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L’undicesima apparizione: 28 febbraio 1858

Si è già detto dello strepito che, nella tranquilla cittadina di Lourdes e nel suo circondario era stato generato dalle prime notizie circa la fonte miracolosa.Alcuni scalpellini si erano precipit…

Pubblicato il: 28/02/2024 – 8:23
di Nunzio Raimondi
L’undicesima apparizione: 28 febbraio 1858

Si è già detto dello strepito che, nella tranquilla cittadina di Lourdes e nel suo circondario era stato generato dalle prime notizie circa la fonte miracolosa.
Alcuni scalpellini si erano precipitati a costruire una fontana proprio nel luogo della sorgente, la quale di giorno in giorno aumentava la propria portata.
E giacché a quella fonte si recavano quotidianamente tante persone anche provenienti da luoghi lontani, il procuratore imperiale si vide costretto a porre alcuni gendarmi a guardia della fonte ed a razionarne l’uso.
Quanto aveva creato scontento specialmente fra coloro che giungevano a Lourdes dalle periferie e che percorrevano a piedi per lunghe ore strade disagevoli.
Ed era già capitato più volte che ne fossero derivati tumulti anche in ore notturne.
E mentre i tagliapietre di Lourdes, a devozione per quanto era occorso al loro compagno Louis Bouriette, s’erano già messi all’opera per aprire una più comoda strada per raggiungere Massabielle, la gendarmeria aveva posizionato molti soldati lungo le strade che conducevano alla grotta.
Anche in quella fredda notte fra il 27 ed il 28 febbraio, una marea umana percorreva quelle vie.
Tanto che la piccola Bernadette s’avvio’ alla grotta che erano ancora le tre del mattino.
Quando l’interminabile corteo giunse lentamente sul luogo delle apparizioni, il colpo d’occhio fu straordinario!
Con in testa la piccola veggente una schiera continua di uomini, donne, bambini, tantissimi malati, ciascuno con una candela accesa, univano le loro voci con inni e canti alla Vergine.
Alle prime luci dell’alba, ecco di nuovo la Madonna apparve!
Ora non era piu’ un minuscolo drappello di fedeli pronto a seguire la piccola pastorella di Lourdes; adesso la grotta era divenuto il luogo dei miracoli, della potenza del soprannaturale, dello Spirito che salva.
Dopo il segno di croce Bernadette cominciò a recitare il santo Rosario, quindi, camminando in ginocchio fino in fondo alla grotta in segno di penitenza, bacio’ la terra lercia, mangio’ ancora dell’erba amara,si lavo’ e bevve alla fonte.
Alla fine dell’apparizione la piccola veggente non volle tornare a casa e si recò in Chiesa a pregare.
Ma proprio all’uscita dal tempio,che oramai era giorno fatto, alcuni gendarmi la prelevarono per condurla a casa del giudice Ribes, il quale, senza mezzi termini, la minacciò di condurla in prigione.
Durante questo ennesimo interrogatorio Bernadette, che si guardò bene dal parlare dell’apparizione della Madre di Dio, raccontò al giudice di una “visione” la quale le aveva “ordinato” di “far penitenza, prima per se’ e poi per gli altri”.
Sicché, ancora una volta, anche il giudice Ribes non ebbe buon gioco e non trovò nulla nella fanciulla che gli consentisse d’imprigionarla.
Chi visita Lourdes ancora oggi può partecipare alla processione aux flambeau che si svolge a fine giornata nella piazza del Rosario. Su questo vorrei soffermare la mia riflessione di oggi. E ciò perché di questa apparizione m’attrae particolarmente il tema della luce: la luce nella quale appare la Madre di Dio, la luce che è espressione della Sua bellezza, la luce della candela che Bernadette teneva nella sua mano sinistra in attesa della visione, quindi la luce dell’attesa (“…conservate le lampade accese”), la luce che nella notte rischiara il cammino del popolo orante, la luce che così spesso “nascondiamo sotto il moggio” e che il peccato pian piano attenua fino ad estinguere.
Ecco, in quel freddo mattino del 28 febbraio 1858, la Vergine Maria poté davvero riconoscere in quelle povere anime la luce della nostra misera carità. E ripetere con il Figlio Suo a tutti noi: “Voi siete la luce del mondo”.

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