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la lectio magistralis

De Pretis all’Unical: «La formazione è il modo migliore per onorare la Costituzione»

La vicepresidente emerita della Consulta ha inaugurato l’anno accademico della Scuola superiore di scienze delle amministrazioni pubbliche (SSSAP)

Pubblicato il: 18/01/2024 – 15:48
De Pretis all’Unical: «La formazione è il modo migliore per onorare la Costituzione»

RENDE «La formazione è il modo migliore per onorare la Costituzione»: così Daria de Pretis, vicepresidente emerita della Corte Costituzionale che stamattina all’Unical ha inaugurato l’anno accademico 2023/2024 della Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche (SSSAP)
I lavori sono stati introdotti dal prof. Vincenzo Fortunato, direttore della Scuola, definita da tutti i relatori «un fiore all’occhiello» dell’ateneo: dopo i saluti del pro-rettore prof.Francesco Scarcello e del direttore del Dispes (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) prof. Ercole Giap Parini è iniziata la lectio magistralis della professoressa de Pretis,vicepresidente emerita della Corte Costituzionale, sul tema “Costituzione e Amministrazione”. 
«L’amministrazione – ha esordito de Pretis – è un potere pubblico, limitato e regolato nonostante provenga dal popolo, che definisce il sistema democratico e serve a realizzare i fini che la Costituzione si propone come il diritto alla salute, all’istruzione, alla cultura. L’articolo 3 secondo comma menziona la “effettività” di realizzare davvero ciò che viene enunciato, e questo spetta proprio all’amministrazione». Poi alcuni capisaldi della Carta, dall’articolo 97 (legalità) al 28 (responsabilità), dalle funzioni amministrative distribuite per dimensione (art. 118) all’autonomia (art. 5), tutti concetti entrati nel lessico istituzionale e nell’agenda politica. 
«Ci sono tre valori di fondo – ha poi argomentato la vicepresidente emerita della Corte Costituzionale – alla base della mia lectio e altrettante parole chiave: legalità, democrazia, persona». Di qui il ragionamento si è dipanato punto per punto: «Per quanto riguarda la legalità bisogna dire che la giuridicizzazione del potere ha portato a sottoporlo a delle regole, alla responsabilità nel suo esercizio e ai controlli (art. 113). È un valore sostanziale oltre che formale, non una mera esecuzione di leggi bensì uno spazio di azione che proprio l’amministrazione garantisce in nome della effettività, della discrezionalità, della elasticità e della ragionevolezza, sempre nell’interesse pubblico»; de Pretis ha ricordato le sentenze della Corte che ha annullato leggi regionali sanzionando automatismi legislativi e normativi ritenuti «irragionevoli». 

Daria de Pretis all’inaugurazione dell’anno accademico della Sssap

Passando poi alla democrazia  ha spiegato che è un valore «innestato nell’amministrazione oltre che nella Costituzione» e ha citato Meuccio Ruini che già nel 1947 pensava come l’innovazione più profonda della carta repubblicana fosse quella di porre gli amministrati nel governo di sé medesimi: con il voto, i cittadini danno vita alla rappresentanza legalitaria ma – ha chiosato de Pretis – esistono «altre forme di legittimazione democratica nell’amministrazione, come quella partecipativa e comunitaria alla base della legge 241/90 di cui fu padre Mario Nigro, giurista di San Fili». Infine un altro passaggio sulla «effettività» in merito alla soddisfazione degli interessi e dei bisogni degli amministrati nei servizi e prestazioni che vengono erogati loro.       
Sulla «centralità della persona nello Stato» il passaggio più lungo e accorato della lectio di Daria de Pretis: «Il cittadino è un soggetto e non solo oggetto, l’articolo 118 sulla sussidiarietà orizzontale gli riconosce una partecipazione e un protagonismo che non sono monopolio del potere amministrativo; la dignità è alla base del progetto, non facile, di rendere davvero tutti uguali e promuovere la piena realizzazione della persona umana, renderla partecipe del potere pubblico. In temi come l’adozione del cognome materno o il fine vita – cui la stessa de Pretis ha dedicato molti studi e attenzioni e ora tornato in auge con la vicenda della regione Veneto – l’amministrazione è spesso chiamata a dare attuazione del dettato costituzionale, laddove il legislatore non decide e il Parlamento sta in silenzio». 
In conclusione il riconoscimento che «l’amministrazione spesso è sul fronte dell’attuazione della Costituzione, dove non c’è il filtro della legge». 
Ricollegandosi alla sentenza 131/2020 sul terzo settore, dopo la fine della lectio ha preso la parola Stefania Fratto che ha presentato all’uditorio l’esempio dell’associazione Donne e Diritti, con 300 iscritte, che da San Giovanni in Fiore sta conducendo una battaglia per il diritto alla salute anche nelle zone interne: «Un diritto non riconosciuto per noi che siamo considerati cittadini di serie Z». La battaglia per rivendicare un mammografo, di cui si è finalmente dotato il presidio della città gioachimita, è il primo passo oltre a essere frutto di quello stesso protagonismo civico degli amministrati di cui Daria de Pretis ha parlato nella sua interessantissima lectio magistralis. (euf)

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