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Campo largo e dintorni

La sinistra italiana detiene il record mondiale di scissioni politiche. Dal 1921 a scendere – giusto per avere una data di partenza – le separazioni non si contano. Una volta si diceva: spaccare i…

Pubblicato il: 27/02/2024 – 11:13
di Bruno Gemelli
Campo largo e dintorni

La sinistra italiana detiene il record mondiale di scissioni politiche. Dal 1921 a scendere – giusto per avere una data di partenza – le separazioni non si contano. Una volta si diceva: spaccare il capello in quattro per motivare la genesi del dettaglio che si andava a confutare.
Di scissione in scissione la sinistra, anche annacquata, in tutte le sue declinazioni storiche, ha perso aderenza, cioè voti, finendo per rimanere, sovente, minoranza in tutti i consessi nei quali è chiamato a misurarsi.
La destra o il centrodestra che dir si voglia è il contrario. Più litiga al suo interno e più conquista voti, con qualche eccezione. Il rancore, quando c’è e si scorge che c’è, si ferma nell’anticamera del potere.
Nel weekend appena passato si sono simulate le evenienze di quel che potrebbe accadere a giugno quando si voterà per le europee. Intanto l’esito sardo sembra affermare l’eccezione che conferma la regola. ovvero la fragilità del candidato Truzzu, e di tutti i Trux in circolazione. Il risultato sardo, in bilico sino all’ultimo, con sorpassi e controsorpassi, sottolinea l’esordio di questo commento che insegna come a sinistra ci sia sempre un Soru che si sogna le ghiande.
Domenica scorsa c’è stata la visita sotto la pioggia di Elly Schlein in Calabria per sostenere la candidatura di Enzo Romeo a sindaco di Vibo Valentia e per dire una preghiera laica alle vittime del naufragio di Cutro.
Tuttavia i dem in Calabria appaiono sull’orlo di una crisi di nervi. La segreteria regionale di Nicola Irto sembrava, sino a qualche mese fa, inattaccabile. Ma il ritorno del suo concittadino, Giuseppe Falcomatà, sulla scena pubblica avrebbe sparigliato le carte.
Le contese sono tante. Ma due appaiono più dirimenti delle altre. Primo: le candidature alle europee. Secondo: la marcia di avvicinamento alla presidenza della Regione Calabria.
Il primo busillis appare deficitario perché, al momento, non si vede un personaggio che si possa misurare nella prossima contesa, seppure outsider di bandiera. Potrebbe togliere le castagne dal fuoco al Pd calabrese una eventuale candidatura di Pasquale Tridico, già presidente grillino dell’Inps. Sempre che il “campo largo” prenda il largo. Il risultato sardo potrebbe aprire le porte alla speranza.
Il secondo busillis afferisce al dopo Occhiuto che, al momento, sembra la conferma del medesimo. Ma se la Cittadella, per una ragione qualsiasi, dovesse diventare contendibile il problema si pone. Il più avanti di tutti, nel senso che s’è mosso per tempo, è il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, sostenuto da Nicola Adamo e Luigi Incarnato. Ma potrebbe farci un pensierino lo stesso Giuseppe Falcomatà che pare abbia allentato i rapporti con Stefano Bonaccini e consolidato quelli con Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci.
Poi ci potrebbe essere qualche sindaco a farci un pensierino. Tipo: Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, oppure Mariateresa Fragomeni, sindaco di Siderno.
Su tutto e tutti c’è la nuvoletta di Fantozzi. Ovvero, l’ennesima scissione per tentare di fare le scarpe a Elly Schlein. Questa volta, però, Forza Paris, s’è messa di mezzo.

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