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Giorgia Meloni: «Per la Calabria 3 miliardi, combatteremo la ‘ndrangheta con risposte serie» – VIDEO

La premier alla firma dell’Accordo di coesione con la Regione: «Puntiamo sulle infrastrutture» – L’INTERVENTO INTEGRALE

Pubblicato il: 16/02/2024 – 13:46
Giorgia Meloni: «Per la Calabria 3 miliardi, combatteremo la ‘ndrangheta con risposte serie» – VIDEO

GIOIA TAURO «La Calabria è la decima Regione che firma questo accordo e la prima che firma nel Mezzogiorno. Noi mettiamo a disposizione 2,8 miliardi – che se aggiunti agli altri – arriviamo ad un investimento complessivo di 3 miliardi. Finanzieremo 317 progetti, concentrati su poche priorità, per rispondere proprio al concetto di strategia». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervenendo alla firma dell’accordo di coesione con la Regione Calabria (in fondo a questo articolo l’intervento integrale in audio e in digitale). «La priorità delle priorità che finanzieremo – ha spiegato Meloni – sono le infrastrutture. Alle infrastrutture, questo accordo dedica oltre un miliardo di euro, parliamo anche dei porti e dei 300 milioni destinati al Ponte. Molti dicono che non si farà mai, ma secondo me la parola impossibile la usa chi non ha coraggio. Io sono d’accordo con Occhiuto, c’è un solo modo per combattere i divari territoriali, creare le condizioni nelle Regioni per combattere ad armi pari. Ci sono due modi per affrontare le problematiche del Mezzogiorno: le infrastrutture – quello giusto secondo me – e il reddito di cittadinanza, la risposta, invece, di chi considerava questi territori irrecuperabili e li manteneva in povertà. Ma questa non è la mia visione»..

«L’Italia non è divisa»

«A chi mi accusa di dividere l’Italia dico che l’Italia è già stata divisa», dice la premier. Che aggiunge: «La sfida è quella di mettere le Regioni nelle condizioni di dimostrare quello che valgono. E questo si fa con l’investimento sulle infrastrutture, secondo me. E proprio perché mi considero una patriota, voglio colmare un divario che purtroppo c’è, e voglio colmarlo con le risposte che sono meno facili, che sono quelle che possono dare davvero risultati, ma sono sicuramente meno facili da realizzare perché le risposte facili le abbiamo già viste messe in campo e non hanno funzionato molto. Allora ci sono dei gioielli qui – lo diceva bene il presidente Occhiuto -, ci sono dei potenziali, che però senza infrastrutture non vanno da nessuna parte. Porto di Gioia Tauro. Non è un caso che noi oggi siamo venuti al Porto di Gioia Tauro, per carità, è un gioiello, è una delle maggiori infrastrutture nel Mediterraneo, è il primo porto italiano per traffico merci, è il nono porto europeo per traffico merci. Bene? Noi – ha rimarcato la premier Meloni – siamo una piattaforma in mezzo al Mediterraneo, noi siamo la piattaforma proprio in mezzo a quel mare che è il punto di contatto tra i due grandi ambiti globali di commercio marittimo, che sono l’Indo-Pacifico e l’Atlantico. Noi stiamo in mezzo, con un porto che sta praticamente sulla punta di questa piattaforma. Secondo voi, il nono porto per traffico merci in Europa è l’obiettivo massimo al quale possiamo ambire? Ve lo dico io: no. No, perché tutti quanti sappiamo che ci sono merci che arrivano dall’est del mondo e che vengono trasportate via mare, circumnavigando l’Europa, nei porti di Rotterdam o di Amsterdam, banalmente perché noi non abbiamo le infrastrutture interne per garantire che quando le merci arrivano da noi poi riescono velocemente a raggiungere i mercati che devono raggiungere. E quindi sì, il tema delle infrastrutture, nonostante gli sforzi che abbiamo fatto e che stiamo facendo per far funzionare il porto – ci sono delle risorse ovviamente nel Fondo di sviluppo e coesione -, se noi non lavoriamo su quello che poi accade appena dietro, non raggiunge le sue potenzialità». «Il nostro obiettivo è fare dell’Italia l’hub energetico dell’Europa. Quello che è mancato qui – prosegue la premier – è una strategia e la capacità di mettere questi territori nelle condizioni di competere ad armi pari. Noi l’abbiamo individuata insieme alle risorse come questo Accordo e il Pnrr. Le altre arriveranno. Ci sono le risorse per il termovalorizzatore – cofinanziandolo – per vincere la sfida sui rifiuti, su cui la Regione sta facendo un grande lavoro e la Zona economica unica del Mezzogiorno. La sfida del governo è che tutte le Regioni del Sud diventino un’unica Zes, colmando così i problemi ereditati e creando l’uguaglianza».

L’autonomia differenziata

Infine, l’autonomia differenziata, che – ha sostenuto la premier Meloni – non funziona come qualcuno racconta «do a una regione e non ad un’altra». «Non c’è affatto un tentativo di indebolire qualcuno rispetto ad un altro, ma semmai quello di rafforzare, consapevoli dell’enorme potenziale di territori come questo e della sua gente. Con questi elementi penso che i cittadini – in regioni come questa – non devono avere paura di niente. Perché hanno affrontato di tutto, compresa la ‘ndrangheta. Noi la combatteremo, dimostrando che lo Stato quando ti chiede qualcosa non vuole in cambio la tua libertà come fa la criminalità organizzata. Ma lo Stato dev’esserci con risposte serie ed efficaci come quelle che stiamo tentando di dare». (m. r.)

L’intervento di Giorgia Meloni e la firma:

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