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San Luca, Bartolo e la decisione di non ricandidarsi: «Lo Stato non mi ha aiutato»

Una solitudine raccontata anche dagli abitanti. Il primo cittadino: «L’avviso di garanzia per lo stadio un pugno allo stomaco»

Pubblicato il: 21/05/2024 – 18:20
di Mariateresa Ripolo
San Luca, Bartolo e la decisione di non ricandidarsi: «Lo Stato non mi ha aiutato»

SAN LUCA «Non mi sono candidato perché non sono stato aiutato dallo Stato nel corso del mio quinquennio». Settantacinque anni, infermiere in pensione, eletto nel 2019 con la lista “San Luca ai sanluchesi”, con 1.263 voti, il 90% delle preferenze, contro i soli 137 del suo avversario politico Klaus Davi. «Cinque anni fa mi sono presentato per senso di orgoglio e amore verso il mio paese», spiega il sindaco di San Luca Bruno Bartolo. Dopo l’annuncio della mancata formazione di una nuova lista in vista delle prossime elezioni comunali – decisione che porterà il Comune di San Luca al commissariamento – il primo cittadino ha aspettato di organizzare un incontro pubblico con tutta la cittadinanza per spiegare la decisione che ha definito «molto difficile».

«Per amore di San Luca avrei presentato la candidatura»

Impegno sull’istruzione, nel sociale e nel turismo, nell’ambito dei lavori pubblici. Questi i punti su cui Bartolo si è soffermato nel corso della relazione presentata alla cittadinanza. Impegni e risultati che comunque non hanno fatto cambiare idea al primo cittadino che alla fine non ha presentato una sua lista, perdendo così la possibilità di portare avanti il lavoro iniziato. «È stata una scelta voluta – ha detto Bartolo – ma sempre per amore per il mio paese se avessi saputo che non si sarebbe presentato nessuno, anche perché fino all’ultimo sembrava che si stesse muovendo qualcosa, lo avrei fatto sicuramente io, sempre per amore verso il mio paese. Perché io amo San Luca».

«L’avviso di garanzia un pugno allo stomaco»

A incidere «seppur in minima parte», ha spiegato il sindaco, sarebbero state poi le indagini che lo vedono coinvolto sullo sversamento delle acque reflue nella fiumara adiacente allo stadio cittadino. Irregolarità riscontrate sulla struttura inaugurata quando a guidare il comune era la commissione prefettizia nel 2017, alla presenza dell’allora prefetto Michele Di Bari. «È stato un pugno allo stomaco», ha detto il primo cittadino che ha spiegato: «Ho piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine». Sulla questione i membri dell’amministrazione spiegano: «Anziché sentirci tutelati ci siamo sentiti nel mirino, noi dobbiamo pagare per sbagli che sono stati fatti nel 2017».

«Mi sono sentito solo»

Bartolo ha spiegato di essersi sentito solo, precisando: «Non parlo della Regione Calabria, a me la Regione ha dato tantissimo, mi ha aiutato e mi ha messo in condizione di programmare opere eccezionali come la strada di Polsi».
«Cinque anni fa quando mi sono candidato – ha aggiunto – mi è stato promesso che mi avrebbero dato un aiuto eccezionale. Non me l’hanno dato».
«Siamo completamente soli e abbandonati», ribadiscono gli abitanti di San Luca. Durante l’incontro è una signora a prendere la parola: «Sono ancora i genitori a dover provvedere ai bisogni dei figli, qui non c’è lavoro, siamo completamente abbandonati». Una solitudine che per Bartolo si estende anche ai colleghi sindaci: «Alcuni mi sono stati vicini, sono qui che mi stanno aspettando per entrare. Sono però deluso dall’assemblea dei sindaci, dal suo presidente e dal presidente del comitato dei sindaci, perché io questa sera mi aspettavo che venisse fatta un’assemblea a San Luca per questo. Ma vince ancora il pregiudizio su San Luca. Io ormai non faccio più in tempo, ma se avessi il tempo lo farei, uscirei dall’assemblea perché non ha senso di esistere». (m.ripolo@corrierecal.it)

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