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l’opera della discordia

Ddl Sicurezza, No Ponte Calabria: «Con emendamento Iezzi in gioco la libertà di tutti»

L’affondo del coordinamento calabrese: «Sono a rischio i diritti costituzionali»

Pubblicato il: 25/05/2024 – 21:21
Ddl Sicurezza, No Ponte Calabria: «Con emendamento Iezzi in gioco la libertà di tutti»

VILLA SAN GIOVANNI «La notizia della presentazione da parte del leghista Iezzi di un emendamento al ddl Sicurezza, per inasprire pesantemente le pene a chi “minaccia la prosecuzione delle opere strategiche”, ha scatenato una ridda di giuste reazioni e polemiche. Fa specie che questa proposta segua solo di qualche giorno la bella e partecipata manifestazione No Ponte di Villa San Giovanni, tuonando come una minaccia per chi ha attraversato le strade dello Stretto per dire no alla svendita del proprio territorio e alla sua salvaguardia». È quanto si afferma in una nota del coordinamento No Ponte Calabria «Proprio Salvini, da ministro degli Interni – è detto nella nota – inaugurò con i suoi decreti “sicurezza” una nuova stagione caratterizzata dalla contrazione di diritti e dalla repressione di chi dissente. Una proposta emendativa quindi assolutamente consequenziale alla linea politica del ministro del Ponte e dell’attuale governo, che fa poco o nulla per nascondere la sua natura reazionaria e antiliberale. Un governo e un ministro che provano a mostrare i muscoli con i più deboli ma proni e supini ai diktat dei potenti, come dimostra ad esempio il codice degli appalti promosso sempre da Salvini e che ha liberalizzato ulteriormente il sistema degli appalti, abbassando i controlli e favorendo il subappalto, alla faccia della “sicurezza” e delle quotidiane morti sui posti di lavoro». «Quando abbiamo detto più volte – sostengono i No Ponte calabresi – che avremmo ostacolato in tutti i modi l’avvio di un cantiere infinito, perché è questo che vorrebbero fare e nient’altro, lo abbiamo fatto ben conoscendo il peso delle nostre parole, e non sarà di certo questo emendamento a farci paura adesso. Casomai è proprio il segnale della loro di paura, dell’enorme difficoltà in cui si trovano dopo aver provato a cavalcare una propaganda fallimentare. Ma il punto non è quanto siamo impavidi o timorosi, né tanto meno è questione di Ponte Sì o Ponte No: in questo momento ci sono in gioco la libertà di tutte e tutti a manifestare le proprie idee, la libertà ad informare correttamente senza subire intimidazioni, gli stessi diritti sanciti dalla nostra Costituzione».

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