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La decima apparizione: 27 febbraio 1858

Dopo quel difficile 25 febbraio le voci correvano impazzite nel circondario di Tarbes.Quanto era accaduto a Massabielle si discuteva in ogni casa, nei piccoli circoli di provincia, nei salotti ben…

Pubblicato il: 27/02/2024 – 8:23
di Nunzio Raimondi
La decima apparizione: 27 febbraio 1858

Dopo quel difficile 25 febbraio le voci correvano impazzite nel circondario di Tarbes.
Quanto era accaduto a Massabielle si discuteva in ogni casa, nei piccoli circoli di provincia, nei salotti bene, nelle più segrete stanze.
Aleggiava un senso d’incertezza poiché le apparizioni si stavano trasformando in un fatto d’aberrante curiosità, una sorta d’indiscrezione della quale si cominciava a discutere senza rispetto per nessuno.
D’un tratto non c’era più l’ombra della devozione e perfino della minima educazione nel trattare la questione.
Di certo non c’era più scrupolo ne’ discrezione nel parlare di Bernadette,di ciò che aveva visto e di ciò che aveva fatto.
Anzi, dopo quel suo baciare la terra fetida, era da molti subentrato verso di lei il disprezzo e perfino, talora, l’insulto: e non solo negli ambienti popolari ma anche da chi meno te lo saresti potuto aspettare!
Tanto che la famiglia Soubirous s’era asserragliata in casa per il timore d’essere da tutti oltraggiata.
Di fronte alla difficoltà di comprendere gli eventi, si sa, la comunità cerca di fuggirli spesso anche attraverso la diceria ed il dileggio.
E il diavolo gode.
Vedremo più avanti che il comportamento dei concittadini di Lourdes, cambierà completamente quando s’inizieranno ad attribuire miracoli alla povera pastorella.
Il vecchio carcere, dove la famiglia aveva trovato riparo nella disgrazia, verrà preso d’assalto dalla gente impazzita pur di vedere, anche soltanto toccare la veste lisa, della piccola “santa”; giungeranno doni ricchissimi per una famiglia che ,fino al giorno prima, non aveva neanche di che sostenersi…
Ma torniamo ai fatti.
S’era detto che, al termine dell’apparizione del 25 febbraio, nessuno si era accorto che dalla piccola buca scavata da Bernadette, zampillava acqua limpida come da una sorgente.
Senonché il tagliapietre Louis Bouriette, che da sempre era non vedente da un occhio, passando dalla grotta, si fermo’ a rinfrescarsi e cola’ bagnarsi il viso.
Immediatamente il suo occhio risanò da una malattia inguaribile, tanto che lo stesso medico di Lourdes, al quale subito Bouriette si rivolse per raccontare l’accaduto, non si sapeva dare spiegazione.
Esterrefatto il dottore chiese pareri ad illustri scienziati ma il responso fu il medesimo: guarigione inspiegabile.
Fu questo il primo miracolo di Lourdes, al quale seguì, subito dopo, quello di Soupenne-Cazenave, la quale al solo contatto con l’acqua della sorgente di Massabielle, venne immediatamente risanata da una gravissima infiammazione della palpebra.
Qui vorrei fare una breve notazione: dalla tenebra alla luce, e’ questo -e continua ad essere questo- il vero miracolo di Lourdes.
Non soltanto la guarigione del corpo ma quello di chi brancola nel buio del tormento e della malattia dell’anima, scavando nel proprio cuore, ritrova l’acqua limpida della perfezione nella quale è stato creato.
Vi ricordate di quella villania e dell’irrisione che aveva attinto Bernadette e la sua famiglia?
Ecco, alle prime notizie della fonte miracolosa, l’attacco si mutò in lode e non c’era strada o crocicchio, casa o bottega, ritrovo o cenacolo, nel quale non si udissero parole di apprezzamento per la pastorella ed orgoglio per Lourdes, la piccola comunità dei Pirenei prescelta da Maria per parlare al mondo!
