dell’azione istituzionale, evitando, in ultima analisi, aggravi sui conti dell’Ente senza alcun ritorno di investimenti per il benessere collettivo». Al momento – si specifica – la Regione ha partecipazioni in 15 società di capitali di cui 5 in stato di fallimento, una in stato di liquidazione e 9 in stato di normale attività di cui una da alienare.  Per quanto riguarda invece gli enti strumentali e le fondazioni, per la Giunta «dall’analisi dei più recenti rendiconti sono emerse diverse criticità. In generale, questi enti: a) presentano un elevatissimo grado di dipendenza finanziaria dalla Regione, dalla quale traggono la quasi totalità delle entrate correnti; b) hanno una struttura dei costi fortemente sbilanciata in favore della copertura delle spese di auto-amministrazione e, in particolare, delle spese per il personale, che assorbono anche il 70-80% delle risorse in entrata; c) producono beni e servizi la cui utilità è poco misurabile, con conseguente difficoltà nell’individuare se la gestione dei progetti seguiti da questi enti avvenga secondo economicità ed efficienza».

Gli obiettivi futuri

L’obiettivo della Giunta regionale è quello del miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, e in questa ottica – si rimarca nel Defr – «nel corso dell’anno 2023 si è intrapreso un percorso di rivisitazione complessiva di tutta la galassia delle partecipazioni regionali (società, fondazioni ed enti) al fine di rendere tali “partecipazioni” maggiormente efficienti. Tale percorso mira, anche attraverso l’effettuazione di operazioni “straordinarie” sugli stessi, ad una migliore redistribuzione dei compiti affidati a ciascun ente, fondazione e società, per consentire agli stessi il raggiungimento degli obiettivi assegnati e, di conseguenza, il raggiungimento degli obiettivi generali dell’amministrazione». (a. cant.)

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