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Loiero: «Elly Schlein? Catapultata alla guida di un partito con mezza Dc e mezzi Ds»

A Telesuonano l’ex governatore su Giuseppe Conte: «Non è stato un pessimo presidente del Consiglio. Meloni lo sta emulando»

Pubblicato il: 20/04/2024 – 10:17
Loiero: «Elly Schlein? Catapultata alla guida di un partito con mezza Dc e mezzi Ds»

LAMEZIA TERME Gli inizi alla Dc, l’elezione al Parlamento e la parentesi alla guida della Regione Calabria. Agazio Loiero a Telesuonano, il talk in onda su L’altro Corriere Tv, ripercorre la sua «carriera veloce» per poi rilasciare un’analisi sugli attuali temi caldi, tra cui la «catastrofica» autonomia differenziata. Ospite di Danilo Monteleone, l’ex governatore si lascia andare anche a giudizi sui principali volti della politica italiana: mentre la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni «si è rivelata meno peggio di quanto mi aspettassi», alla principale oppositrice Elly Schlein riconosce l’arduo compito di guidare un partito complesso «fatto da mezza Ds e mezza Dc». Ma Loiero si concentra soprattutto sui temi regionali e su quel commissariamento della sanità contro cui si è battuto e per il quale “bacchetta” Roberto Occhiuto. Ed anche la situazione sanitaria calabrese per Loiero si presenta «catastrofica».

L’ascesa politica

La prima esperienza politica è al Consiglio comunale di Catanzaro, ma per Agazio Loiero l’ascesa politica è rapida nonostante la Democrazia Cristiana imponesse «una certa gradualità». Un po’ di «fortuna e coraggio» e nell’83 arriva subito la candidatura alle politiche. «Non ce l’ho fatta per soli 321 voti» racconta, ricordando anche il numero esatto da voti presi nonostante fosse «uno sconosciuto»: 51.501 le preferenze che convincono la Dc a nominarlo alla guida della segreteria provinciale di Catanzaro. Nel 1987 Loiero diventa deputato, ma è con le politiche del 1992 che arriva la consacrazione: «Fu una vittoria straordinaria, dopo Misasi ministro e Pujia sottosegretario fui il terzo classificato». Ma il 1992 segna una svolta anche nella storia della politica italiana. L’inchiesta Mani Pulite «spazza via» un’intera classe dirigente.

Il ricordo di Mino Martinazzoli

«Tangentopoli svela un liquame incredibile, anche se con un metodo d’indagine seicentesco» racconta Loiero, ricordando l’episodio delle «interrogazioni con le manette sul tavolo». A soccorrere una Dc in difficoltà arrivò Mino Martinazzoli, «un personaggio leggendario, una persona di cultura e parlatore incredibile. Al congresso dell’89 ricevette 23 minuti di applausi». Martinazzoli raccolse il partito in un momento disastroso. «Aprivi i giornali ed era una tragedia. A lui lo crocifiggevano ogni giorno, ma se avesse fatto il segretario due anni prima sarebbe stato un trionfo». Loiero ricorda la visita in Calabria dell’ultimo segretario della Dc. «Parlò 1 ora e 40 in un convegno di fronte ai magistrati. A fine incontro mi si avvicinò il presidente della Corte d’appello dicendomi: “è mai possibile che nella Dc ci sia un personaggio di questo valore?”».

La «catastrofica» autonomia differenziata

L’ex Presidente della Regione commenta anche l’autonomia differenziata che ricorda i federalismi contro cui lottò. «Sarebbe una catastrofe per il Sud e per la Calabria in particolare, dato che ha problemi più grandi delle sue sorelle» chiosa Loiero. «Le regioni del Nord che vogliono acquisire competenze rappresentano il 40% del Pil nazionale. C’è un fondo perequativo dove accedono una parte dei tributi delle regioni più ricche per avere uno sviluppo unitario in tutto il paese. Loro vogliono trattenere tutte le risorse. Così sfugge il concetto di comunità e l’idea di unità». L’ex governatore non usa mezzi termini e attacca il Ddl Calderoli: «Io faccio una battaglia per il mio territorio, per la terra che amo, in cui sono nato e dove sono morti i miei. Verrebbe meno l’elemento cardine della vita degli italiani, che è l’unità». Loiero cita Verga, Mazzini e «la costituzione più bella del mondo». «L’unità era il sogno dei poeti, siamo stati per secoli sotto un esercito straniero. Verga in una lettera diceva: “Di fronte al dilemma di dover scegliere tra libertà e unità, sceglierei l’unità”. Oggi anche la Costituzione dice che la Repubblica è una e indivisibile».

