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IL CONTRIBUTO

La quattordicesima apparizione: 3 marzo 1858

La Mamma dell’umanità dolente in quel 3 marzo 1858 era attesa da più di tremila persone davanti alla grotta di Massabielle. Questo popolo di devoti era giunto coà’ insieme a Bernadette che lo guid…

Pubblicato il: 29/02/2024 – 16:17
di Nunzio Raimondi
La quattordicesima apparizione: 3 marzo 1858

La Mamma dell’umanità dolente in quel 3 marzo 1858 era attesa da più di tremila persone davanti alla grotta di Massabielle. Questo popolo di devoti era giunto coà’ insieme a Bernadette che lo guidava.  Oramai le autorità avevano rinunziato ad intervenire e dovevano escogitare una qualche soluzione per scoraggiare l’arrivo di pellegrini da tutta la Francia ed anche dalla vicina Spagna. Ma di questo parlerò più avanti. Dopo una lunga attesa e la recita del santo Rosario la Vergine non apparve. Quando fu l’ora Bernadette dovette recarsi a scuola, ma, finite le lezioni e prima di tornare a casa, si sentì di nuovo chiamare nel cuore dalla Madre di Dio! Lasciò tutto e corse nuovamente a Massabielle. Aveva infatti ricevuto la richiesta dal Curato di domandare il nome della “bella Signora” e così s’inginocchiò di nuovo dinanzi alla grotta, si segnò di croce e cominciò a recitare il Rosario! In questo ritardo nell’apparizione vi leggo ancora una volta il cuore ferito di Maria per il contegno d’incredulità e di sospetto che animava i sacerdoti a riguardo dell’eletta. Ma il cuore della Vergine è ricolmo d’Amore per i suoi figli e, per questo, la Vergine apparve di nuovo! Alla domanda di Bernadette di pronunziare il Suo nome, Maria rispose con un ampio sorriso! La Madonna non fece mai fiorire in inverno la rosa canina che ornava l’anfratto delle apparizioni, mai accondiscese alle richieste “pagane” del Curato Dominique Peyramale, ma cercò comunque di ricondurre il Clero alla verità con gesti significativi e, come si vedrà in avanti, attraverso il richiamo esclusivo alla loro dottrina, ossia a quanto soltanto loro potevano capire. Questo avvenne il 3 marzo 1858. Dopo l’apparizione la pastorella tornò dal Curato per riferire del gesto della “bella Signora” alla richiesta di dire il proprio nome, ma il Parroco non capì; anzi insistette nella richiesta di riconoscere la soprannaturalità dell’evento attraverso opzioni magiche. Questa reazione, per certo ispirata da prudenza Cristiana, da parte del Curato – e probabilmente dall’intero Clero locale – suscita ancora oggi alcune importanti riflessioni. Conosco una persona, per certo di grande fede, che vede in tutto ciò che le capita la mano di Dio e, specialmente quando le perviene un “segno” in ordine a ciò che ha domandato, non esita ad attribuirlo alla Sua volontà. Ora, il racconto di questa apparizione mi fa conoscere lo “stile” di Maria, che è poi lo “stile” del Figlio Suo, Gesù. Non sempre infatti noi uomini siamo in sintonia con questo “stile”, misterioso quanto meraviglioso e ci affidiamo a corrispondenze umane piuttosto che al modo delicato di Dio di parlare al nostro cuore. L’ingrato suolo che solchiamo ci consegna infatti ed assai spesso segni incompiuti, come quello che predilige la parola al silenzio, il segno rispetto alla ricerca del significato della Parola di Dio. Perché Dio “parla” attraverso la Sua Parola che noi Cristiani dobbiamo impegnarci a meditare. Guardiamo, dunque, a Maria: Lei parla ai sacerdoti col Suo silenzio! Come a dire: il Vangelo vi farà credere non il roseto che fiorisce in inverno! Ecco, oggi mediterò su tutte le volte che il Signore mi ha “parlato” col silenzio.

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