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«Perché stravolgere un progetto già finanziato dalla Regione?»

La richiesta dei consiglieri comunali di “Riparti Bisignano” a Occhiuto con riferimento al depuratore nella zona industriale

Pubblicato il: 25/04/2024 – 8:53
«Perché stravolgere un progetto già finanziato dalla Regione?»

BISIGNANO “Perché stravolgere un progetto già finanziato dalla Regione?”. Lo chiedono a gran voce con una lettera aperta i consiglieri comunali di Bisignano del gruppo di Riparti Bisignano direttamente al Presidente Occhiuto e soprattutto chiedono risposte su una questione che rischia di compromettere anche la salute dei cittadini. La questione è quella della procedura in ordine al finanziamento ottenuto dal  comune di Bisignano da parte della Regione Calabria nel 2018 per la realizzazione di un depuratore nella zona industriale con un collettamento di rete fognaria (per complessivi 21 Km lineari) e la riattivazione di altri due depuratori nella zona a monte (Pucchio) e della zona Duglia (a valle)  per un importo complessivo di 5,6 mln di euro. «I lavori per questi interventi – spiegano i consiglieri di Riparti Bisignano – sono stati appaltati a Dicembre 2022 e solo in data 6 marzo 2024 con delibera della giunta comunale è stato approvato un progetto esecutivo dei lavori completamente che si presenta completamente diverso rispetto al progetto ammesso a finanziamento, Tale rimodulazione sembra che scaturisca da una revisione prezzi che stravolge il progetto per come finanziato dalla Regione Calabria a seguito di un Accordo di Programma con l’ente Corap. I consiglieri sono dunque convinti che sia necessario evidenziare che tale rimodulazione risulta incomprensibile alla luce dei presupposti che hanno generato il finanziamento delle opere ossia di sanare una carenza strutturale nel territorio comunale, con la realizzazione di un  depuratore con capacità di 20.000 a.e nella zona industriale,  quello a fanghi attivi in località Duglia con potenzialità di 4.000 a.e. ed il riefficentamento dell’impianto di depura nella zona Pucchio  con potenzialità di 100 a.e. con realizzazione di collettori fognari ed impianti di sollevamento. L’inchiesta Arsenico ha evidenziato come anche nel Comune di Bisignano vi sia stato sversamento abusivo di liquami industriali provenienti dalla Campania e Basilicata non trattati in depurazione da parte del gestore privato e sversati direttamente nel fiume Muccone affluente del fiume Crati. Cosa che ha recato un grave danno all’economia del territorio rinomato per le produzione agricole della zona che conta oltre 2500 imprenditori agricoli. Inoltre, gli imprenditori allocati nella zona industriale aspettano da decenni la realizzazione di un depuratore che sopperisca all’utilizzo delle vasche Imhoff non idonee alla depurazione delle loro attività. A questo punto – concludono i consiglieri di Riparti Bisignano – è indispensabile sapere perché l’amministrazione comunale di Bisignano abbia di fatto stravolto l’investimento per il quale ha ottenuto il finanziamento dalla regione Calabria, nonostante il territorio nella zona della pianura sia carente di impianto di depurazione».

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