La storia si ripete: nonostante la Profezia (“E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda…”) per gli Ebrei da Betlemme non poteva venire nulla di buono…eppure era stato detto: “da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele”.
Cosi da Lourdes ai Pirenei, condannata ad essere orfana della storia, giungeva ora la parola della Madre di Dio!
La fonte che non si secco’ mai ed alla quale ancora oggi i pellegrini vanno a “lavarsi” dal peccato, divenne dal 26 febbraio in poi meta di schiere di malati in cerca di guarigione.
Ma il miracolo di Lourdes non era quello che essi cercavano…
Tanto che al primo mattino di quel 26 febbraio, la Signora non apparve.
E Bernadette si andava domandando se avesse fatto qualcosa di sbagliato che avesse potuto offendere la “bella Signora”.
Per questo la piccola veggente trascorse una notte molto agitata e, all’alba del giorno successivo, si recò a Massabielle per vedere di nuovo la Madre di Dio.
Presso la grotta stavano già a quell’ora quasi mille persone, giunte da ogni luogo con tanti poveri, ammalati, storpi, ciechi, sordi e muti, i convitati alla cena dell’agnello!
E tanti uomini persi nella miseria del peccato, alla ricerca della misericordia di Dio.
Bernadette si inginocchiò e dopo la recita del Santo Rosario salutò la Signora con l’ampio segno di croce che la Vergine Maria le aveva insegnato.
Ancora dinanzi a quella folla orante la Santa Vergine la invitò a far penitenza e a pregare per i peccatori.
Poi le ripete’: “Bacia la terra per la penitenza dei peccatori”.
Così Bernadette,che oramai aveva imparato i gesti di penitenza ai quali la Vergine alludeva, bacio’ la terra lurida, mangio’ dell’erba amara, si lavo’ e bevve dell’acqua della fonte.
Quindi la Signora scomparve.
Ora, ciò che era accaduto a Massabielle con quel fiume umano incontenibile, aveva anche dimostrato l’incapacità di mantenere l’ordine col piccolo drappello armato di Lourdes.
Così, da Tarbes, giunsero presto rinforzi ed il procuratore imperiale, insieme ad altri inquisitori giunti da Tarbes, sottopose la pastorella, in quella stessa sera, ad un nuovo interrogatorio.
Questa volta Bernadette si trovò davanti una specie di plotone d’esecuzione che, con le più svariate minacce verso di lei e verso la sua famiglia, le intimo’ di non tornare mai più a Massabielle.
Ma Bernadette fu irremovibile: Il giorno dopo sarebbe tornata alla grotta.
“Vieni giù Daniele dalla fossa dei leoni”!
Testimone, come tutti sappiamo, etimologicamente significa martire: e Bernadette s’iscrisse quella sera nel lungo elenco dei testimoni della fede (in seguito la sua vita fu tutta un martirio…), ma ciò che vorrei sottolineare è che la piccola veggente non appariva perciò affatto turbata; anzi Ella era raggiante di felicità perché poteva fare qualcosa che fosse gradito alla Vergine Maria.
La mia meditazione di oggi fino a domani è dunque questa: di fronte alla mutevolezza del cuore umano, Bernadette ripeteva: “Dio mi basta,Dio mi resta”. E così devo fare anch’io: aggrapparmi ai piedi della croce per trovare la forza per andare avanti.
L’uomo, con tutte le sue turpitudini e le sue infamie, le sue scelleratezze ed i suoi misfatti, è pur sempre immagine di Dio. Un’immagine sfigurata dal peccato verso la quale non ci è dato, per la comune miseranda condizione umana, di provare disgusto, orrore o raccapriccio.
Chi fa questo verso un proprio fratello, chi si arresta sulla soglia della ripugnanza e della nausea a causa del peccato altrui, non è capace di baciare la terra putrida e mangiare l’erba amara.
Chi prova insofferenza e repulsione verso la sporcizia, non mai ha guardato alla terra ed al fango che porta su di sé, non ha visto ciò che davvero spesso occupa il suo cuore, non ha mai provato vergogna per la propria indecenza.

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