Loiero Telesuonano

Autonomia e premierato «confliggono drammaticamente»

Paradossale poi la contemporaneità con il premierato. «Due cose che non stanno insieme, il premierato accentra i poteri, l’autonomia li delega alle regioni». Da esperto politico Loiero fa una sua ricostruzione: «La Meloni, che si è rivelata meno peggio di quanto pensassi, si è dovuta mettere d’accordo con Salvini che chiedeva l’autonomia. Allora ha chiesto il premierato, ma si sono accordati su due cose che drammaticamente confliggono. E adesso pare che se ne stanno accorgendo sia in Forza Italia che la stessa Meloni». Per modificare la Costituzione, ammonisce Loiero, «lo devi fare con l’opposizione. Nel 1947 si lavorava con una collaborazione intensa e fortissima. Quando De Gaspari fu costretto ad allontanare i comunisti dal Governo, in contemporanea l’assemblea costituente andava avanti e loro non si sono ritratti». L’ex governatore rilascia anche un giudizio su Elly Schlein: «Non la vedo male, catapultata alla guida di un partito complesso con mezza Dc e mezza Ds. Sicuramente è stata coraggiosa con l’uscita sui cacicchi e i capibastone, ma se li mandasse via loro creerebbero una lista e non avrebbe vantaggi elettorali». Anche per Giuseppe Conte parole “dolci”: «Non è stato un pessimo Presidente del Consiglio. Di Maio e Salvini dicevano: “Qua comando io”. Lui si è rifugiato all’estero costruendo rapporti e prendendo i soldi del Pnrr. La Meloni lo sta emulando».

Anche la situazione sanitaria «catastrofica»

Tornando ad un’analisi dei tempi attuali Loiero parla di una situazione sanitaria «catastrofica» per la Calabria, ricordando come la sanità fu una battaglia cardine del suo mandato da governatore, iniziato con «tre drammatici incidenti». Tra cui quello di Flavio Scutellà, morto per un caso di malasanità a Reggio Calabria nel 2017. «Al funerale quando andai a dare la mano a un genitore non me la strinse, fu una delle più grandi umiliazioni della mia vita. Lì ho detto: costo quel che costi le cose cambieranno. E qualche cambiamento coraggioso l’ho fatto» ricorda Loiero, che racconta l’episodio di quando fu convocato in Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di commissariare la Regione. «Io dissi apertamente a Berlusconi: “Se lei mi fa un commissario esterno io mi dimetto seduta stante”. Lui cercò di dirmi che sarei stato io commissario, ma rifiutai».

Sul Ponte: «Spero di non vederlo»

Per Loiero un commissariamento della sanità significa pagare circa 100 milioni in più all’anno. Un avvertimento che fece anche ad Occhiuto in una lettera aperta. «Gli dissi che fare il commissario era un errore, che solo per la presenza si pagano 100 milioni di tasse in più. Non è che mentre paghiamo la situazione migliora. In Calabria non ci si può curare, manca anche il personale. Dopo due anni la situazione sanitaria è catastrofica come l’autonomia differenziata. Ci sono battaglie che vanno fatte per il territorio, non c’è partito o coalizione che tenga. Sono 14 anni che paghiamo ma la gente va ancora a curarsi fuori». Dall’ex governatore un pensiero anche sul Ponte: «Io credo e spero che non lo vedremo. Un ponte non supererà mai un esame vero. Là sia il vento che la sismicità non ti consentono di farlo. Io all’inizio non l’ho guardato male, ma poi mi sono convinto che non si poteva fare». (redazione@corrierecal.it)

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